Autore:
Luca Cereda

COME TU MI VUOI Difficile parlare all'emisfero destro del cervello degli italiani, quando si tratta di vendergli un'auto: alla fine quasi uno su due la comprerà semplicemente perché è bella, o quanto meno perché gli piace. A rivelarlo è uno studio dell'Osservatorio Compass sui driver di scelta nell'acquisto dell'auto, che ha raccolto le risposte direttamente attraverso le concessionarie. Nella stessa indagine si è anche parlato di tecnologie e guida autonoma: ecco cosa è emerso.

L'OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE Partiamo dal presupposto che più della metà (59%) ritiene ancora – oggi, e in futuro – l'automobile uno status symbol: un bene di cui non si può e non si potrà fare a meno (56%), ma anche, per molti, il modo più immediato per comunicare il proprio stato sociale (37%). Solo per il 14%, però, è oggetto di passione.

IL NOME PESA Chi sta per comprare un'auto nuova – dice la ricerca di Compass – guarda anzitutto all'estetica (41%), e in favore di questa è disposto a chiudere un occhio sul fatto che risponda alle proprie esigenze di mobilità, aspetto caro solo al 22% del campione intervistato. Poi conta la marca (per il 30%), anche se non è tutto. Ma solo un terzo (33%) mette in cima alla lista delle priorità i bassi consumi.

LE MINORANZE Si va per lo più di pancia, come è sempre stato. Anche se era lecito pensare che la crisi avesse reso gli italiani un po' più riflessivi e critici anche quando si tratta di scegliere l'auto. Le statistiche dell'Osservatorio, al momento, sembrano smentire. Solo il 15% del campione, infatti, dà peso a un argomento come i costi di mantenimento; il 10% sceglie l'auto in base al motore e altrettanti per quanto è sicura. Praticamente nessuno (2%) guarda invece ai dispositivi antinquinamento e agli standard europei sulle emissioni presenti sul modello che gli viene proposto. E solo una minima parte (8%) si cura del suo valore futuro in ottica di rivendibilità.

HIGH TECH, MA QUANTO? Un 13%, infine, al momento dell'acquisto è indirizzato dalla tecnologia di un'auto. Un argomento che potrebbe diventare ben più determinante in futuro, con l'avvicinarsi della guida autonoma. Già, ma quanto ci siamo davvero vicini? E soprattutto: la gente è veramente così interessata ad avere, in futuro, auto che guidano da sole? O, più in generale, ipertecnologiche?

CONNESSA, NON AUTONOMA Diciamo che la visione del popolo non è così spinta quanto quella costruttori. Sempre alla luce dei dati comunicati da Compass, infatti, per la maggior parte degli utenti (41%) sarà importante avere un'auto completamente connessa con lo smartphone – come già accade – e dotata di sistemi automatizzati di aiuto nelle situazioni di emergenza, più veloci nell'intervenire rispetto all'uomo – anche qui siamo già a buon punto. La guida autonoma interessa, ma solo in situazioni specifiche come le manovre di parcheggio (già automatizzate da tempo...). Un automobilista su quattro, infine, ritiene importante avere un'auto che monitori i parametri vitali del conducente (un sedile capace di misurare il battito cardiaco, ad esempio, o dei sensori di stress) mentre il 13% pretende un'auto capace di arrestare il motore in caso di furto. Voi che cosa ne pensate?    


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