Autore:
Andrea Rapelli

DICA 33 Disegnata nel Centro Stile Alfa da Ermanno Cressoni, la Alfa Romeo 33 nacque nel 1983 con il preciso intento di proseguire il successo ottenuto dall'AlfaSud. Sfruttandone la stessa ossatura meccanica – e lo stabilimento, quello di Pomigliano d'Arco che oggi produce la Panda – la nuova berlina a 5 porte del Biscione aveva tutto ciò che l'automobilista medio di quegli anni poteva desiderare.

BOXER Sotto il sottile cofano battevano i classici 4 cilindri boxer Alfa 1.3 e 1.5, dalla sonorità decisamente squillante mentre il portellone, ben integrato nella coda, aumentava la praticità rispetto all'AlfaSud. Sfortunatamente, la 33 perse per strada i dischi freno anteriori "inboard" e i dischi posteriori, che vennero sostituiti da più economici tamburi.

ALFISTI DI DOMANI Ciò nonostante, la Alfa Romeo 33 venne prodotta in oltre un milione di esemplari e diventò la seconda Alfa più venduta dopo l'AlfaSud. C'è di più: le dimensioni ristrette (intorno ai 4 metri) e le potenze ridotte la resero l'Alfa Romeo per tutti e la prima auto con il Biscione sul cofano per molti. Clienti che, raggiunta la maturità anagrafica ed economica, si sarebbero poi orientati su 75 e 164, rimanendo nella grande famiglia di Arese.

GIARDINETTA Fra le tante versioni non mancarono la Sportwagon (station), la Permanent 4 con trazione integrale, la Quadrifoglio Oro e Verde, la Imola... Insomma, dalla sportiva alla pratica, c'era una Alfa 33 per ogni esigenza. La produzione terminò nel 1995.


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