Autore:
Davide Varenna

PALESTRA DI STILE Se si parla di stile, da sempre Ginevra può considerarsi la passerella prediletta nel panorama dei Saloni internazionali. Negli anni, tra le mura del Palexpo, sono state scandite le tappe dell'evoluzione del linguaggio stilistico. Certo, quest'anno la crisi si è fatta sentire e forse il Salone è parso più avaro di novità vere. Qualcuno magari ha puntato sull'evoluzione di lavori già ben avviati, semplicemente ritoccati per l'occasione. In ogni caso carne al fuoco non ne è mancata: da Aston Martin a Zagato, sono molte le proposte di stile interessanti. Chi l'avrebbe detto, per esempio, che a spingersi più in là nel futuro sarebbero state matite abituate a progettare "low cost"? Ecco cosa ha proposto in fatto di stile l'ultimo Salone di Ginevra.

CARROZZIERI ITALIANI
Armati di macchina fotografica e di un taccuino per gli appunti, non facciamo neanche tempo ad organizzare il percorso tra i vari stand che già siamo fermi. Di fronte a noi c'è lo stand Giugiaro, dove Giorgetto e il figlio Fabrizio introducono il loro ultimo studio: nome in codice Frazer Nash concept. Sotto gli occhi di numerosi giornalisti e di ospiti illustri come Jean Alesi, viene così svelata la vettura che continua lo studio delle ibride sportive intrapreso dall'atelier torinese.

Rispetto alle precedenti Volta e Quaranta lo stile risulta ora più apprezzabile, con forti riferimenti alle linee Lamborghini (gli sfoghi posteriori triangolari ricordano molto quelli della LP 640) e ai tagli Cadillac. Da notare le ormai comuni celle fotovoltaiche disposte nella parte inferiore del parabrezza, lì dove uno spigolo tagliente dà il via alle varie sfaccettature del "Diamante", termine che lo stesso Fabrizio utilizza per descrivere l'aspetto complessivo della concept.

Opposta è invece la proposta di Pininfarina: oltre alla ormai nota B0 fa la sua comparsa nello stand Tata la Pr1ma, berlina dalle linee semplici e dolci, che rivela la sua provenienza stilistica nella presa d'aria frontale, schiacciata nella parte centrale dalla imponente calandra proprio come avviene sulla Maserati Granturismo firmata Pinin.

SURPLUS DI AGGRESSIVITA'
Un po' ci viene da sorridere quando nel reparto Lamborghini l'AD Stefan Winkelmann presenta la Murcièlago SV definendola una vettura completamente nuova; le modifiche meccaniche e la dieta che ha bruciato ben 100 Kg vanno di pari passo con la filosofia seguita per gli esterni: solo qualche modifica con appendici aerodinamiche che rendono ancor più brutale la regina di S.Agata. Non una totale novità quindi, ma un ritocco che nella parte anteriore si limita a nuovi spoiler e minigonne, mentre nel posteriore consiste in un nuovo estrattore le cui linee verticali si raccordano con la griglia e con l'enorme spoiler in composito.

Anche la cugina Audi si limita a proporre evoluzioni di modelli precedenti. Al Salone compaiono in anteprima la TT RS e la A4 allroad: la prima, sorella cattiva della TT, è caratterizzata dai soliti specchi satinati, da prese d'aria anteriori maggiorate, da due grandi scarichi ovoidali e dall'alettone a quattro appoggi; la seconda sfoggia invece un fascione di plastica che circonda la parte bassa della carrozzeria, con un andamento analogo alla sorella maggiore A6.

Non solo nella famiglia allargata Audi è tempo di versioni sportive: Horacio Pagani presenta infatti la sua Zonda R, espressione massima della vettura nata per correre tra i cordoli. Oltre alle nuove prese d'aria colpiscono il frontale, con i fari e la nervatura del cofano molto più sottili, e gli sbalzi maggiorati, ad enfatizzare il senso di dinamicità della vettura. Il posteriore, totalmente riutilizzato, presenta sottili gruppi ottici a led, mentre rimane inalterata l'inconfondibile disposizione degli scarichi centrali.

MATITA ROSSA
Continuando il nostro percorso, l'effetto calamita ci attrae allo stand Ferrari, dove oltre a vestire con l'allestimento HGTE la vettura di punta di Maranello, si mostra nella versione 599XX. Non è solo il nome a ricordare la "sorellona" FXX, ma anche il suo scopo: pensata per il solo uso in pista, la 599 si spoglia perciò di tutto ciò che in corsa risulta superfluo (per esempio i gruppi ottici posteriori sono sostituiti da due griglie), e ruba alla F1 componenti come i curiosi "weel dount" che carenano i dischi carboceramici per migliorare aerodinamica e raffreddamento. Molto belle, inoltre, le ali ricavate sulle pinne posteriori e quelle disposte verticalmente dietro alle ruote (come avveniva anche nella Ferrari Rossa presentata all'ultimo Salone di Torino nel 2000).

PICCOLE BOMBE
L'aggressività non risparmia nemmeno le piccole. Oltre a Mazda3 MPS e Focus RS, catturano l'attenzione anche Clio e Megane RS ( bella la sua onda dello spoiler anteriore terminante in una fila di led) e la tanto attesa e discussa Mito GTA. Guardi lo stemma sul cofano di quest'ultima e l'aletta a ridosso del parabrezza dalla parte del guidatore e subito pensi alla vecchia TZ; ma se distogli lo sguardo da quei due particolari, tutto il resto è solo pura cattiveria. Di certo le fiancate alte ed il muso dolce della versione di base non hanno aiutato i designers di Arese, ma sono state tante le modifiche apportate per renderla una vera sportiva.

I gruppi ottici anteriori hanno ora uno sfondo scuro e lucido, lo scudo è stato ridisegnato e così anche le prese d'aria inferiori, dietro la cui griglia si nascondono i fendinebbia. Sopra il passaruota anteriore si nota la feritoia stile 8C, mentre la fiancata viene alleggerita dalle minigonne scure. Il posteriore trasuda invece cattiveria grazie al grande estrattore, allo spoiler ridisegnato e a due tubi dal diametro quasi esagerato disposti centralmente.

Completano il quadro il tetto e gli specchi laterali in fibra di carbonio, i grandi cerchi a cinque razze sdoppiate e delle pinze freno che, con la loro forma slanciata, quasi sembrano una scultura.

CURA DEI PARTICOLARI
Non sono solo le pinze freno made in Alfa a catturare la nostra attenzione qui a Ginevra; sono infatti tanti i particolari nascosti su queste vetture che sembrano vere e proprie opere d'arte. Ci riferiamo agli specchi della già nota Peugeot RC concept, forati nella parte anteriore, e ai suoi loghi, che risultano sospesi rispetto alla carrozzeria così che l'aria possa infilarsi e scorrere lungo le lamiere senza essere ostacolata nella sua veloce corsa.

Avviene lo stesso anche nella concept Dacia dove i flussi d'aria vengono catturati nella parte terminale delle portiere per poi uscire dalle finestre triangolari incorniciate dai gruppi ottici posteriori. Ed è proprio questa concept a colpirci di più, forse perché la prima della Casa, forse perché ci sembra la proposta più futuristica del Salone (e fa strano che venga proprio da un produttore low cost!) o forse perché è ricca di belle soluzioni come il logo posteriore inciso nel lunotto, il raccordo tra i gruppi ottici posteriori e le portiere, la bicromia dei cerchi che rimanda alla colorazione della calandra ed infine quei proiettori anteriori che scivolano sopra il passaruota per raggiungere le cerniere delle porte.

Di francese in francese, anche Citroën valorizza i dettagli con la sua DS3: la semplice linea della vettura è infatti caratterizzata da particolari come il montante B che, interrotto a metà, rimanda immediatamente alla forma della pinna di uno squalo, richiamando direttamente la DS a cui si ispirerà tutta la gamma.

Ma i particolari più belli sono proprio negli occhi di queste vetture: la recente diffusione dei led ha portato a forme spaziali come le fitte schegge blu dei fari della Ford Iosis Max e la terza luce di stop della Volvo S60 concept: un'onda trasparente che si intravede sotto il lunotto posteriore.

L' IMPORTANZA DEL COLORE
Mentre alcuni si divertono con i particolari, Bugatti, Bentley e Kia giocano con i colori creando così particolari effetti. Le ultime due utilizzano forti contrasti sulle loro novità: la Casa inglese incattivisce la sua Continental GT abbinando alla livrea bianca alcuni dettagli neri, come cerchi e prese d'aria, proiettori, ecc...

La Casa coreana valorizza invece la sua concept N°3 con una particolare verniciatura grigia opaca anche qui contrastante con il nero lucido di specchi, maniglie e cerchi. Non sembra invece adatta a una vettura del calibro della Veyron la finitura blu opaca che veste la versione Centenarie. Più che a un'auto da più di un milione di euro abbiamo infatti la sensazione di essere davanti ad un modellino in plastica un po' cresciuto!

L'INFLUENZA DELLA NATURA
La moda dell'ecologia contagia ormai ogni costruttore e, inevitabilmente, tutto ciò si riflette anche nelle forme delle numerose concept presenti qui a Ginevra. Dopo l'input dato da Mazda con i suoi particolarissimi prototipi, ora sono proprio gli elementi naturali come l'aria e l'acqua a modellare le lamiere delle concept, trasmettendo così anche all'esterno la loro nuova anima ecologica.

Un esempio è la Hyundai IX-Onic che, con forme molto slanciate, prefigura la prossima generazione Tucson. Da notare appunto i numerosi tagli ondulati del frontale che portano lo sguardo sulla fiancata fluente, caratterizzata da una nervatura spezzata alle estremità delle portiere. Bella anche la griglia anteriore che sfoggia un motivo asimmetrico sviluppato orizzontalmente.

In Casa Mitsubishi è invece l'acqua a giocare da protagonista: nella I-Miev elettrica compaiono gocce di vetro su tutta la carrozzeria, mentre la sorella in veste sportiva presenta il profilo di una goccia d'acqua che scorre: bombato e caricato sull'avantreno, termina invece con una coda lunga e sottile.

Ultima, ma non meno importante, la Nissan Quazana, una crossover compatta che nel frontale ricorda il muso di qualche simpatico animale: i fendinebbia vengono infatti spostati in alto diventando i proiettori principali che, come due grandi occhi, tolgono importanza alle più piccole luci disposte sul cofano.

I FIANCHI DELLE BELLE DONNE
Allo stand I.DE.A è il paragone con le belle donne a tenere banco per descrivere i dolci e formosi fianchi della piccola sportiva esposta. Uno stile che si collega poi anche alla tradizione, alle forme della Ferrari Dino da cui dice di aver tratto ispirazione. A dominare è dunque senso di semplicità, di pulizia, che viene esaltato e valorizzato dal contrasto della calandra e dei cerchi, più elaborati e rifiniti, proprio come un anello che impreziosisce la mano di una ragazza.

Simile è il discorso che si potrebbe fare di fronte alla concept Zagato e alla maestosa Infiniti Essence Concept: una coupè dalle forme molto sensuali, caratterizzata da un frontale aggressivo e da marcate nervature che conferiscono slancio e potenza all'intera vettura.

BENE E MALE
C
erchiamo di trarre delle conclusioni: il mondo dell'auto ha capito che l'ecologia è una chiave di rinascita e anche i designers si sono adattati a questa nuova tendenza, scolpendo bellissime forme. Fa poi piacere vedere lo sbocciare nuove realtà come la Di Risio, che qui a Ginevra si presenta con tre proposte della sua Futura supercar, realizzate con i giovani studenti dello IED.

Note dolenti invece poche: una Koenigsegg Quant che invece di rappresentare la proposta per una quattro posti filante e sportiva risulta una vettura sproporzionata e pesante; e la Rinspeed iChange, una futuristica coupè in cui le innovazioni tecniche hanno calpestato il design degli esterni.

LE 10 NOVITA' STILISTICHE PIU' INTERESSANTI DEL SALONE
(in ordine casuale)

1) Edag Light Car
Forse non sarà tanto conosciuta, ma questa compatta quattro posti attrae molto l'attenzione. A vettura spenta si apprezza il bel design, anche se non è questo il suo asso nella manica: dietro ai pannelli neri che ricoprono tutta la vettura si nasconde un avanzato sistema led che fa della vettura una vetrina luminosa. Grazie a questa recente tecnologia la Edag ha dotato la vettura di un sistema di gruppi ottici adattabili a seconda delle esigenze, ma soprattutto di un lunotto intelligente, capace di comunicare alle vetture retrostanti indicazioni utili alla guida ( come la presenza di lavori sulla carreggiata, i limiti di velocità, ecc...)


2) Infiniti Essence
Può essere eletta la più bella concept del Salone, con le curve muscolose interrotte da importanti nervatureche la rendono aggressiva ed elegante nello stesso momento. Da notare la particolare nervatura sulla linea di cintura, che quasi ricorda il risvolto di un tessuto, e la maestosa calandra che sfoggia il suo grande logo, evidenziato da un profilo di led.


3) Cerchi
Oltre ad essere stupende opere d'arte, i cerchi delle auto vi danno un'importante chiave di lettura della vettura che state osservando. Quelli della I.DE.A Era, in particolare, ci hanno colpito più di altri per la loro elaborazione che crea un importante contrasto con lo stile più sobrio della carrozzeria.

Altra sorpresa, l'Alfa Romeo, che calza la sua Mito GTA con aggressivissimi cerchi a cinque sottilissime razze sdoppiate, così da sottolineare ancora di più la sua cattiveria e la sua leggerezza, lasciando intravedere le bellissime pinze freno. Oltre alla particolare forma, sono infatti impreziosite dal logo GTA collocato in mezzo ad un triangolo di forma analoga allo sfogo d'aria antistante le portiere.

Infine in Casa Renault notiamo sulla nuova Mégane RS quattro cerchi che non colpiscono tanto per il disegno, quanto perchè riescono a trasmettere un forte senso di movimento anche nella loro staticità, grazie al motivo a spirale.


4) Nissan Qazana
Bello questo studio Nissan per le sue forme dolci, per la sua faccia simpatica e per la coda particolare (anche se quei proiettori sanno un po' troppo simili a quelli della sorella 370Z). Quello che va elogiato ancora una volta è però il disegno delle ruote: la gommatura presenta intagli ondulati molto particolari, mentre i cerchioni bicromatici, nonostante la forma complessa, trasmettono un grande senso di leggerezza, dato dalle linee sinuose e alla finitura opaca.


5) Zagato Z-One
Per chi ama le linee un po' rétro tappa obbligatoria è lo stand Zagato dove protagonista è la Z-One. Oltre alla bocca ovale che caratterizza il frontale, di grande bellezza sono le tre prese d'aria a ridosso del passaruota anteriore. In particolare risulta molto apprezzabile la presa ad unghia che precede quelle posteriori: è proprio questa infatti che detta lo sviluppo di tutto lo sbalzo anteriore e contemporaneamente lancia lo sguardo dell'osservatore verso la fiancata scultorea.


6) Ferrari 599XX
A molti potrà sembrare un'inutile esagerazione, ma questa 599XX presenta delle modifiche che oltre ad essere funzionali risultano estremamente piacevoli alla vista. In particolar modole pinne dietro le ruote, che ricordano appunto la Ferrari Rossa del 2000. Quel che rammarica un po' è che questa bellissima e raffinata soluzione sia stata dimenticata a Maranello per molti anni, e venga ora utilizzata in una vettura che poco pensa alla sua eleganza.

Altre note di merito, le ali aerodinamiche aggiunte alle pinne raccordanti l'abitacolo con la coda della vettura e le prese d'aria sul cofano che aumentano vertiginosamente il senso complessivo di cattiveria.


7) Rolls-Royce 200EX
Fate caso come i designer inglesi siano riusciti a creare delle linee molto più dolci e dinamiche rispetto alla più grande Phantom non rinunciando però all'eleganza e raffinatezza tipiche della Casa. La calandra è ora più bassa, i fari sottili, simili alla Phantom coupè, conferiscono molta leggerezza mentre il profilo, caratterizzato da una vetratura molto più slanciata, rende il corpo vettura meno regale. Si preannuncia dunque molto interessante la sua discendente RR4, versione di serie che questo prototipo ha anticipato.


8) Dacia Duster
Fa specie vedere esposta allo stand Dacia, Casa regina delle auto low-cost, un prototipo molto avveniristico, forse il più singolare dell'intero Salone. In particolare sono molto curiosi i "tunnel" ricavati nella parte alta della coda, dove l'aria, dopo aver percorso la fiancata, viene catturata alla fine delle portiere per poi essere rilasciata alle estremità del lunotto, proprio dove i gruppi ottici creano una cornice triangolare. Interessanti anche il logo posteriore incorporato nel lunotto, le lunghissime luci anteriori, e la nervatura laterale che, come uno specchio d'acqua, riflette il profilo della vetratura soprastante.


9) Ford Iosis Max
La linea, che interpretamagnificamente il Kinetic design intrapreso dalla Casa, è di forte impatto visivo ma, soprattutto, è impreziosita da alcuni particolari fondamentali. I gruppi ottici anteriori, in primo luogo, sono una vera scultura, caratterizzata da un'infinità di schegge che quasi sembrano voler infilzare l'aria; la finestra laterale, priva del montante centrale, permette una grande illuminazione interna che valorizza quattro sportivissimi sedili di rete (che tanto ricordano delle scarpe da ginnastica). Infine il lunotto posteriore che, oltre a sfoggiare uno spoiler "volante", si esibisce in una favolosa danza alla sua apertura: un particolare sistema infatti innalza simultaneamente lo spoiler, il lunotto di vetro ed il portellone, creando un gioco di incastri molto particolare.


10) Gioielli Jaguar
Si fanno notare anche da lontano due bellissimi motori che nello stand Jaguar brillano come gioielli. Molto bello l'effetto e il messaggio che vogliono trasmettere: forse la carrozzeria e gli interni non sono le uniche cose che vanno mostrate come bellezze: talvolta anche le componenti meccaniche, anche se non concepite con quell'intento, nella loro complessità risultano delle magnifiche opere di design.


TAGS: Salone di Ginevra 2009 - l'elenco completo