Autore:
M.A. Corniche

DAY ONE

PASSAGGIO OBBLIGATO Si può pensare di partire con una Mini verso il circuito Paul Ricard a Le Castellet senza passare dal Col de Tourini? Tappa mitica del Rally di Montecarlo che la Mini ha vinto per tre anni negli anni 60, nel '67 con Rauno Aaltonen. La carovana di Mini in viaggio verso Mini United 2012 parte dalla casa italiana della Mini, la sede di BMW Italia a San Donato Milanese, nella ventina di Mini in partenza c'è anche una Mini un po' speciale, una cabrio azzurra con un Ken in carne e ossa a bordo, perché dopo la Fiat 500 della Barbie arriva anche la Mini del Ken.

BOTTA CALORICA Tangenziale (intasata), Milano-Genova e svolta sulla Piacenza-Torino verso Cuneo. prima di affrontare il Tourini ci fermiamo per una merenda alla storica pasticceria Arione, in piazza Tancredi Duccio Galimberti, dove le nostre Mini United 2012 sostano nel bel mezzo della piazza. Qui sono stati inventati i famosi cuneesi al Rhum e qui la meringa con panna merita una gita, meringa che penso bene di accompagnare a un Bicerin, la specialità piemontese a base di caffè, cioccolato, un goccio di liquore e una montagna di panna montata a coprire il tutto. Ho calorie sufficienti per affrontare il Tourini con un risciò. Via verso il Col di Tenda e si sale verso il mitico Col.

COUNTRYMAN Parto da Milano con una Countryman Cooper S. Sulle prime curve la trovo un po' molle, me la ricordavo più reattiva. Uso il volante un po' a scatti come fanno quelli che pensano di essere bravi perché hanno visto qualche film degli anni 60 sulla Formula Uno. Segno invece che ho poca confidenza con lo sterzo. In curva, poi, i controlli di trazione e stabilità si fanno sentire parecchio, mi danno fastidio, mi fanno fare le curve un po' a scatti.

MERITA FIDUCIA Li disinserisco, così si inizia a ragionare. Mi abituo a quel poco di rollio della Countryman dovuto alla sua altezza da terra, inizio a farla un po' scivolare, senza pensare di emulare Rauno Aaltonen ma dando il meglio senza rischiare e mantenendo i miei limiti di sicurezza. La strada non è chiusa per la Speciale. Così ci siamo, la Countryman inizia a dare il meglio di sé, si lascia scivolare, si fa un po' strapazzare sui tornanti e affronta anche l'imprevisto senza scomporsi. Bisogna portarla verso il limite per rendersi conto che, se anche quel primo rollio può non dare fiducia, la Countryman la fiducia se la merita. Non tradisce con reazioni scomposte e imprevedibili.

SALAME, BIRRA E RIPOSO Vogliamo non fermarci per uno spuntino sul Col, dove fanno base i cronometristi del Rally? Prosciutto, salame, kitsch di verdure, pollo e una birretta, che tanto a scendere guida il mio socio, sulle strade della vecchia Francia, quella con le vecchie pubblicità scolorite sui muri delle case, con gli anziani davanti ai bar con il pastis in mano. Per infilarci nel traffico di Nizza, verso le colline vicino a Grasse, per la prima tappa. Dopo tutte queste fatiche, soprattutto lo smaltimento di meringa e Bicerin, un po' di riposo me lo merito.

DAY TWO

DA ESSE A DI Per il secondo giorno scegliamo la più chic delle Mini, la Clubman. Mai entrata a far parte dei desiderata delle masse, elegante e filante nella forma, la "mia" Clubman è particolarmente chic, grigia chiara, tetto bianco, cerchi neri e ripulita dalla mascehra del panda in coda. Ovvero una Mini Clubman Soho, con gli occhi allo xenon a fondo nero per chiudere il pacchetto Soho. Il motore è a gasolio, il millesei da 112 cavalli, ben distribuiti a ogni tacca del contagiri. Tutt'altro assetto rispetto alla Countryman di ieri, basso e reattivo, a rollio zero, come quello delle altre Mini basse. Più Mini certo, reattiva senza essere troppo rigida come la Cooper S. Non ho il Tourini a disposizione per fare un confronto, ma la Clubman è più diretta e più secca anche nelle reazioni, mentre la Countryman è più morbida ma anche per questo più facile da prevedere nelle reazioni.

VAGOLANDER La tappa di oggi è meno orientata alla storia ma più al cazzeggio, in avvicinamento verso Le Castellet. Esploriamo le strade della Provenza, tra St.Tropez e Ramatuelle, strade immerse nel verde della primavera, con belle curve ma anche tanti esponenti della Gendarmerie appostati nei punti più impensati. Per le nostre Mini sono stati organizzati un paio di eventi goliardici, dal lavaggio alla personalizzazione ma la parte più interessante del viaggio è Ken Carson.

KEN, CINQUANTENNE (ORA) EMANCIPATO La parte più divertente della giornata è una presentazione su Ken. Sì, il Ken che per cinquant'anni ha vissuto all'ombra di Barbie gambe lunghe. Ha guidato il suo camper, ha scroccato la sua piscina, si è vestito sempre alla moda per piacerle e ha tentato anche di scompigliare la formula plastica del suo ciuffo a bordo delle cabriolet della Barbie. Poi qualche anno fa si sono lasciati, lui ha anche pagato per una campagna di affissioni esplicita: "Barbie, we may be plastic but our love is real!". E il simpatico tenerone ha riconquistato la sua Barbie. Ma ora si è emancipato e si è fatto l'auto, una Mini Cooper S Cabrio. Cinquant'anni di storia e del costume attraverso l'evoluzione di un bambolotto di plastica. Sul tema tornerò, merita...

COMPLEANNO SULL'ISOLA L'avvicinamento a Le Castellet e a Mini United termina a Bandol, a pochi chilometri dal Paul Ricard, Cena sull'isola di fronte alla città, l'Ile de Bendor, acquistata negli anni 50 da Paul Ricard per farne la prorpia dimora, per festeggiare in anticipo i 53 anni della Mini. Peccato, al Paul Rcard, al circuito suonano Iggy nd the Stooges, Martin Solveig e altri bei calibri del pentagramma. ci rifaremo domani con i Gossip...

E' QUI LA FESTA!

DIETA A ZONE Il Paul Ricard è un circuito sconfinato rispetto al circuito di Silverstone, base di Mini United 2009. La festa si svolge su tre aree, sparse ai lati del circuito. La Zona Bianca, la zona racing dietro ai box, è la base per i team che corrono Rushour, il Mini campionato monomarca organizzato da Mini Italia, e il Mini Trophy, il campionato tedesco. Alle Mini in gara si alternano in pista le Mini su due ruote del Mini Stunt Show e i Minard che hanno deciso di portare la loro Mini in pista.

ZONA BIANCA Nella Zona Bianca si trova anche lo spazio per i Club Mini di tutto il mondo che portano al Paul Ricard le Mini più strane personalizzate dai soci, dalla Disco Mini alla Blue Lobster. È qui che le Mini più esotiche, originali ed estrose possono trovare parcheggio al Beauty Parking E poi qui si trova la storia delle Mini speciali, le Mini Star, ufficiali e non ufficiali: dalla Mini classica di Paul Smith alla Countryman di Calvin Klein o alle altre Mini fashion di Kenneth Cole, di Diane Von Furstenberg e la MINI Red Mudder di Dean and Dan Caten. E la Mini Big Foot utilizzata da Madonna per il video di American Life, fino alla Mini XXL limousine e alla Mini Camper. Con la cornice di Mini storiche, dalla prima Austin Seven alla prima Traveller.

ZONA BLU Dalla parte delle tribune si trova la Zona Blu. E’ l’area dei divertimenti, con il grande palco per i concerti, la tensostruttura dove si può mangiare o acquistare un pezzo della Mini Collection, dove c’è l’area per il pique-nique, per dirla alla francese. È l’area del divertimento diurno, dove ci si può cimentare anche al Tiro alla Mini, ma, soprattutto, notturno.

ZONA ROSSA Per i divertimenti più diurni e più automobilistici c’è la Zona Rossa, qui sfilano le Mini personalizzate più belle, si può girare sul kartodromo o cimentarsi in esercizi di abilità con le Mini, dallo schiaffo in retromarcia alla frenata sul bagnato. Qui anche i piccoli Minard trovano Mini adatte ai bambini e il loro mini circuito e qui si trova l’esposizione delle concept Mini e la Mini da personalizzare inventandosi forme, scritte e disegni con del semplice nastro adesivo colorato da applicare a una Countryman su cui, già a fine mattina, si fatica a trovare uno spazio libero.

TUTTI A RACCOLTA Il Paul Ricard ha spazi immensi e fino al pomeriggio, Mini United 2012 è popolato sì, ma la ressa non si vede. Si vedono però anche tante Mini in giro, al di fuori del circuito, sulle curve che portano all’autodromo. Tutte le Mini, sembra ne siano arrivate 16.000 di cui 1.500 dall’Italia, si ritrovano la sera. Nel tardo pomeriggio iniziano tutte a confluire da tutte le Zone e dai dintorni dell’autodromo, con i MINIacs che si radunano tutti nella Zona Blu, quella del divertimento notturno. Stasera suonano anche i Gossip e i Tin Tings, così l’enorme area tra il palco e la tensostruttura del rifocillamento diurno si riempie. Il divertimento continua fino a notte fonda, fino al mattino. Anche quello dei gendarmi che, in fondo alle curve che riportano verso il mare, attendono i Minards etilometro alla mano…

DAY FOUR

TUTTI A CASA La festa è finita ed è il momento di tornare verso casa e, per l’occasione cambio ancora compagna di viaggio, a questo giro la Mini Coupé S. Sulle qualità estetiche dell’oggetto lascio al gusto personale ma sulle qualità dinamiche e funzionali la Mini Coupé S si rivela una sportiva vera, seppur tascabile. Ha l’intelligenza del portellone e di un bagagliaio non piccolo, che sfrutta la mancanza dei due posti posteriori.

GENEROSA E RIGIDA E ha anche la dinamica da sportiva di razza. Motore S, molto pronto sul peso ridotto della Coupé e con tanta spinta nella guida sportiva. E anche sobrio nei consumi: in autostrada, sfruttando al massimo i limiti di velocità, da Le Castellet a Milano consuma una media di 8 litri ogni 100 chilometri. Tornerei sul Col de Tourini per metterla alla prova: su quelle curve strette credo abbia davvero poche rivali: corta, iper-reattiva, potente e pronta di motore, può sfidare sportive di pedigree. È piuttosto rigida, richiede quindi attenzione e controllo nel saltare sopra le irregolarità della strada.

SPORTIVA TASCABILE Anche in viaggio è comoda. Rigida nell’assetto ma confortevole, anche se sui raccordi sui viadotti tende a saltare. E confortevole acusticamente: meccanica e aerodinamica non si sentono, più evidente è soltanto il rumore di rotolamento delle ruote sull’asfalto. Una sportiva tascabile, adatta però anche ai trasferimenti lunghi. Tra una Speciale e l’altra…


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