Autore:
Luca Cereda

PAROLA D’INGEGNERE In cerca di un usato sicuro? Buttatevi su una Ford Fiesta, una Toyota Yaris, oppure su una Twingo, se vi basta un’utilitaria. Ma se siete disposti a spendere un po’ di più ci sono tante altre alternative valide: dalla Toyota Prius all’Audi A6, passando per la Opel Insignia, la Mazda MX-5 e la Honda CR-V guardando agli altri segmenti. Lo dice la DEKRA.

IDD Quelle citate sono solo alcune delle auto “premiate” dall’ultimo rapporto sull’affidabilità dei veicoli usati stilato da quest’associazione di ingegneri che si occupa principalmente di revisioni d’automobili. In base ai dati raccolti dai campioni analizzati, la DEKRA ha redatto una classifica determinata dal cosiddetto IDD (indice di difettosità DEKRA): un parametro risultante direttamente dalla percentuale e dalla tipologia di difettosità riscontrate durante le revisioni.

A CONTI FATTI Come si calcola l’indice di difettosità? Per farla breve, una volta revisionato un esemplare di un dato modello DEKRA lo etichetta secondo tre categorie differenti: auto senza difettosità rilevanti, auto con difettosità gravi o rilevanti e auto con difettosità non gravi o non rilevanti. Al conteggio dell’IDD partecipano direttamente solo le prime due: la loro somma algebrica (la percentuale di auto senza difettosità rilevanti meno la percentuale di auto con difettosità gravi o rilevanti revisionate) ne dà la cifra complessiva.

COSA E’ RILEVANTE Per far luce ulteriormente sui criteri utilizzati da DEKRA nel formulare le proprie valutazioni cerchiamo di spiegare cosa intende la DEKRA per difettosità considerate “gravi” o “rilevanti”: rientrano in questa casistica forti usure o danni (come ad esempio freni fortemente usurati, fari troppo alti o troppo bassi, scarichi danneggiati che producono emissioni fuori dalla norma) che, ricorrendo più volte, possano essere riconducibili direttamente a difetti di progettazione. Viceversa non vengono presi in considerazione tutti quei difetti attribuibili al cattivo uso o alla scarsa manutenzione del mezzo da parte del proprietario.  

OCCHIO AL CONTACHILOMETRI Alla fine delle analisi, a meritarsi la palma di “auto con minore percentuale di difettosità nella classifica individuale” – DEKRA dixit – è stata la Opel Insignia, già auto dell’anno 2009. L’analisi fatta dalla DEKRA ha prodotto però una serie di risultati piuttosto complessi, che non solo classificano i modelli per segmento (dalle piccole utilitarie ai veicoli commerciali) ma che producono differenti graduatorie in base al chilometraggio. A conti fatti, dunque, vengono stilate non una ma tre classifiche relative a ciascun segmento: quella dell’usato da 0-50.000 km, da 50.001 a 100.000 km e da 100.001 a 150.000 km.

ALCUNI SPUNTI Spulciando i risultati si scopre così che alcuni modelli, ad esempio la Prius, restano i più affidabili della categoria – sempre secondo la DEKRA – per una quantità di chilometri decisamente elevata (da 0 a 100.000) mentre altre, come il buon vino, si apprezzano ancor di più quando invecchiano: è questo il caso della Yaris, terza del suo segmento per affidabilità in un range da 0-50.000 km, ma prima della classe quando il chilometraggio è nell’intervallo tra 50.001-100.000 km. Guardando invece i risultati delle sportive/cabrio notiamo che per andare sul sicuro si può anche spendere poco, visto che la Mazda X-5 figura qui come la più affidabile fino ai 50.000 km; a lungo andare, però, il blasone paga, e in vetta alla classifica delle cabrio più chilometrate iniziamo a trovare i modelli più cari.

A seguire pubblichiamo la tabella riepilogativa dei “podi” decretati dalla DEKRA nel rapporto sull’affidabilità dei veicoli usati 2011.


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