Autore:
Luca Pezzoni

AUTOCRAZIA PARTECIPATA Era ora che qualcuno ci pensasse, andando oltre siti o i sondaggi online, osando, al massimo, con campagne di marketing virale sotto mentite spoglie. Dopo aver imparato la lezione del Cluetrain Manifesto, uno dei testi di riferimento per il marketing online, secondo cui i mercati - in piena rivoluzione digitale - sono diventati conversazioni, arriva l'auto partecipata che si immerge in pieno nello spirito web 2.0. Costruita e pensata secondo i desiderata provenienti da appassionati, esperti e futuri clienti di tutto il mondo.

NUOVA FRONTIERA Il progetto Splitwheel, in collaborazione con Caterham che ne curerà l'eventuale costruzione e commercializzazione, vuole portare a compimento il sogno di ogni appassionato: contribuire alla definizione dell'auto "su misura". Nuova frontiera del mondo automotive o abile mossa di marketing? Probabilmente entrambe le cose. Di certo, centenarie consuetudini con gruppi di lavoro ristretti, mirabili intuizioni di ingegneri e primi scatti rubati dopo anni di sviluppo sono concetti ribaltati.

BASTA UN CLICK Tutto nascerà dal sito dedicato al progetto, ed i primi avamposti della strategia rivoluzionaria si trovano anche su Youtube e su Facebook. Dove un video descrive brevemente lo spirito del progetto e i fan iniziano a trovarsi e commentare. Come prevedibile l'auto sportiva web 2.0 nasce sui principali luoghi di aggregazione online e senza timori di apparire un filino lontana dall'immaginario nostalgico delle Caterham, auto-giocattolo con Dna anglosassone, leggere sportive e iper-tradizionaliste. Con poche concessioni ai desiderata, se non ai sacrifici e all'amore incondizionato dei fan del genere.

WEB TAM TAM Eppure, in poche ore dal comunicato stampa, in tutta la rete e ai quattro angoli del globo si registra un pullulare di commenti, sorprese e primi pareri. Tra favorevoli e contrari, scorrendo tra post e opinioni, ci si può fare un'idea del polverone che si alzerà. Non mancano i critici e i perplessi, che si domandano che senso abbia mediare tra i desiderata di migliaia di persone, temendo poi di perdere l'unicità dello spirito Caterham. E abbondano anche gli entusiasti, che sognano di costruirsi finalmente la supercar su misura, a colpi di exit-poll e votazioni.

SEI PUNTI CHIAVE In buona sostanza, a tutti, ma proprio tutti, sarà possibile partecipare alla definizione della sportiva Splitwheel. Non serve essere ingegneri o meccanici e neppure designer. Nella home page del sito dedicato al progetto campeggiano le sei regole base da seguire. Entrare nella community, collaborare, scoprire e documentarsi, discutere, contribuire col proprio punto di vista e alla fine votare. Se le regole verranno rispettate si tratterà dell'auto più democratica di sempre.

MASTER IN MOTORI Proprio come accade per le piattaforme di progettazione collaborativa, usate ad esempio per definire particolari di aerei o grandi sistemi informatici. Registrandosi su Splitwheel si potranno condividere idee, discutere sull'avanzamento lavori, votare e affinare i particolari decisivi come posizionamento del motore, potenza e distribuzione dei pesi. E se si possono seguire Master in Business Administration a distanza... si possono certamente definire anche le specifiche di un'automobile.

DISCUSSIONI Fino ad entrare in dettagli tecnici come se utilizzare o meno un cambio elettroattuato con comandi al volante solidali con la corona, oppure se adottare un sistema elettronico di regolazione delle sospensioni. Magari dopo un'accesa discussione tra un telaista di Goodwood e un ingegnere elettronico di Hong Kong. O magari con il contributo di un semplice ragazzino appassionato di videogame.

PALETTI Non mancano i paletti: dovrà trattarsi comunque di un'auto di impostazione sportiva. Niente famigliari, Suv o monovolume. Mentre sorprendentemente libera rimane la scelta per il tipo di propulsione: benzina, ibrida, diesel oppure elettrica? Sono aperti contributi e votazioni. Alla fine Splitwheel si riserva, insieme a Caterham, una valutazione sulla reale fattibilità commerciale - leggasi possibilità di vendere - del progetto. Comunque vada, un bell'esempio di partecipazione collettiva al sogno automobilistico.

UOMO SOLO AL COMANDO Nel 2010 vedremo il risultato sotto forma di prototipo della prima sportiva web based. Anche se rimane il dubbio sulla reale possibilità che nasca qualcosa di davvero innovativo. La storia di molte auto memorabili passa attraverso intuizioni o slanci visionari di singoli manager, tecnici o designer. Basti pensare a Lee Iacocca e la monovolume Chrysler, oppure alla 500 prima maniera, inestricabilmente legata al genio di Dante Giacosa.

SU LARGA SCALA? Nel dubbio, far avere il proprio parere a Splitwheel non costa molto tempo, e poi sono promessi anche premi non meglio precisati. E chissà che altre Case non vogliano replicare l'esperimento per auto meno elitarie. In fondo tutti sentiamo dire che servono auto diverse, leggere economiche pensate per una nuova mobilità, con tanta tecnologia utile per entertainment e sicurezza. Quale sarà la prima Casa generalista ad ascoltare davvero?


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