Autore:
Luca Cereda

IL TEMPIO DEL TEMPIO Nell’Autodromo di Monza ci sono dei box dove non si sniffa odore di benzina né si infilano i tappi alle orecchie per ripararsi dal rumore, eppure l’aria pistaiola si respira a pieni polmoni. Sono i box del nuovo Museo della Velocità, dodici (quando saranno al completo) “scatolette” di pochi metri quadri racchiusi in un padiglione che compongono un percorso multisensoriale dedicato all’Autodromo Nazionale Monza. Un “tempio nel Tempio (della velocità)” sorto appena fuori l’area del paddock e inaugurato oggi. E’ già visitabile dal pubblico e, nelle prossime settimane, verrà arricchito di nuovi contenuti.

INTERATTIVO Dietro la regia di Ippolito Alfieri, giornalista e fotografo del mondo automotive, e dell’architetto Marco Donati, il Museo della Velocità racconta quasi un secolo di corse, su due e quattro ruote. Lungi, però, dall’essere un banale garage di vecchie glorie. Certo, qualche F1 (Ferrari, Mercedes, tanto per fare nomi) del passato non mancherà mai (i memorabilia cambiano a rotazione) e le vecchie leonesse della Classe 500 nemmeno - una MV Anni 70 di Giacomo Agostini, adesso, sta lì. Ma l’esperienza del Museo della Velocità è per aree tematiche (auto, moto, tecnologia, motori, cockpit, piloti, vittorie, abbigliamento, media, box e paddock, ecc.) che sono soprattutto dei luoghi interattivi.

OCCHIALI MAGICI E APP In uno dei box attualmente allestiti, ad esempio, potete indossare degli speciali occhiali e vivere l’ebbrezza di un onboard con Ivan Capelli o Fabrizio Pirovano, a seconda che preferiate le auto o le moto. L’effetto realistico è dato da uno speciale software che si interfaccia a video realizzati da diverse prospettive, adattandosi ai movimenti del vostro sguardo per un’esperienza (virtuale) più vivida. E a proposito di esperienza, quella del Museo della Velocità non termina certo nel padiglione. Nel prezzo del biglietto d’ingresso è compresa anche una app scaricabile su dispositivi iOs e Android che aiuta a scoprire, tramite immagini, curiosità e informazioni varie, i luoghi di culto del circuito sparsi attorno al museo.