Autore:
Gilberto Milano

Si chiamerà Alfa Romeo Gallery e sarà una casa dei motori ancora più completa di quella inaugurata lo scorso anno dalla Volkswagen o quella che sta costruendo la Bmw a Monaco di Baviera. Una struttura in grado di ospitare una pista interna a disposizione della clientela dove provare i nuovi modelli, una show-room con tutta la produzione esposta, un auditorium-sala convegni, un ristorante, uno spazio dedicato al merchandising, un capannone destinato alle sfilate e ai raduni di auto storiche e, questa è la notizia più succosa per gli Alfisti, anche il Museo Alfa. Sì, il Museo dovrebbe abbandonare l'attuale sede di Arese per trasferirsi assieme al Centro di Documentazione, nella nuova Alfa Romeo Gallery. I capannoni ci sarebbero già e ben si adatterebbero a ospitare tutti quei preziosi cimeli.

Il progetto è stato svelato in gran parte dal quotidiano economico Milano Finanza e, se andrà in porto (le trattative sono ancora in corso), potrebbe dare il via a una serie di "spostamenti" destinati a rivoluzionare la presenza dell'Alfa nell'area milanese. Il trasferimento del Museo potrebbe infatti preludere a una dismissione completa da parte del Gruppo Fiat delle poche strutture che ancora occupa nello Stabilimento Alfa Romeo di Arese. Oltre al Centro Direzionale che ospita i servizi del Gruppo, tra cui Targa, Sava, Europassinstance, ad Arese sono in funzione solo i reparti in cui sono costruiti i motori sei cilindri del Gruppo e quelli di montaggio della Multipla Bipower. Il resto è occupato da aziende esterne al Gruppo Fiat.

Secondo MF, per la Gallery è già stata firmata una pre-intesa che dovrebbe

concretizzarsi in un accordo definitivo prima della fine dell'anno. L'area dove sorgerà la Gallery non sarà però il Portello (quella è ormai una storia chiusa, come documentano le foto esclusive di Motorbox sulla demolizione dello stabilimento storico di via Traiano a Milano) bensì i 13 mila metri quadrati ricavati all'interno dell'ex fabbrica dell'Ansaldo, un complesso oggi di proprietà della Pi relli Real-estate (società immobiliare della multinazionale milanese) situato a ridosso della famosa ex fabbrica Pi relli, la famosa Bicocca.

Oltre che dalla P irelli, intenzionata dopo la Bicocca a riqualificare anche l'area ex-Ansaldo, alcuni contributi dovrebbero arrivare dal Comune di Milano, finalmente deciso a valorizzare il patrimonio storico di un marchio che

La demolizione del Portello ha portato tanto prestigio alla città e che la distruzione del Portello avrebbe cancellato definitivamente.

Non è la prima volta che il Museo sembra in procinto di lasciare la sede di Arese, dove fu inaugurato nel 1976. In un primo tempo si era parlato di trasferirlo negli spazi della Fiera di Milano, ma i locali si rivelarono inadatti allo scopo. Poi un Gruppo di privati chiese di poterlo sfruttare economicamente collocandolo all'interno dell'aeroporto della Malpensa, ma anche questa ipotesi cadde. Si parlò anche di vendere le vetture ma per fortuna anche questa ipotesi rientrò.

Il Museo è tra i più completi al mondo tra quelli gestiti direttamente dalle

Alfa Romeo 24HPCase costruttrici e contiene una raccolta di vetture in grado di raccontare tutta la storia del marchio, tra cui la 24 HP del 1910, la prima Alfa Romeo costruita, la 2900 Touring del 1938, unico esemplare al mondo e le prestigiose Gran Premio 158 e 159, rispettivamente del 1947 e 1951. Affinché fossero rappresentate tutte le vetture più importanti, molte furono acquistate dall'ingegner Fusi, vero artefice del Museo, e molte altre furono costruite dalle stesse maestranze Alfa, sempre sotto la direzione del Fusi. Tra queste vanno ricordate la Bimotore, la 1750 GS Zagato, la 2500 Supersport.

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