Autore:
Luca Pezzoni

LA SOLITA STORIA La ricetta più visionaria e divertente per ogni appassionato di guida scoperta? Due posti secchi, poco peso, trazione posteriore e, partendo da un modello esistente, via tutto il superfluo, parabrezza e finestrini compresi. In contemporanea con il ventennale dell' MX-5, in casa Mazda hanno deciso di unire passato presente e futuro. Ricordando i tempi dell'epopea sportiva, usando come base una spider di normale produzione e anticipando il futuro, che sarà sempre più fatto di leggerezza e pochi fronzoli. La storia del progetto nasce e si sviluppa in tempi relativamente brevi: tre mesi prima del salone di Francoforte dello scorso settembre, dove era stata programmata la premiere del modello.

MANIPOLO Un manipolo di cinque tecnici (Basi Virgin, Luca Bollino, Nigel Ractcliffe, Maria Greger, Luciana Silvares) si mette al lavoro, sono capitanati da Peter Birtwistle. Il tempo stringe e non ci sono i soliti tempi, e quindi le solite abitudini, per arrivare alla definzione della special. Giusto il tempo di qualche schizzo con la matita, poi subito i disegni al computer. Le idee sono subito chiare: partire dal modello attualmente in produzione della spiderina giapponese per realizzare una barchetta superleggera e minimalista. Il primo passo diventa disegnare al computer la nuova definizione degli esterni vicini al parabrezza e gli interni, le parti più interessate alla trasformazione, e decidere cosa togliere di non indispensabile. Guadagnare peso diventa l'unico modo per migliorare le prestazioni senza spendere troppo...

TAGLIATORI DI PESO Il giochino diventa quasi divertente: visto che non c'è tempo per elaborare la meccanica bisogna rendere la Mazdina magra quasi quanto la progenitrice del 1989. Si pensa, sulla carta, di eliminare tutto o quasi, a parte motore, volante e sedili. Via parabrezza, condotti di areazione interni, maniglie esterne, finestrini e relative cornici, capote e intelaiature varie. E poi via anche tutti i fronzoli interni come radio, climatizzatore, bocchette e tutte le inutili concessioni al comfort di marcia. Se divertimento dev'essere che lo sia fino in fondo. Via anche tutti i materiali fonoassorbenti che aiutano a limare ancora qualche chilogrammo.

TUTTA INTORNO A LUI Pensato, detto e fatto: strappata dalla linea di produzione una MX-5 Roadster con il motore da 1,8 litri e 126 cavalli, si passa dalle parole ai fatti. Oltre all'eliminazione di tutti gli orpelli, compreso il freno a mano, si sostituisce il cofano con uno tutto in alluminio e neppure verniciato, che si raccorderà perfettamente e non solo dal punto di vista cromatico con i pezzi in fibra di carbonio (leggeri e con il sapore delel competizioni nel dna) disegnati al computer in fase di preparazione presso un produttore specializzato. Nuova plancia, nuovi sedili alleggeriti, le gobbe dietro i poggiatesta. Unica concessione al lusso il rivestimento di sedute e volante in pelle. Neppure il tempo di assemblarla che bisogna scendere in pista per verificare il comportamento stradale.

PESO POTENZA Fatta salva la distribuzione dei pesi 50-50, ci sono da ritarare molle e sospensioni. La squadra Mazda lavora con i tecnici Bilstein e Eibach per riuscire a rendere la Superlight ancora più divertente. Il peso, sceso sotto la tonnellata (partiva da 1.170kg), migliora anche il rapporto peso-potenza e anche il motore sembra più brillante. Dopo qualche seduta in pista la Superlight mantiene le promesse, ancora più rapida nei cambi di direzione e sempre divertente da guidare. Neppure il tempo di festeggiare che la Mazdina è pronta per essere verniciata, lucidata ed essere imbarcata per il debutto in passerella. Tutto in meno di tre mesi, per un esercizio dietetico coerente con la natura del modello e dei tempi.

FUTURO PROSSIMO Una bella storia quella della Superlight, per un omaggio furbo ai vent'anni della Miatina che è stata capace di trovare quasi un milione di clienti. Ma anche un esempio di come, in tempi di crisi, per sognare e proporre spunti divertenti non occorra per forza investire milioni di euro, migliaia di ore uomo in ricerche e sperimentazioni. Stando ai rumors che girano in rete, la prossima generazione pur senza eccedere, segnerà un ulteriore ritorno alle origini. Ci saranno il parabrezza e tutte le comodità ma anche più materiali alleggeriti per un downsizing (si vocifera) anche nei motori, con il ritorno del "millessei", magari aiutato da una turbina. In questo senso la Superlight potrebbe anche essere intesa come auto-manifesto del futuro: divertirsi senza sprechi.


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