Autore:
Luca Pezzoni

PROVA PROVATA L’avvicinamento tra auto, informatica, smartphone e connessioni non è una novità. Ma c’è un indicatore che, più di tante parole, certifica un percorso ormai senza ritorno: la dotazione hi-tech di un’auto sta passando il confine del “cool” per diventare un “must have”. Secondo gli studi di KPMG le auto connesse con wi-fi, rete 3G e infotainment diventeranno la norma. Addirittura, il 37% dei top manager dell’auto lo ritiene un argomento importante tanto quanto la sicurezza. In soldoni, chi non gioca la partita della multimedialità rischia di finire fuori dal mercato. A testimoniare che non si tratta solo di chiacchiericcio, al Consumer Electronic Show di Las Vegas c’era la presenza, con stand, veicoli e primizie tecnologiche, dei principali costruttori. Ford, Audi, Mercedes, Dodge, Kia, Subaru e Toyota, tutte belle schierate con stand luccicanti, proprio come ai grandi saloni dell’auto.

CHIP AND DISPLAY Ma c'erano anche outsider della new wave green, come Fisker, che, nello stand di Nvidia, nome conosciuto vent’anni fa solo ad amanti di schede grafiche in 3D, esibiva un display touchscreen innovativo quanto i concetti meccanici. Fatto sta che, se vogliamo dar retta ad altri  analisti specializzati in IT, quelli di Gartner, le Case hanno capito che la via tecnologica deve essere percorsa senza esitazioni. Ci aspettano, solo per fare alcuni esempi, Head Up Display con informazioni separate per guidatori e passeggeri, finestrini interattivi come tablet, autoradio che rimangono tali nel nome ma dialogano con web o app. E ancora, connessioni tra veicoli, serrature che si aprono a colpi di polpastrello, parlando via web con centrali operative dall’altro capo del mondo e tracciabilità dei veicoli. Per tenere sotto controllo modi e utilizzo del veicolo.

MMMMMI Poi ci sono soluzioni furbe, i costruttori iniziano a credere davvero nella tecnologia come driver di sviluppo e stanno spogliandosi delle abitudini automotive per sposare quelle informatiche, fatte anche di patch e release in continuo miglioramento. E, non come accade ora, di sistemi di infotainment che quando esce un’auto sono già invecchiati precocemente. Audi ad esempio, senza neppure troppo clamore, ha fatto due mosse che dimostrano consapevolezza della situazione e chiarezza nella strategia: la nuova A3 si è svelata proprio al CES nelle sue forme sui pixel del nuovo sistema multimediale MMI. E proprio il sistema MMI di nuova generazione risolve il limite della  rapida obsolescenza.

TENDENZE A proposito, la connessione mobile dello smartphone con l’auto al momento rimane la testa di ponte tra tecnologia bordo auto e applicazioni che siamo abituati ad utilizzare. E proprio partendo da questo si possono delineare due tendenze: i sistemi di sicurezza e quelli “core” legati al funzionamento dell’auto saranno sempre progettati dai costruttori insieme agli specialisti di settore, ma per il resto l’approccio sarà in generale più aperto. I sistemi multimediali che attraverso il cloud computing dialogano con sensori, menu dei principali Smartphone e app o social network saranno la regola. Come sono da prevedere rapidi sviluppi nel campo del riconoscimento vocale, fattore decisivo per la sicurezza. E nel tempo, con le connessioni sempre più veloci a 4G e processori più performanti non mancheranno gli sviluppi specifici in ottica automotive. Chi si vuole portare avanti, come Ford, ha già pianificato di aprire nel 2012 centri di ricerca nella Silicon Valley.

APP CHE TI PASSA Le applicazioni sono e saranno un tormentone e la trasmigrazione da telefoni e tablet a pc e cruscotti è già in atto. Prendiamo Mercedes, la Stella diventa sempre più multimediale con il sistema Mbrace2 che integra un carosello di app a portata di occhio e funzionalità. Questo significa che Facebook piuttosto che Google streetview o Google Search possono non solo essere consultate ma dialogano nel medesimo ecosistema con il navigatore. L’occhio multimediale di Mbrace2 riguarda anche la sicurezza. Non solo alcune app sono disabilitate in movimento ma ci sono funzioni specifiche per verificare, ad esempio, dove è stata guidata l’auto o impedire l’utilizzo fuori dai confini geografici settati grazie al GPS. O ancora la possibilità di aprire in remoto le serrature, utile se si dovessero smarrire le chiavi ad esempio. Stesso concetto, con un occhio soprattutto alle integrazioni con app e social network, vale per l’evoluzione del sistema Sync di Ford.

AFTER APP Si tratta di funzioni che mutatis mutandis dobbiamo aspettarci di trovare, in ordine sparso o con lievi differenze, su tutte le prossime auto. Oltre ai sistemi ufficiali ci sono poi gli specialisti dell’after market che si stanno reinventando il mestiere. Pioneer, ad esempio, ha in rampa di lancio la nuova release del sistema Appradio che, completamente rinnovato, consente di utilizzare sullo schermo da 7 pollici molte app presnti su iPhone ora anche su smartphone Android. Tra le due vie Fisker invece taglia la testa al toro e coerentemente con l’innovazione del concetto automobilistico esibisce un tablet di bordo sviluppato in partnership con Nvidia che lascia indietro per distacco le altre case. Facile osare quando si parte da una base clienti ridotta, d’accordo, ma un occhio alle schermate e alle funzionalità, basta surfare il web o cercare su youtube, fa venire l’acquolina…al dito.

ANELLI MULTIMEDIALI Audi, dopo aver portato l’auto connessa sui modelli top di gamma rilancia anche sulle piccole. E non solo. A nostra memoria è la prima volta che le linee definitive di un nuovo modello, come accaduto con la rinnovata A3, vengono svelate “inavvertitamente” in occasione della presentazione del nuovo sistema multimediale. Eppure quanto accaduto con la nuova compatta la dice lunga sulla convinzione degli uomini di Ingostaldt a perseguire la via tecnologica. Il prossimo MMI nel frattempo continua ad evolvere: dotato di schermo da 7 pollici a scomparsa, si distingue per la grafica in 3D frutto della partnership con gli specialisti di Nvidia e per il sistema di comando a sfioramento. Ma la vera novità risiede nell’approccio evolutivo.

SEMPRE AGGIORNATO La facile associazione Hi tech datato uguale auto vecchia potrebbe diventare un ricordo. Fateci caso, quando si sale a bordo delle auto contemporanee basta dare un occhiata al display e  alle funzioni di un’auto per identificarne subito l’epoca di progettazione. Proprio per ovviare alla rapida obsolescenza dei sistemi multimediali, in casa Audi hanno pensato ad un sistema aggiornabile nel modulo principale, anche nel corso della vita del modello. Questo significa che in futuro, con ogni Model Year, si potranno incrementare le prestazioni del sistema senza dover riprogettare tutto e, gli stessi proprietari o acquirenti del veicolo usato, potranno investire qualche risorsa per aggiornare l’hardware. Esattamente come eravamo e siamo abituati con i sistemi aperti tipo i pc assemblati a casa. Al CES si sono visti diversi esempi di come la connessione delle auto potrebbe portare delle novità con aggiornamenti automatici eseguiti direttamente dalle case in remoto. Un po’ come accade ora con aggiornamenti dei sistemi operativi di smartphone e compagnia. Tornando alle funzioni dell’MMI, oltre all’adattamento evoluzionista ci sono tanti contenuti succulenti: integrazione con Google, funzione Streetview compresa, fino alla possibilità di condividere la connessione mobile con  altri device.

VEDO TRIPLO Argomento a parte meritano gli Head Up Display. La proiezione delle informazioni di bordo sul parabrezza non è una novità, ed esempi “viventi” ce ne sono tanti più o meno raffinati vedi Corvette o alcune Peugeot. Ma secondo gli uomini degli anelli, la visione diventerà tripartita. Ovvero con una parte di informazione condivisa per tutti e poi sezioni specifiche visibile per passeggero e guidatore. Altri sviluppatori o produttori di sistemi after market stanno lavorando sulla quantità di informazioni e sui concetti di realtà aumentata.  Di nuovo Pioneer, ad esempio, promette di commercializzare dei sistemi in grado di informare non solo sui dati legati a velocità e meccanica ma anche relativi a navigazione, rischi sulla strada e informazioni utili o richieste da passeggeri e guidatori.

PORSCHE E BLACKBERRY? Al CES c’era anche una Porsche con un sistema multimediale integrato di QNX. Il nome potrebbe dire poco ai non addetti ai lavori ma l’azienda, oltre ad essere specializzata in sistemi multimediali automotive è anche parte del Gruppo RIM – Research In Motion, per intenderci gli ideatori e produttori del BlackBerry. E proprio a bordo della Porsche esposta c’era tutto e di più: connessione perfetta con i telefoni più diffusi nelle aziende, email, vivavoce stereo e passaggio di contenuti multimediali distribuiti diversamente sui vari schermi di bordo, leggasi dati del veicolo per chi guida e cartoni animati per chi sta dietro. Insomma, si è capito che la divisione QNX vuole esportare nel mondo automotive le competenze acquisite in questi anni, comprese quelle legate allo sviluppo del tablet Playbook. Il sistema di QNX è già pronto per lavorare con HTML5 e, soprattutto, è personalizzabile a piacimento dai vari costruttori secondo le specifiche di volta in volta richieste per i singoli modelli.

SENSORISTICA Oltre a chip, connessioni e display ci sono i sensori e il dialogo con le infrastrutture. Tralasciando per un momento il tema delle auto che guidano da sole, peraltro sempre foriero di novità, con BMW che recentemente ha fatto vedere quanto siamo vicini al traguardo, non mancano sviluppi interessanti. A San Franscisco, per esempio, è in fase di testing una app per smartphone che dialogando via rete 3G con un sistema centrale,  una nuvola che sfrutta il cloud computing e raccoglie i dati da tutti i parcheggi, è in grado di guidare rapidamente le auto verso “i posti liberi”. Velocità e comodità per chi si avvicina al centro città con benefici effetti per la riduzione di inquinamento ed emissioni legate proprio ai giri a vuoto o alle code.

MEDICO A BORDO E in un tale panorama non potevano mancare gli sviluppi per la salute umana. Quasi per rispondere a chi insinua che troppa tecnologia possa portare a forme di dipendenza o, peggio, di fatali distrazioni mentre si è alla guida, c’è chi sta pensando di usare la piattaforma dell’automobile connessa per monitorare la salute. Ford, Microsoft, Healthrageous and BlueMetal Architects sono partiti da una semplice constatazione: sempre più persone non hanno tempo per andare dal medico di persona e cercano risposte via web. E in tutta risposta, con approccio scientifico, stanno avviando un progetto che punta a raccogliere informazioni sulla salute e sulla vita e relativi dati biometrici del guidatore mentre passa il suo tempo in viaggio, in modo da offrire consulenza e programmi personalizzati per la cura della salute e il wellness. Ottimizzando tempo altrimenti sprecato. Insomma, si potrà parlare con il medico mentre si passa quell’ora in coda sulla tangenziale intasata. Vuoi vedere che si inventeranno il pacchetto optional “medico a bordo”? 


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