Autore:
Luca Pezzoni

FINANCIAL TIMES Normalmente il Financial Times non è il luogo deputato a trovare informazioni su novità o prove automobilistiche. Quindi, se si parla di automotive, ci sono in ballo risultati finanziari, strategie manageriali, utili previsti e compagnia. Oppure si parla di acquisti e cessioni. Ecco, la notizia che rimbalza da qualche giorno riguarda la vendita di Volvo. Ford starebbe pensando di cedere la propria partecipazione nella casa svedese mentre Jaguar e Land Rover sono già sul mercato. E Aston Martin ha salutato la compagnia da qualche mese.

ADDIO LUXURY Non proprio un fulmine a ciel sereno, ma la prova provata che il polo del lusso Ford, il famoso PAG - Premier Automotive Group, che racchiude(va) una serie di marchi nel segmento premium e luxury (Aston Martin, Jaguar, Land Rover Volvo), non ha dato i risultati sperati. La Holding nel suo complesso avrebbe perso nell'ultimo anno circa 238 milioni di euro su di un fatturato di 21,9 miliardi. E la casa americana, impegnatissima in un recupero di competitività e nel fronteggiare gli attacchi asiatici sul territorio casalingo ha deciso, come si suol dire nei CdA, di concentrasi sul "core business".

RISULTATI DELUDENTI E la casa svedese rappresenta un boccone ghiotto. Volvo, anche se non si dispongono di dati certi, dovrebbe comunque aver registrato un attivo. Anche se le vendite stagnanti (circa 430.000 veicoli nel 2006) e addirittura in calo del 3,6% su scala globale, richiedono a gran voce nuovi investimenti o almeno una strategia rivitalizzante. Per il marchio, indipendentemente dalla cessione, sarebbero in corso di valutazione strategie di espansione su mercati emergenti quali Russia, Cina etc.

MA FASCINO IMMUTATO E qui si apre un discorso che, a livello "strategico", potrebbe far riflettere. Volvo rimane un brand con una buona, anzi ottima percezione. Sia perché sinonimo di qualità sia perché strettamente ricollegato, e non da oggi, a due argomenti "obbligatori" per qualsiasi costruttore operi sui mercati evoluti. Sicurezza e spirito ecologico.Un boccone prelibato per molti, probabilmente.

VOCI Le voci parlano di Fiat interessata a Jaguar e Land Rover. Il gruppo torinese, evidentemente ritornato in salute al punto di pensare a campagne acquisti su marchi magari appannati ma gloriosi, testimonia nuovamente la propria verve. Per Volvo invece si parla soprattutto di BMW. La casa di Monaco potrebbe vedere nelle auto svedesi sia un completamento della propria gamma, con una gamma sempre premium ma di taglio e tono diverso (e con clienti non sempre sovrapponibili), sia un'occasione per ripetere e mostrare al mondo, dopo l'esempio Mini, come rivitalizzare un marchio e farlo diventare una gallina dalle uova d'oro.

QUESTIONE DI SOLDI Come spesso accade in questi casi non resta che aspettare. Schiere di analisti e consulenti staranno buttando gli occhi in Data Room riservate per valutare gli aspetti economici. Seguiranno presumibilmente offerte e comunicazioni al mercato, precedute dai soliti rumors. A proposito, il 19 di luglio scadono i temini per le manifestazioni di interesse dei possibili acquirenti per Jaguar e Land Rover. Che Ford preferirebbe vendere insieme (condividono alcune strutture centralizzate) ma che molti, data la situazione precaria della casa col giaguaro, preferirebbero evitare. Tutto é ancora possibile. Se seguirà la cessione di Volvo, l'uscita dal settore premium della casa con l'ovale blu sul cofano sarebbe quasi completa. Quasi, perché in America c'é un certo marchio Lincoln che registra vendite in crescita, ma questa é un'altra storia.


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