Autore:
Gilberto Milano

ECO DRIVE Sarà anche un caso, ma chi segue MotorBox avrà notato che in pochi giorni è la terza volta (con questa) che si affronta il problema ecologico legato all'auto. Non perché sia una nostra ossessione, ma perché sono i fatti a imporcelo. Il tema è caldo. Nei primi due casi è stata l'auto elettrica a tenere banco, con le sue più o meno alte aspettative. Oggi invece è il comportamento umano al centro dell'attenzione: Fiat ha infatti pubblicato i dati raccolti in un paio di anni di diffusione del suo sistema eco:Drive (sviluppato con Microsoft) dove si dimostra come anche lo stile di guida possa influire in modo determinante alla salvezza del mondo.

IL CONTRIBUTO UMANO Sarebbe il caso di smetterla quindi di delegare tutto alla tecnologia, come se la soluzione dipendesse unicamente dall'uso di auto elettriche, a idrogeno o a energia solare, oppure dalla diffusione dei carburanti alternativi e altri accorgimenti tecnici. Anche l'uomo potrebbe fare la sua parte se adottasse uno stile di guida più attento ai consumi. Lo dice l'unico imponente database esistente al mondo sugli stili di vita realizzato appunto dalla Fiat sulla base dei dati raccolti con il sistema eco:Drive. L'indagine tiene conto dei comportamenti di 50 mila clienti Fiat europei che hanno scaricato da Internet l'eco:Drive Fiat e dei dati emersi dai loro 400 mila viaggi, effettuati in ogni situazione di traffico, di condizione stradale e climatica.

SOTTO CONTROLLO Una massa di informazioni sugli stili di guida più unica che rara, grazie alla quale è finalmente possibile misurare realmente quanto si potrebbe risparmiare, anche in termini economici, se si adottasse una guida ecologica. Come noto con l'eco:Drive chiunque, purché in possesso di una Fiat (la Casa sta comunque pensando di allargare il progetto non solo ai suoi prodotti) può verificare quanto inquina e quanto risparmia quando adotta una guida attenta. Basta collegarsi al sito www.fiat.com/ecoDrive, scaricare il software eco:Drive su una chiavetta e inserire quest'ultima nella porta USB del sistema Blue&Me montato in vettura. Il software registra la vostra efficienza di guida sulla base di quattro parametri (accelerazione, decelerazione, cambio marcia e velocità) che elabora misurando i vostri progressi di guida nel tempo.

CAMPIONE FIAT Ogni parametro contribuisce a determinare un eco:Index personale che valuta la vostra qualità di guida con un punteggio da 1 a 100 e a fornire consigli personalizzati per migliorare le vostre prestazioni. Scaricato finora 140.000 volte e utilizzato regolarmente da oltre 50.000 automobilisti, il software ha inviato al server Fiat i dati di 10 milioni di viaggi effettuati. Fiat ha estrapolato un campione di 428.000 viaggi effettuati da 5.700 clienti nei 5 principali Paesi europei (Italia, Francia, Spagna, Germania e Inghilterra) e ne ha ricavato alcune considerazioni.

EURO RISPARMI Intanto, si può notare che utilizzando i cambi marcia correttamente, mantenendo una media di guida costante, con accelerazioni il più possibile uniformi e decelerazioni graduali, in un mese si può arrivare a risparmiare fino al 16% di carburante, senza contare la riduzione di CO2. Ciò significa che un bravo eco-driver può risparmiare in 7,5 anni (in media il ciclo di vita di un'auto di proprietà) circa 1.600 euro e quasi 3 tonnellate di CO2, che fanno 133 kg di CO2 e 211 euro risparmiati in un anno.

TUTTI INSIEME E se in Europa tutti guidassero come i migliori eco-driver il risparmio annuale di carburante potrebbe arrivare a 37 miliardi di litri di petrolio (!) mentre la riduzione di CO2 supererebbe i 90 milioni di tonnellate (pari alle emissioni annue complessive del Portogallo). In soldoni invece il risparmio complessivo sarebbe di 50 miliardi di euro. Mica pochi se si pensa che si potrebbero ottenere senza il minimo sforzo.

ECO DRIVING Ma ci sono anche altre sorprese nell'analisi dei dati in possesso di Fiat. Per esempio, il 52% degli utenti eco:Driver ha meno di 35 anni, il che lascia ben sperare per il futuro visto che si tratta di giovani. Oppure che in media gli utilizzatori dell'eco:Drive hanno ridotto consumi ed emissioni rispettivamente del 6% e del 10%. Certo, i comportamenti virtuosi cambiano da persona a persona e da località a località, ma si è anche notato che una velocità media troppo bassa riduce l'efficienza del motore e che basterebbe una velocità media superiore di soli 5 km/h, quindi una maggiore fluidità del traffico, per risparmiare il 9% in consumi e in emissioni di CO2. Sarebbe il caso che anche gli amministratori pubblici iniziassero a tenerne conto. Anche perché l'eco-driving, come si è visto, è il modo economicamente più vantaggioso di ridurre le emissioni di CO2.

DI' PER DI' Quanto invece alle statistiche di comportamento, i dati hanno rivelato che gli utenti eco:Driver effettuano 2,72 tragitti al giorno nel corso dell'anno, che diventano 2,45 in agosto. La maggior parte usa comunque l'auto da 10 a 15 volte a settimana e l'80% usa la propria auto fino a 20 volte la settimana. Il 20% invece la usa meno di 5 volte a settimana.

TUTTI FERMI Altro dato statistico è quello relativo alla velocità: l'utente medio eco:Drive viaggia in genere a una velocità media di 32,4 km/h, con punte di 34,3 km/h in Germania, di 34 km/h in Francia e di 33,9 nel Regno Unito, Paesi dove evidentemente il traffico è più fluido che da noi (31,4 km/h) o in Spagna (30,9 km/h). Gli eco:Driver inoltre sono fermi per il 16% del tempo con una media di 2 minuti per viaggio. Anche qui con forti differenze tra Paese e Paese. In Germania, per esempio, resta fermo solo 1,5 minuti mentre in Italia i minuti salgono in media a 2,1 e a 2,5 in Spagna.

CHI VA PIANO SPENDE DI PIU' Tra i dati emersi dallo studio si è potuto notare inoltre il paradosso che vede il consumo di carburante diventare massimo quando si viaggia a bassissima velocità, sotto i 10 km/h per esempio, e migliorare molto quando la velocità sale a 20 km/h, fino a stabilizzarsi dopo i 40 km per poi crescere di nuovo superati i 90 km/h. Il problema sono i continui arresti e ripartenze, tipici del traffico congestionato. Interessanti anche i dati che confrontano la guida eco-drive in presenza o meno del sistema Start&Stop Fiat. La presenza di quest'ultimo porterebbe un ulteriore contributo di risparmio valutato in un 4,2% per un risparmio complessivo superiore al 10%.

LA VERITA' SUI CONSUMI Restano altri quesiti da soddisfare (per esempio quelli sull'affidabilità delle Fiat), ma molti dei dati rilevati (tutti anonimi assicura la Fiat) la Casa torinese non intende renderli pubblici. Ha ceduto solo sul dato dei consumi. La Casa non ha fornito i numeri dettagliati per modello, ma ha ammesso che il sondaggio ha svelato come i consumi medi reali delle sue auto sono mediamente superiori del 25% rispetto a quelli dichiarati sulle schede tecniche. La spiegazione è semplice: nei test di omologazione i consumi vengono misurati in condizioni di guida ideali, ben lontane da quelle che si incontrano nella guida di tutti i giorni. E' un fatto risaputo che accomuna tutte le Case, ma in questo caso c'e per la prima volta la conferma sul campo di un campione molto ampio di automobilisti. Peccato che sia unico: sarebbe interessante conoscere anche quanto si discostano dal vero quelli delle altre Case.


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