Autore:
Luca Cereda

SE MI LASCI NON VALE Ci risiamo. Ecco un'altra Honda che saluta il listino, aprendo una crepa nel cuore degli appassionati delle sportive di Tokyo. Stavolta tocca alla Civic Type-R, non un'icona assoluta dalle nostre parti, ma comunque l'ultimo baluardo di una dinastia di sportive che a partire dagli anni Novanta ha saputo ritagliarsi una nicchia tutta sua di adepti, sfornando modelli da sparo pronti ad appagare la sete di "corsa” degli automobilisti.

FUORILEGGE Ci abbandonerà alla fine dell'anno perché il suo motore 2.0 aspirato da 201 cavalli non è più omologabile secondo le normative Euro 5. Succederà in Italia, dove circola dal 2001, anno del suo debutto, come in molti altri paesi d'Europa. Laddove non esistono pari norme restrittive, invece, la Type R "vivrà” ancora (in Sudafrica e Australia, ad esempio).

ANTE "R” Il suo destino segue dunque quello di altre illustri predecentrici. La prima fu la NSX, lanciata nel 1990 e pioniera di quella sofisticazione tecnologica che aveva consacrato la Honda come uno dei marchi più avanguardistici nel settore delle auto sportive. La NSX era un'auto che montava un motore da 270 cv con bielle in titanio, pistoni forgiati e con una grande capacità di andare ad alti regimi (il limitatore era posto a 8000 giri/minuto), tanto per intenderci. La sua carriera finì nel 2005 quando ormai se ne vendevano poche centinaia al mondo.

S 2000 Più o meno nello stesso arco di tempo (anche se la sua produzione era cominciata cinque anni prima) Honda commerciava poi la Integra, una coupé un po' incattivita che solo tre anni fa è uscita definitivamente di scena. Una citazione in questo novero era d'obbligo anche per lei, sebbene il suo appeal non fosse certo paragonabile né a quello della NSX, né a quello della successiva Honda S2000, la spider del cinquantenario di Honda (fu lanciata infatti nel 1999).

ULTIMO CAMBIO Dotata di un motore 2.0 VTEC aspirato capace di erogare una potenza di 240 cavalli senza l'ausilio di turbocompressori, la S2000 ha per diverso tempo vantato il record di potenza specifica per un motore stradale, ben 120 cv/l, un risultato che la Ferrari – tanto per intenderci – seppe superare solo anni dopo con la 458 Italia (127 cv/l). Nel febbraio 2009 è terminata anche la "corsa” della S2000, e così il vessillo è passato di diritto alla Civic Type R, meno blasonata, ma comunque meritevole dell'investitura di alfiere sportivo della Casa per il suo motore brillante e le prestazioni nello sparo (0-100 in 6,6 secondi).

CUI PRODEST? Ora che ci rimane? Ci rimane la CRZ, che però, essendo oltretutto un'ibrida, come icona-sportiva lascia un po' il tempo che trova, soprattutto pensando a quello che Honda ha fatto in passato. Aspettando quella che sarà la nuova Civic, prevista, stando alle indiscrezioni, non prima del tardo 2012. Nel frattempo, sembra quasi che Honda abbia deciso di ammainare la bandiera "a scacchi” in favore di quella "verde”, offuscando la propria immagine corsaiola in favore del "politically correct”. Per dirla come Medea, "cui prodest?” ("a chi giova?”).


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