Autore:
Luca Cereda

VECCHIO PALLINO L’Apple Car? Se tutto va bene arriverà nel 2020, forse 2019. Non prima. Eppure è roba vecchia, stando a quanto dicono gli ex colleghi di Steve Jobs. Il quale ci aveva già pensato nel 2008, qualcuno dice persino prima. Tra una passeggiata e l’altra, Jobs cominciava a immaginare l’auto della Mela, ma anche telecamere e televisori marchiati Apple mentre chiacchierava dei piani futuri con i suoi manager. C’era fermento, insomma, a Cupertino. Ma anche l’iPhone in rampa di lancio con priorità assoluta su qualsiasi altro progetto o semplice pensiero. L'automobile poteva aspettare.

IL VICE Intervistato da Bloomberg, è Tony Fadell a rivelarci il segreto. Ex vice-presidente della Apple e padre (insieme a Jobs) dell’iPod, a lui, tra gli altri, Steve Jobs confidò di voler lanciare l’automobile della Apple. Non in quel momento, però. L’industria dell’automobile americana era nel pieno di una crisi nerissima, dalla quale non si sapeva se, e come, ne sarebbe uscita. i-Phone oppure no, in ogni caso se ne sarebbe parlato più avanti.

BELLA PENSATA Steve Jobs, tuttavia, sembra avesse le idee piuttosto chiare. Di sicuro si poneva domande giuste. Se facessimo un’Apple Car, che plancia avrebbe? E i sedili? E il motore: quale tipo di carburante scegliere? Domande apparentemente banali, che, invece, celano una certa attenzione verso l’evoluzione della specie che stiamo vivendo, salone dopo salone, attraverso i prototipi. Con l’infotainment e la connettività sempre più centrali nella concezione dell’abitacolo, i sedili pronti a girarsi o trasformarsi per diventare altro genere di arredamento – tanto a guidare ci pensa l’autopilota – e i sistemi di propulsione alternativi (ibrido, elettrico, elettrico fuel cell) candidati a un ruolo di primo piano nel prossimo futuro. L’automobile si apprestava ad affrontare cambiamenti radicali, insomma, e Jobs, questo, lo aveva percepito.   

A CHE PUNTO SIAMO Se sarà rivoluzione, lo scopriremo poi. Ma intanto il progetto dell’automobile di Apple sta prendendo forma (1.800 persone appositamente assunte) e un nome, Titan, che francamente sa poco di… Mela. Sulla Apple Titan i rumors si susseguono, di certezze invece ce ne sono poche. Così, quando  la rivista tedesca Manager Magazin ha scritto recentemente – senza ricevere smentite - che Tim Cook (numero uno di Apple) era stato in visita agli stabilimenti BMW di Lipsia, il pettegolezzo è esploso.  E ora si parla addirittura di una possibile partnership con BMW per costruire la Titan sulla base della i3. I tedeschi ci metterebbero telaio e cellula in fibra di carbonio con il resto dell’ “hardware”, mentre dalla California arriverebbero tecnologie digitali e connettività. Voi come la vedete?


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