Autore:
Massimo Grassi

DOMANDONI Tra i compiti di un giornalista c’è anche quello di fare domande scomode. Ieri mi è successo. Mi sono trovato davanti i 10 giovani ingegneri dell’Infiniti Engineering Academy, il programma del brand giapponese il cui scopo è quello di selezionare 7 giovani da tutto il mondo per offrire loro un anno di lavoro. Naturalmente le domande mie e dei colleghi che con me hanno dovuto giudicare i 10 giovani, non vertevano sull’ingegneria. No: lo scopo dell’esame era quello di capire come quei giovani (9 ragazzi e una ragazza) se la sapessero cavare con domande a bruciapelo riguardanti i temi più disparati. Devo dirlo: mi sono trovato in difficoltà nel dare i voti: tutti e 10 si sono rivelati preparati e brillanti.

PROVA DOPO PROVA Tutto ciò si è svolto a Enstone, sede del Team Renault F1. Quella delle domande da parte della stampa è stata solo una delle numerose prove che i finalisti hanno dovuto affrontare in una 2 giorni piena di sfide. Prima, divisi in 2 squadre, hanno girato Londra alla ricerca di indizi utili per risolvere un’equazione. Poi hanno dovuto sviluppare una app utilizzando strumenti forniti da Microsoft e in seguito si sono trovati a che fare con una serie di complicati calcoli ingegneristici. Poi hanno sostenuto un incontro singolo con la giuria e poi eccoli davanti a un tot di giornalisti pronti a porre loro numerose domande. Ultima sfida: una drag race con auto radiocomandate sviluppate dai ragazzi utilizzando come base di partenza un modulo Arduino.

AND THE WINNER IS Numerose prove che alla fine hanno visto vincere Damien Turlay, giovane ingegnere meccanico francese di 23 anni nel cui futuro prossimo c’è un anno di lavoro così suddiviso: 6 mesi presso Enstone a lavorare fianco a fianco con gli ingegneri del Team Renault F1 e altri 6 mesi presso l’Infiniti Technical Centre. Una grande opportunità che permetterà al giovane Damien di assaporare sia il mondo delle corse, sia quello delle auto di produzione.

NON IL SOLITO STAGE L’Infiniti Engineering Academy è un progetto che va avanti da ormai 4 anni e seleziona 10 giovani in 7 differenti paesi: Asia-Oceania, Canada, Cina, Europa, Messico, Medio Oriente e Stati Uniti. Da ogni paese viene eletto un vincitore che passerà così 1 anno a lavorare (regolarmente stipendiato) per Infiniti e Renault su progetti importanti, svolgendo al tempo stesso anche compiti da ambasciatore del marchio. Al termine dei 12 mesi può succedere che il giovane ingegnere saluti e vada a cercar fortuna da un’altra parte oppure si veda arrivare una nuova offerta da Renault e Infiniti, o anche da team e case concorrenti.

UNA STORIA DI SUCCESSI “Avere un team internazionale è importate e ci arricchisce” ha commentato Tommaso Volpe, Global Director Motorsport di Infiniti. "Ad ogni edizione dell'Infiniti Engineering Academy, siamo sempre più colpiti dalla quantità di interesse ricevuto dagli studenti di tutto il mondo e dall'incredibile livello del talento dei partecipanti. Gli studenti hanno notato i successi della precedente edizione, con laureati che hanno forgiato carriere di successo sia in automotive sia in motorsport e, di conseguenza, sempre più studenti vogliono partecipare per dare una svolta alle loro carriere". L’Academy del brand giapponese poi porta vantaggi ad ambo le parti. Volete un esempio? La vincitrice della selezione cinese (Sally Li) dell’anno scorso era stata chiamata a pensare a come sviluppare l’ala posteriore della monoposto Renault di Formula 1. Un compito svolto alla grande, tanto che la soluzione aerodinamica potrebbe trovare spazio sulle prossime evoluzioni della monoposto del team Francese. 


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