Autore:
Andrea Rapelli

BURRASCA La situazione è sempre più nera e non si vedono schiarite in vista. Perché gli ultimi dati di mercato diffusi dall'UNRAE (Unione rappresentanti case automobilistiche estere) raccontano di un vero e proprio crollo dei contratti di auto nuove. Le vendite, nello scorso mese di aprile, sono calate del 18% rispetto allo stesso mese del 2011 e, nei primi quattro mesi dell'anno, il segno meno è andato a far compagnia al numero 20, sempre in percentuale.

CONCESSIONARI ALLO STREMO Il dato più grave, secondo Jacques Bousquet, presidente di UNRAE e di Renault Italia, è quello relativo alla sostenibilità dei concessionari. Perché «Il calo della domanda, insieme alla stretta creditizia che non trova soluzione, sta soffocando letteralmente le imprese, con impatti occupazionali inevitabili». Va un po' meglio nelle vendite agli autonoleggi (+1,8%) e alle società (+1,4%), entrambi rilevati nei primi quattro mesi del 2012.

FIAT SU TUTTI In uno scenario così, sono proprio poche le Case che possono dirsi soddisfatte del risultato. In ogni caso, il podio delle vendite nel Bel Paese è composto, rispettivamente, dal trittico Fiat (106.784 auto vendute nel primo quadrimestre 2012, -22,48% rispetto allo stesso periodo del 2011) Volkswagen (45.244 esemplari venduti, -15,31%) e Ford, con 41.507 auto piazzate nel periodo gennaio-aprile 2012 e una perdita più cospicua, pari al -31,90%.

COLONNE PORTANTI Nessuna particolarità, invece, per quanto riguarda i modelli trainanti. Spulciando i dati UNRAE relativi al modello singolo, non è difficile scoprire che Sergio Marchionne riesce a stare davanti a tutti con Fiat Panda, Punto (tutti i model year) e 500 che hanno significato, complessivamente, ben 88.287 vetture tra gennaio e aprile 2012. Volkswagen si appoggia invece sulla sempreverde Golf (14.869) ma anche su Polo (13.141) mentre la up! si ferma a quota 2.065 auto, un po' meno di una Range Rover Evoque, vero fenomeno di quest'anno, forte di 2.493 esemplari. In casa Ford tirano molto Fiesta (15.879) e la famiglia Focus, con 9.391 contratti.

CASI PARTICOLARI Esaminando i dati per segmento, appare chiaro che a risentire meno della crisi sono state più che altro utilitarie e piccole. E allora stupisce notare che, per esempio, fra le tre armi da città C1, 107 e Aygo, è proprio la Toyota a staccare di gran lunga le altre con i suoi 3.988 esemplari consegnati, a fronte dei 2.860 della Peugeot e i 2.727 della Citroën. Fanno un po' sorridere le 538 Alfa Romeo 159 berlina e Sportwagon, ormai ad esaurimento scorte (e scontatissime...) a fronte degli 11.569 esemplari di Giulietta, che si è inserita bene nel segmento delle compatte. Capitolo Lancia: Thema e Voyager fanno, insieme, 740 esemplari mentre sono Delta (3.730) e Musa, con ben 5.337 contratti, a trainare il Marchio torinese.

QUI SI SORRIDE In un quadro a tinte fosche, pochi vedono un filo di luce. A cominciare dai coreani: se Hyundai fa registrare un +8,58% rispetto allo stesso periodo del 2011, Kia segna addirittura un +43,38%, con 9.136 auto vendute tra gennaio e aprile. Della prima piacciono soprattutto piccole e SUV (i10/20 e ix35) mentre la seconda conquista gli automobilisti italiani con Rio e Sportage. Benissimo anche Dacia, che registra un +20,80% e deve ringraziare la Duster, vera mattatrice con 6.442 contratti firmati. Inserita in una categoria, quella delle crossover, che ha registrato – l'unica nel panorama italiano – il segno più, con un guadagno del 6,31% rispetto al periodo gennaio-aprile 2011. Il fenomeno low-cost, insomma, è ormai conclamato. In attivo, anche se con cifre più modeste, pure Mini (+9,81% nel primo quadrimestre) e Jaguar (+8,51%) con tutta probabilità grazie all'aumento dell'interesse sulle vetture aziendali.

GPL CAPUT MUNDI L'altissimo prezzo alla pompa ha riacceso la passione degli italiani per le auto ad alimentazione alternativa, come metano e GPL. Ed è proprio quest'ultimo ad aver fatto segnare l'aumento maggiore, con un bel +7,8% rispetto al primo quadrimestre dell'anno scorso. A perderci – altro dato interessante – è stata la benzina più che il gasolio: ad aprile il carburante ottanico ha perso 33,2% rispetto al 2011, mentre i diesel hanno fatto registrare una perdita del 22,8%.


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