Autore:
Luca Cereda

DE-SIMULAZIONE Tanto realistico che pare di guidare per davvero. Così verrebbe da dire appena scesi da un simulatore o mollato il joypad di uno dei più moderni videogiochi di auto. Ma avete mai provato a guidare un videogioco? Guidarlo in senso fisico, intendo: è tutta un’altra storia. Se vi suona bizzarro chiedete Garnet Hertz, 38 anni, studioso di arti elettroniche e ricercatore della UC Irvine University con un curriculum lungo una Quaresima. Lui l'ha fatto.

AMARCORD Con il suo OutRun project (lo strano mezzo nella foto) non si guida nel videogame: si guida il videogame. Gran Turismo? The Need For Speed? Macché. Il caro vecchio Sega OutRun, lo ricordate? Lo yuppie e la bionda su una Ferrari Testarossa che sfrecciavano sulle strade della California. Se bazzicavate le sale giochi negli anni Novanta vi sarà familiare e forse ci avrete speso qualche migliaio di lire in gettoni. Bene, Hertz ha preso la cabina da sala giochi (300 dollari su Ebay più 800 di trasporto) e l’ha trasformata in un mezzo semovente da guidare attraverso lo schermo di un computer e una grafica a 8 bit. Il tutto con l’aiuto di un manipolo di studenti e un budget di qualche centinaio di dollari.

CI VEDO DOPPIO Attraverso lo schermo, nella parte alta si visualizza la strada, grazie alle immagini fornite da due telecamere montate sulla parte alta della cabina e rielaborate da un computer in base alle coordinate del GPS per fornire la corretta inquadratura; in basso invece è riprodotta la grafica di OutRun. Anche il videogioco segue le mosse: la cabrio animata sterza e accelera assecondando il guidatore. Sembrerà di giocare guidando, ma il brivido è relativo. OutRun “on wheels” arriva infatti a una velocità massima di 20 km/h.

GOLFISTA DENTRO D’altronde da una golf car elettrica – questa, di fatto, la base tecnica dell’Out Run project- non era lecito aspettarsi molto di più. Quel che conta però è l’esperienza: scoprire la realtà usando un videogioco come mezzo di navigazione. Anche perché, oltre al fatto di avere uno schermo per parabrezza, volante, acceleratore e freno sono esattamente quelli installati nell’abitacolo del videogioco arcade.

SOFTWARE Hertz e i suoi studenti hanno poi aggiunto le componenti che mancavano per trasformarlo in una mini-auto, ovvero le ruote, il motore e la trasmissione. Ma soprattutto Hertz&Co hanno elaborato il software che ci fa vedere il mondo in stile OutRun, come una realtà aumentata, cioè graficamente mediata dal computer e manipolata, che tende a riprodurre il mondo reale. Ma che il mondo reale, di fatto, non è.

PROSPETTIVE Pericoloso? Sì, in condizioni di traffico normale guidare il project OutRun potrebbe essere pericoloso, proprio perché dal monitor si percepisce una realtà riprodotta e sfalsata. Oltre a guidare il videogame, dunque, si guida anche attraverso il videogame.

GEEK OR GENIUS? Ma questo Hertz lo sa e il suo obiettivo non era certo quello di creare un nuovo mezzo per eccentrici automobilisti. Piuttosto, da buono studioso ma anche artista, Hertz provoca per far riflettere sulle conseguenze dell’esplorare l’ambiente che ci circonda tramite una simulazione. Con tutte le difficoltà e i rischi che comporta. Roba da nerd o da visonari?    


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