Autore:
Luca Cereda

FINE DEI LAVORI Ecco come sarà, fuori e dentro, la nuova Honda Jazz. Quarantasei scatti per rifarsi dell'attesa, dopo le anticipazioni dell'ottobre scorso e l'aggiornamento di fine luglio (qualche scatto in più e specifiche tecniche). Il grande assente è ancora il prezzo; bisognerà aspettare di conoscere gli allestimenti per il mercato italiano, ma la macchina è finalmnte fatta. Promette un'abitabilità da berlina cicala e consumi da utilitaria formica. Vediamo come è possibile.

GAMBE ALL'ARIA Il naso un po'a piccone della Jazz non smussa le forme del suo anteriore, anzi. Probabilmente le accentua leggermente per colpa di quei 5 centimetri e mezzo che guadagna in lunghezza (390 cm totali). Pazienza, fa tutto parte dei piani e lo si apprezzerà una volta dentro la vettura. La riconfigurazione interna porta aria alle gambe dei passeggeri e capacità di carico superiori. Gli ospiti dietro possono contare su 3 cm e mezzo in più di spazio per le ginocchia e la distanza fra sé e i passeggeri anteriori aumenta di altri 3 centimetri rispetto a prima.

BUENA VISTA Se, dall'interno, la percezione dello spazio cresce oltre le aspettative, non pensate che la scocca sia stata "gonfiata" molto. Il girovita segna un contenuto +2 cm, con una altezza identica a prima (152,5 cm). E' merito invece di una visibilità complessivamente migliorata rivedendo le proporzioni dei vetri e delle loro cornici. I montanti anteriori si sono assottigliati, il parabrezza si è allargato, i lunotti laterali misurano il triplo rispetto al precedente modello. Levando i poggiatesta retraibili, poi, la visuale posteriore è completamente sgombra. E se ci aggiungete il tetto panoramico che è in dotazione alla Jazz 1.4 top di gamma...buena vista!

INTERNI CURATI La ricerca di maggiore comfort va dall'organizzazione dello spazio e alla cura degli interni. I giapponesi non intendono lesinare sui materiali né sulle strutture che accomodano i passeggeri, a partire dal guidatore, coccolato da poggiapiede e volante regolabile in profondità e in altezza (fino a 5 cm). I sedili "magici", poi si possono piegare, affossare, sdraiare con discreta praticità. I due davanti sono riscaldabili, nelle versioni 1.4 ES e EX; quelli dietro guadagnano un paio di centimetri in ampiezza e quasi altrettanti in profondità. Tutti rivestiti in tessuto disponibile in due colorazioni: nero con sfumature blu o nell'abbinamento nero/grigio scuro.

COMANDI IN MANO Restando nell'abitacolo, vale la penna soffermarsi un po' sul cockpit, più che discretamente accessoriato. Sul display LCD compaiono diverse funzioni, tra le quali lo "speed alarm" (che monitora la velocità) e l'indicatore del consumo medio di carburante. Chi guida può interagire facilmente col pannello attraverso i comandi al volante, e senza mai distogliere l'attenzione dalla strada. Per il diletto dei timpani, c'è un impianto stereo con lettore Cd, MP3/WMA, nonché un cavo aggiuntivo predisposto ad agganciare il'i-pod. Ad evitare che i rumori di crociera sovrastino le note, ci pensa invece un sistema automatico che regola il volume in rapporto alla velocità

MULTISTRATO Spostandosi dietro, si scopre un bagagliaio migliorato grazie allo spostamento verso il centro del serbatoio. Ecco perché non dovrete più scegliere tra la spesa e il cagnolino, ma potrete caricarli entrambe evitando che il cucciolo si abbuffi delle voste provviste. Il fondo del bagagliaio nasconde un altro gavone (da 64 litri) e insieme al resto del vano offre un volume di 399 litri da gestire come si crede. Si può sfruttare il gavone per metterci dentro qualcosa di sporco o bagnato, mantenedolo separato dal resto del carico lasciando il pannello al suo posto. Oppure si può spingere il pannello contro il retro dei sedili posteriori e sfruttare appieno il carico. Ma c'è anche una terza via; posizionare il pannello a mezz'altezza e creare due livelli di carico: pesi massimi sotto, pesi leggeri sopra.

MOTORI FURBI I numeri cambiano anche sotto la scocca. Crescono quelli della potenza (i cavalli passano da 79 a 90 nel 1.2 e da 83 a 100 nel 1.4) e della coppia massima (114 e 119 Nm), fruibile però a un numero di giri piuttosto alto (intorno ai 6.000). Diminuiscono, invece, quelli delle emissioni di CO2 e del consumo al chilometro nel ciclo combinato. Il milledue abbassa le scorie da 129 a 120 g/km e promette di non trangugiare più di un litro di carburante ogni venti chilometri circa. Stessa filosofia del fratello maggiore, che col fumo scarica qualche grammo in meno di CO2 per chilometro (passando da 137 a 124 e da 139 a 120) e nei consumi si aggira sui 5.3/5.1 litri ogni 100 km, a seconda che si affidi al cambio manuale o al cambio automatico sequenziale i-SHIFT. In ogni caso, consumano meno rispetto dei predecessori, che si abbeveravano rispettivamente con 5.8 e 5.9 litri di linfa ogni 100 km.

TECNOLOGIA DI SERVIZIO Performance tanto ottimizzate derivano in buona parte da perfezionate tecnologie di supporto alla trasmissione. Le Honda Jazz con cambio manuale si aiuta col SIL (Shift Indicator Light), un dispositivo simile a quello in dotazione alla Accord. Tramite la sua spia luminosa, chi guida può immediatamente visualizzare la marcia più adatta alla crociera e innestarla. L'i-SHIFT, invece, fa tutto da solo, riducendo il tempo delle cambiate e dosandole con intelligenza robotica. E con sommo sollievo del portafoglio.


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