Autore:
Luca cereda

AGUZZA L’OCCHIO E’ bastato un cammeo di pochi secondi per far scattare il tam-tam: è lei o non è lei, la nuova Mini? In Internet se lo stanno chiedendo in molti, dopo aver visto su Youtube un video promozionale pubblicato da Bmw dove appare una strana maquette della Mini, per metà fedele al modello attuale, per l’altra completamente ridisegnata. Fino a qualche anno fa probabilmente sarebbe passata totalmente inosservata. Oggi assolutamente no.

FACESCOOP Tenendo conto che il video ha come protagonisti due rapper tedeschi e parla degli stage di Bmw riservati ai giovani studenti, la presenza di questo strano modellino potrebbe apparire casuale, o al massimo contestuale. E invece forse non lo è. Bmw non si è ancora espressa a riguardo e la maquette potrebbe semplicemente rappresentare un mero esercizio di stile inespresso. Ma siamo nell’epoca della comunicazione 2.0 e simili stratagemmi, da parte delle grandi aziende, non sono casuali. Tantomeno nel mondo delle auto. Si tratti di foto, disegni o video pubblicitari, molto spesso, oggi come oggi, le anteprime passano da Facebook, forum o Youtube prima che da qualsiasi altro canale. E’ il potere dei social-network.

SOCIAL COMMUNICATION D’altronde se si intende arrivare ai giovani è lì che occorre andare a parare. Lo hanno dimostrato una volta di più i successi dei sì nei recenti referendum; sul web c’è un passaparola più rapido e potente che altrove, e la gente per informarsi usa vie traverse, spesso dribblando i canali tradizionali. Per arrivare al bersaglio, dunque, chi sta dall’altra parte si deve adeguare: parlare la stessa lingua, condividere interessi, frequentare gli stessi “luoghi” e cercare di inventarsi sempre qualcosa di nuovo. E se la strategia è pianificata per bene, il risultato è notevole: prima di tutto un maggiore coinvolgimento del destinatario, ma anche un interesse verso il prodotto alimentato costantemente dalla condivisione di link, foto e chiacchiere nelle cerchie più disparate di appassionati.

QUESTIONE DI MIX Visto sotto questa luce, tutto teoricamente potrebbe “quagliare”: i rapper, gli stagisti, YouTube e l’eventuale anticipazione della nuova Mini. Anche perché Mini, tra le case automobilistiche, può vantare una tradizione avanguardistica nella ricerca di nuove forme di comunicazione, di promozione e di presentazione del proprio prodotto verso il proprio target, che spesso implicano appunto l’intrufolarsi nei loro ambienti (si pensi alla Design week), l’immergersi nei loro interessi e il parlare i loro linguaggi.

IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI Altro indizio a carico è il momento storico. La Mini attuale ha ormai diversi annetti alle spalle e, al di là delle varie diversificazioni (vedi la coupé in arrivo) il mercato attende il lancio (si parla del 2013) di una nuova generazione. In questo senso la maquette del video, composta da due diverse metà di Mini, rappresenterebbe una sorta di emblema del passaggio di testimone tra il vecchio e il nuovo. Con la metà “nuova” che preannuncia un frontale dalla bocca più larga, una presa d’aria più alta sul cofano, e occhi non più tondi e paciosi, come la Mini di Issigonis, ma stretti e furbetti, quasi cattivi.

BOTTA E RISPOSTA Una bella iniezione di grinta, e un bel taglio col passato, insomma; sempre ammesso che non si tratti un bluff. Spesso infatti le Case sfruttano queste tecniche di comunicazione proprio per testare le reazioni del pubblico ad eventuali cambiamenti, e dai rumors della rete ricavano indicazioni importanti su come indirizzare il proprio lavoro. Un compito in passato riservato per lo più alle concept che, al contrario, adesso arrivano ai Saloni quasi in veste definitiva. Anche per colpa o merito del web e del pubblico, sempre più partecipi del processo creativo.   


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