Autore:
Luca Pezzoni

GIOCARE PAGARE 100 dollari per acquistare una fuoriserie virtuale in tempo di crisi? A dire il vero, per videogiocare, a meno di entrare nella schiera dei pirati, si è sempre dovuto pagare. E i prezzi non sono mai stati a buon mercato: negli Anni 90 una consolle come la Playstation costava oltre cinquecentomila lire e i singoli giochi gravitavano intorno al centone. E sempre in quegli anni nasceva quella che sarebbe diventata la saga di Need for Speed: auto e strade mozzafiato per provare l’ebbrezza virtuale di motori pluricilindrici e controsterzi. All’epoca c’erano i cd rom che sembavano il futuro, e i primi volanti da calibrare come joystick.

SOCIAL GAMING A venti anni di distanza siamo in piena epoca social e la rivoluzione della rete ha cambiato anche Need for Speed e relativo modello di business di Electronic Arts, la software house che lo produce. Per iniziare a giocare non serve pagare, ma se poi si vuole andare avanti e avere auto speciali, le più gustose o distintive, occorre mettere mano alla carta di credito. Ecco che la notizia di una Koenigsegg CCX in vendita a 100 dollari americani, ma per qualche giorno ancora in offerta a 75, merita approfondimento e riflessione.

CANDY CANDY Prima la notizia: la CCX “Elite” edition che potete vedere nelle foto sarà la prima di una serie di supercar disponibili per i giocatori di Need for Speed World. Per acquistarla il procedimento è simile a quello della vita reale, condito dalle immancabili condizioni virtuali. Bisogna fare log in con il proprio account nello store online, entrare nel “car dealer” e pagare. A quel punto, senza pagare IPT e sovrattasse del governo Monti, almeno per ora fino a quando non si accorgeranno di questo evidentissimo segno di benessere, si potrà sfrecciare sulle strade elettroniche con scarichi, parti in carbonio e tinta candy metallic blue in bella vista. I parametri base di Need for Speed rimangono gli stessi da anni, si può gareggiare in contesti e contro veicoli diversi, su strade aperte anche al traffico di altre auto. E bisogna stare attenti alla Polizia che non vede di buon occhio il mancato rispetto dei limiti di velocità.

PAGAMENTO DIFFERITO Forse, a rendere possibile la rivoluzione delle auto a pagamento, sono stati due elementi. Da una parte le piattaforme online di gioco e poi i social network: solo su Facebook il videogame conta una community di oltre 80.000 fan e anche su Twitter è molto popolare. E all’interno del portale dedicato ci sono gruppi e forum molto nutriti. Il meccanismo base per la vendita dell’auto e perchè no del piacere di esibirla, diventa quindi simile a quello della vita reale: amore per i motori ma anche voglia di distinguersi e guidare qualcosa di “diverso” di fronte ad una platea virtuale che ora travalica i confini degli amici in cameretta. Il prezzo tuttavia sembra elevato. I commenti critici di internauti e fan del videogame prevalgono con proporzioni bulgare. Però c’è anche da dire che un tempo i videogame dovevano essere acquistati a scatola chiusa o provandoli dagli amici se si era fortunati. Mentre in questo caso si può provare a guidare gratis, anche con auto meno esclusive della Koenigsegg, e poi decidere.

ALTERNATIVE RICCHE Non tutto il male viene per nuocere. E poi, sullo sfondo rimane la questione della rivoluzione fatta di app a pagamento inaugurata da Steve Jobs e in via di proliferazione in tutti i settori. Che in molti siano disposti a pagare per avere qualcosa è certo. Sul quanto c’è ancora da discutere, e, comunque, viene da sorridere a pensare come siano cambiati anche i videogame. Un tempo quasi controcultura e osteggiati, oggi quasi perfettamente omologati al mondo che circonda. Proprio come le rockstar un tempo alternative, vedi Metallica, che ora programmano i tour mondiali con un occhio alla base dei fan e l’altro all’andamento delle valute. Detto questo, senza arrivare alla Koenigsegg, ci sono Mustang ed Elise che sono altrettanto attraenti. Come nella realtà, basta saper scegliere...


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