Autore:
Gilberto Milano

DECENNALE Nel 2011 corre il decimo compleanno dall’introduzione in Italia della benzina Shell V-Power. Un anniversario che potrebbe lasciare il tempo che trova se non fosse per i risvolti storici che questa benzina ha avviato. Era infatti la primavera del 2001 quando in Italia venne presentata per la prima volta la V-Power, benzina in grado di aumentare l’efficienza del motore. Costava, e costa ancora oggi, più della Super ma introduceva in Italia per la prima volta un concetto nuovo per l’automobilista nostrano, quello di una benzina differenziata, dichiaratamente diversa.

PERSONALIZZAZIONI Con l’avvento della Shell V-Power si portava un duro colpo anche al luogo comune che voleva tutte le benzine uguali tra loro. Cosa questa non vera nemmeno tra le benzine comuni, ma a maggior ragione tra le benzine speciali. Se infatti la base di ogni benzina può essere uguale per tutti i produttori (si riforniscono tutte presso le stesse raffinerie) le benzine cambiano tra loro al momento di essere versate nelle rispettive cisterne. E’ in questo momento infatti che ogni Casa aggiunge un proprio additivo per differenziare la propria benzina dalle altre.

SEPARATA IN CASA In termini tecnici la benzina V-Power (e con lei tutte quelle simili prodotte da altre Case petrolifere) viene considerata un prodotto “separato” e a differenza delle benzine comuni non arriva dalle raffinerie da cui si servono tutti (per esempio la Saras della famiglia Moratti) ma viene prodotta all’estero da una raffineria Shell specifica e poi trasportata in Italia.

ANTI DEPOSITI La prima V-Power, quella del 2001, era una benzina a 99 ottani, all’epoca il valore più alto in Europa, con caratteristiche di volatilità e vaporizzazione superiori a quelle tradizionali, che oltre a migliorare l’efficienza del motore in termini di prestazioni, riusciva a rimuovere e ridurre la formazione di depositi nel motore stesso. Tutto ciò grazie a un additivo “segreto” che aggiunto nella benzina riusciva in soli 2000 km di percorrenza (dati Shell) a rimuovere il 40% dei depositi formatisi nel motore.

IL DIESEL CON LA V Nel 2002 la stessa filosofia è stata applicata ai motori a gasolio con il lancio della Shell V-Power Diesel. Anche qui prestazioni superiori e risposte più rapide quando si richiede potenza, accompagnate da una sensibile riduzione della rumorosità. Come con la benzina, anche il Diesel V-Power grazie a un additivo speciale evita la formazione di depositi all’interno del sistema di iniezione e garantisce una protezione antiusura e anticorrosione.

NASCE IL GTL Un’altra novità che dimostra come anche nel campo delle benzine il progresso è costante (nel caso della Shell avviene grazie anche alla sessantennale collaborazione con la Ferrari) arriva nel 2005, con l’introduzione del Shell V-Power Diesel con GTL (Gas to Liquid), il primo carburante venduto in Italia con una componente sintetica derivata dal gas naturale. Il GTL brevettato da Shell, non contiene né prodotti aromatici né zolfo e proprio per questo è particolarmente pulito ed è caratterizzato da un basso livello di emissioni nocive. Può essere utilizzato con tutti i motori a gasolio ma viene consigliato particolarmente ai possessori di diesel di nuova generazione dove la differenza di rendimento è più sensibile.

FERRARI INSEGNA Il 2006 è invece l’anno della benzina Shell V-Power 100, la prima benzina a 100 ottani con basso tenore di zolfo. Contiene un pacchetto di additivi che come miglior risultato, oltre ai soliti, ha quello di ridurre gli attriti tra le fasce dei pistoni e le pareti dei cilindri. Un risultato ottenuto grazie all’esperienza della Ferrari in F1 che proprio in questo campo ha messo a punto una particolare tecnologia meglio nota come Friction Modifier (FMT). I vantaggi si sentono in termini di minori vibrazioni e di rumore del motore.

DAL 2009 C’È L’IPT Tre anni più tardi, nel 2009, arriva invece la V-Power con Instant Performance Technology (IPT) frutto degli studi di ingegneria molecolare applicati al petrolio, grazie ai quali oltre a migliorare l’efficienza dei motori benzina e a gasolio si ottimizzano anche i consumi. L’IPT permette infatti al carburante di bruciare più velocemente garantendo soprattutto una maggiore accelerazione.

FUEL SAVE Lo sviluppo però non è a senso unico verso le benzine differenziate per clienti disposti a pagarle di più; la ricerca può essere utilizzata anche per sviluppare benzine più economiche ma altrettanto efficienti. Cosa che la Shell ha fatto nel 2009 quando ha lanciato la benzina Fuel Save, una benzina da 95 ottani senza piombo ma dotata di una miscela di additivi che aiuta il motore a consumare meno. Una benzina non ancora presente in Italia dove arriverà forse il prossimo anno. La Shell garantisce il risparmio di un litro ad ogni pieno.

STESSI PREZZI Il problema del prezzo è infatti sempre più sentito dagli italiani che negli ultimi anni hanno modificato sensibilmente le loro abitudini di acquisto, come dimostra una ricerca Shell secondo la quale oggi solo il 40% della clientela si rivolge al Servito mentre il restante 60% fa il pieno alle colonnine Fai da te. Non solo: la percentuale di persone sensibili alle differenze di prezzo tra le varie benzine sarebbe salita in dieci anni dal 10% al 25%. In teoria quindi dovrebbe esserci più concorrenza tra le Case petrolifere, ma come abbiamo modo di verificare ogni giorno la realtà non lascia molti margini di scelta visti i prezzi sostanzialmente identici tra i vari produttori.

UN PIENO DI FRUTTA Dato però che anche i petrolieri in qualche modo la benzina devono venderla, più che sui prezzi la concorrenza si scatenerà in futuro sui punti vendita. La Shell in particolare vuole puntare sull’accoppiamento benzina-market alimentare, nei quali oltre alla benzina si potrà fare una piccola spesa. Dove questo esperimento è già stato lanciato, la Shell ha notato che all’inizio la clientela faceva piccoli acquisti ma che con il passare del tempo il cestino della spesa si riempiva sempre di più.

LA FORMULA VINCENTE La ragione di questo comportamento lo ha spiegato Edgar Bachmann, neo responsabile di Shell Italia: “La chiave del successo di questa iniziativa è nell’immagine del marchio, se questa è di qualità vuol dire che sono di qualità anche i prodotti alimentari in vendita nel market alimentare. Si attiva quindi un rapporto di fiducia che fa bene a tutti”. Semplice. Meno semplice è sapere quanto sia grande la fetta di clientela Shell che in questi 10 anni si è rivolta alla benzina V-Power. Bachmann non lo dice, è un segreto che la Shell custodisce gelosamente, come le formule dei suoi additivi.


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