Autore:
Luca Pezzoni

CENTO ANNI MA GIOVANE Varcare il secolo di vita, tanto per gli umani quanto per le società non è solo un traguardo simbolico. In 36.500 giorni ne succedono di cose, e per un'azienda significa aver attraversato generazioni, mode e salti tecnologici con la capacità di sopravvivere e creare valore. E nel caso di un protutore automobilistico come Audi vuol dire aver venduto automobili a clienti nel tempo molto diversi e aver fatto lavorare prima meccanici con le mani sporche di grasso e oggi, sempre più, ingegneri e tecnici in camice bianco. Ma alla fine quel che conta davvero è arrivare al traguardo centenario in piena forma, perché portare in modo giovanile l'età assicura lunga vita.

POMPA MAGNA E Audi non si è fatta mancare niente per festeggiare degnamente: dalla presenza del Cancelliere Angela Merkel alla presentazione della A5 Sportback. Tutto accompagnato da concerti meccanici di auto da corsa ed eventi musicali con pianoforte progettato dalle maestranze tecnologiche della Casa. Una festa in controtendenza in un mondo automotive che si lecca le ferite, ma che per la Casa di Ingolstadt capita al momento giusto: gli anelli brillano non per i capelli grigi ma per eccellenza tecnologica e risultati commerciali. Con oltre 50.000 dipendenti e una gamma - dalla prossima A1 di taglio cittadino alla R8 con geni Lamborghini - talmente ampia da soddisfare qualsiasi esigenza purché supportata da un portafoglio all'altezza.

L'UNIONE FA LA FORZA E non mancano neppure i successi sportivi, così come lo spirito globale, Audi produce in Spagna, Germania, Brasile, Ungheria e Cina e Sud Africa, tanto per fare un esempio. Un compleanno scintillante ma una storia anche complicata e non proprio lineare: dal 1909, quando August Horch si mise in testa l'idea meravigliosa di costruire auto in proprio, ad oggi ci sono state fusioni con altri marchi, vittorie nelle corse ma anche due guerre. E tutto un percorso di alleanze e raccoglimento sotto le insegne Auto Union di varie esperienze e tradizioni, fino alla rivoluzione del 1965, anno del controllo da parte del Gruppo Volkswagen.

PIECH-MALIONE Da non sottovalutare nell'ultima parte di storia, quella che ha visto lo sbarco di successo nel mercato premium, il ruolo propulsivo di Ferdinand Piëch nel ruolo di mentore, altro nome storico per il mondo dell'auto teutonico: l'uomo in grado di far trasformare l'anatroccolo in cigno. E chi conosce il mondo delle aziende sa che sono le operazioni più difficili, che richiedono capacità di adattamento e confronto, con rischi di guerre interne ma anche con la possibilità di fare "salti tecnologici" grazie alla condivisione di capacità ed esperienze.

ANELLI DI CONGIUNZIONE Non è stato un secolo noioso per la signora degli anelli e la gallery fotografica di ieri ed oggi tocca i sentimenti di chi ama il mondo dei motori. Dalla Quattro che trionfava nella golden era dei rally con un pilota tanto veloce quanto signorile di nome Walter Rohrl, fino alla A2 che, con la sua leggera carrozzeria in alluminio e i consumi ridotti ha forse avuto il solo torto di arrivare troppo presto. Per non parlare di prototipi e sogni metallici, come la Avus presentata nel 1991 a Francoforte, o cruscotti multimediali studiati con Futuremark che disegnano i cockpit del futuro.

LOGO GIUSTO E mai come nel caso Audi un logo ha condensato in pieno l'essenza e lo spirito di marca. I quattro anelli, nascono nel 1932 per simboleggiare l'unione di quattro marchi forti e con tradizione importante, DKW, Audi, Horch e Wanderer, sotto le insegne Auto Union. A quel tempo gli anelli congiunti volevano significare sinergia e unione di un grande gruppo fatto di differenti tradizioni. Oggi il logo che adorna il single frame, la mascherona fortissimamente voluta da Walter De Silva che accomuna il viso di tutte le automobili di Ingolstadt, condensa tutti i valori di eccellenza, spirito innovatore e qualità del marchio Audi. Anelli per una volta tanto amati, per una volta, dagli uomini come dalle signore.

CENTO ANNI DI AUDI Innovazioni tecnologiche, uomini, società, auto utilitarie e... icone. La storia di Audi è fatta di motori a due tempi o a sedici cilindri, di carrozzerie in alluminio e trazione integrale. Ma è anche la storia di molti marchi diversi che occupavano segmenti di mercato differenti e che nel tempi si sono fusi in un'unica essenza. Una storia che riproponiamo attraverso le date significative di questi primi 100 anni.

1909 IL SOGNO August Horch - ex capo officina di Carl Benz - si mette in testa di produrre auto per conto proprio nel 1899. Dopo alcune vicissitudini con i soci si trasferisce a Zwickau in Sassonia e nel 1909 nasce Audi, traduzione in latino del cognome del fondatore, perché per ragioni di concorrenza è impossibilitato ad usare il proprio, già registrato nella precedente Compagnia.

1921 MANO GIUSTA Audi diventa il primo costruttore tedesco a proporre auto con volante a sinistra e leva del cambio al centro, era l'Audi 14/50 con tutto a portata di mano, compresa la modernità. Sembra scontato detto oggi, ma all'epoca - anche in Italia dove la decisione venne presa sotto il Regime - si discuteva ancora su corsie di marcia e "regole base" di circolazione.

1926 OTTO Cinque anni e un altro record, Audi è il primo costruttore tedesco a mettere sul mercato un'auto a otto cilindri.

1932 L'UNIONE FA LA FORZA Anche su spinta della Banca della Sassonia, che deteneva quote azionarie in tutti i marchi, nasce Auto Union. La nuova corporate raduna i quattro marchi Audi, DKW, Horch e Wanderer (chi con problemi finanziari, chi con volumi di vendita) e diventa un affare per tutti. Nel tempo Auto Union coordinerà la produzione in modo strategico. Arrivano i quattro anelli per il marchio: sinergia, forza, unione ma anche indissolubilità e collaborazione tra i vari brand.

1933 BUOI DAVANTI AL CARRO Auto Union debutta al Salone dell'auto tedesco e attira subito l'attenzione: Audi presenta un berlina media a trazione anteriore ad alte prestazioni e con finiture di qualità: ritorno al futuro?

1934 SEDICI! L'Auto Union Grand Prix viene presentata al pubblico: un concept con motore centrale, compressore e 528 cavalli grazie anche ai.... sedici cilindri! Le Type A, B, C, D si faranno onore in pista negli anni a seguire.

1937 PLASTICHE LEGGERE DKW presenta una berlina media a trazione anteriore con carrozzeria in plastica. Nuova fuga in avanti che si aggiunge alla conclamata esperienza della Casa nel settore dei motori a due tempi.

1939 RISULTATI MERITATI Record di produzione per Auto Union: 59.000 motociclette e 67.000 auto escono dagli stabilimenti. Una quota di mercato teutonico superiore al 25% sembrerebbe promettere un futuro radioso.

1940 CHIAMATA ALLE ARMI Arriva il secondo conflitto mondiale e cessa la produzione di veicoli civili. Auto Union è chiamata a contribuire alla produzione di mezzi militari.

1949 RINASCITA I vecchi stabilimenti della Sassonia sono occupati dalle forze Russe, un manipolo di ingegneri e tecnici si trasferisce a Ingolstadt dove c'erano ex caserme pronte a diventare uffici e stabilimenti. Nasce una nuova compagnia, Auto Union GMBH, che vuole ereditare e rivitalizzare la tradizione dei quattro anelli.

1957 OCCHIO CHE LE GIRANO NSU sviluppa e presenta un propulsore a pistoni rotanti. Sembrava la nuova frontiera ma oggi, tra i vantaggi di regimi elevatissimi e gli svantaggi di consumi proibitivi di olio e benzina, a tener alta la bandiera dei pistoni alternativi rimane solo Mazda.

1958 SPIDERWANKEL Passa un anno e arriva la prima auto con motore Wankel, la spider di NSU.

1965 MATRIMONIO DURATURO Dopo un breve interregno Daimler arriva Volkswagen: per Auto Union significa una boccata d'aria fresca sia sotto il profilo finanziario che produttivo. Alcuni stabilimenti verranno utilizzati per produrre il Maggiolino.

1968 PRIMA BERLINA PREMIUM Nasce l'Audi 100, oggi si chiama A6 e fa parte della triade teutonica (con BMW Serie 5 e Mercedes Classe E) nel segmento premium.

1969 ESPANSIONE L'alleanza Auto Union si rafforza con l'acquisizione di un marchio storico: NSU Motorenwerke.

1974 UTILITARIA CHIC L'Audi 50 è uno dei primi esempi di utilitaria premium, ha molte parti in comune con la coeva Volkswagen Polo.

1976 PENTAMOTORE Arriva il cinque cilindri che diventerà anche turbo e poi equipaggerà la "Quattro": primi passi verso la nobiltà e i successi sportivi.

1977 ADDIO AL PASSATO Arriva la primavera che significa però scomparsa del centenario marchio NSU, l'ultima Ro 80, esce dagli stabilimenti a marzo.

1980 RIVOLUZIONE QUATTRO Sembrava al'epoca una notizia importante ma non decisiva. Invece nel 1980 Audi presenta la Quattro con trazione integrale permanente: una soluzione tecnica a cui la Casa deve parte del proprio successo negli anni a venire.

1982 ARIA NUOVA Audi inizia a farsi le ossa per insidiare il giardino di BMW e Mercedes. La nuova 100 lotta con le prime della classe senza complessi e passa agli annali per un coefficiente aerodinamico da record: 0,30.

1985 INTUIZIONE DI MARKETING Dal 1 gennaio 1985 Audi Auto Union AG cambia denominazione sociale e diventa semplicemente Audi AG, accompagnandosi sempre al marchio con i quattro anelli. Mossa fortemente voluta da Ferdinand Piëch e perfetta dal punto di vista della comunicazione per testimoniare il new deal.

1986 GALVANIZZATA Qualità reale e percepita anche nei dettagli nascosti spesso si traducono in successi sul mercato. A partire dal 1986, la 80 apre la strada: tutte le Audi hanno la carrozzeria galvanizzata; addio alla corrosione.

1989 TDI Arriva l'iniezione diretta sul Diesel, più prestazioni e ancor meno consumi. Un'anteprima tecnologica montata su un 2,5 litri diesel destinata a cambiare per sempre (anche se il common rail di Fiat farà la vera rivoluzione) il concetto di motore a gasolio.

1992 AVANGUARDISTA La 80 a fine carriera diventa Avant e offre il "millennove" TDI. Solo il primo passo di un format di grande successo, due anni dopo la berlina media diventa A4 e conosce la gloria, che con varie evoluzioni dura ancora oggi.

1994 TELAI SPAZIALI Audi è ormai un player di riferimento del mercato premium, all'avanguardia della tecnica di slogan e di fatto. La A8 dell'epoca porta al debutto lo Space Frame tutto in alluminio: leggerezza, rigidità torsionale, resistenza.

1995 TOURIST TROPHY Audi presenta il concept TT: tre anni dopo arriverà sul mercato e con il suo stile Bauhaus diventa subito un successo, nonostante una base tecnica - la stessa della Golf – non proprio d'alto rango per una sportiva.

1996 PICCOLA MA FASCINOSA Audi torna nel segmento delle compatte, ma attenzione ad associare la A3 alla parola utilitaria. Con look glamour e finiture curate diventa immediatamente "La compatta premium".

1999 L'INCOMPRESA Al Salone di Francoforte debutta la A2, prima auto di grande produzione con carrozzeria interamente in alluminio e consumi ridottissimi (la 1,2 TDI beveva solo tre litri per 100 km). Look particolare e spirito troppo anticipatore, all'epoca di riduzione dei consumi e aerodinamica si era smesso di parlare, ne limitano la diffusione.

2000 DIESEL DI LUSSO Se c'è una Casa che ha contribuito a sdoganare i motori a gasolio nel lusso senza complessi questa è Audi. Con il nuovo secolo 2000 il TDI conosce pure la variante ad otto cilindri, destinata all'ammiraglia A8.

2002 DIRETTA A BENZINA Arriva la carica degli FSI, i motori a benzina con iniezione diretta destinati a tutte le auto del gruppo Vw. In casa Audi debuttano su A2 e A4.

2003 TT E DOPPIA FRIZIONE La TT prima generazione chiude in gloria con la versione 3.2 Quattro, equipaggiata tra l'altro con il velocissimo cambio automatico/sequenziale a doppia frizione DSG, futuro prezzemolino del gruppo VW.

2005 ANNIVERSARIO CON LA Q Ricorrono i 25 anni della trazione Quattro® e Audi la festeggia degnamente con la RS4, la superberlina da sparo più riuscita della casa a giudizio della critica, e presentando il megasuv Q7, subito di moda.

2007 IL GIOCO SI FA DURO Audi è il primo costruttore europeo a poter contare su un data centre e uno studio di realtà virtuale in grado di riprodurre, anche nei particolari, esterni e interni di auto ancora lontane dalla linea di produzione. La gamma si arricchisce con la nuova generazione A4, la coupé A5 e la sportiva a motore centrale R8.

2008 SUCCESSO GLOBALE L'anno dei record, Audi in salute sempre migliore vende auto ai quattro angoli del globo, vince a Le Mans e presenta la Q5, l'arma sul mercato dei crossover dopo il mastodontico Q7. La Casa distribuisce anche un bonus extra a tutti i dipendenti di 5000 euro per condividere - caso strano e per questo degno di nota - i successi sul mercato.

2009 BUON COMPLEANNO Horch, DKW, Auto Union e Audi. Oltre le ragioni sociali contano gli anniversari: Buon Compleanno Audi!


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