Autore:
Paolo Sardi

DA GUINNESS Se mai un giorno quest'auto dovesse arrivare davvero su strada, su una delle prossime edizioni del Guinness dei Primati le potrebbero dedicare un intero capitolo. Il condizionale, per il momento, è d'obbligo. Come testimoniano anche le immagini, la Natalia SLS 2 è ancora solo un progetto. Uno però di quelli capaci di far sognare e discutere a lungo. Il suo artefice è quell'Alfred J. DiMora che alcuni ricorderanno già a cavallo degli Anni 80 cimentarsi con auto in piccola serie, come la Clenet e la Sceptre, e che questa volta ha deciso di farla grossa... e non solo in senso lato.

TITANICA La Natalia SLS 2 si presenta come una berlinona di stile neoclassico più mastodontica di qualsiasi top car apparsa sino ad ora sulle strade. Roba insomma da far sembrare Rolls-Royce e Maybach sciatte vetturette in stile "vorrei ma non posso". Di dimensioni per il momento non si parla ma basta pensare che i cerchi si annunciano da 24" per capire che la DiMora Motorcar ha intenzione di varare una specie di Titanic a quattro ruote. Tutte, tra l'altro, motrici e sterzanti.

FORZA DELLA NATURA Sotto il cofano chilometrico è atteso un motore a 16 cilindri a V da ben 14 litri di cilindrata, cui l'appellativo Volcano pare calzare a pennello. Per la potenza massima, si punta a raggiungere i 1.200 cv mentre per contenere i consumi dovrebbe essere utilizzato un sistema che disattiva parte dei cilindri quando si marcia al piccolo trotto. Alla faccia di un motore tanto possente, il peso, almeno nelle intenzioni degli ingegneri, dovrebbe restare ben al di sotto della media della concorrenza, grazie all'impiego di tecnologie e materiali di derivazione aerospaziale.

IN PALMO DI MANO Direttamente dalla NASA dovrebbero arrivare anche schiume e gel per gli isolamenti e per le imbottiture, a garanzia di un comfort elevatissimo. D'altro canto, la DiMora Motorcar fa della qualità della vita a bordo uno tra i principali obiettivi del progetto Natalia, e per raggiungerlo ha deciso di non rinunciare a niente. Nella dotazione, accanto ai sedili con funzione di massaggio e a una TV a scomparsa, si segnalano un mobile bar con bottiglie di vino che a comando si stappano da sole, portabicchieri climatizzati e portacenere in cristallo Waterford. Con il vezzo di una borsetta da donna coordinata all'auto del valore dichiarato di 12.000 dollari.

CUORE E BATTICUORE Sul fronte tecnologico, non mancano un computer portatile, un sistema night-vision per la guida notturna, l'head-up display che proietta le informazioni di viaggio sul parabrezza e telecamerine che vigilano sugli angoli ciechi della visuale del pilota. Una vera chicca sono poi i sensori che tengono monitorati la temperatura corporea, la pressione e i battiti cardiaci del pilota, regolando di conseguenza la musica dello stereo, le modalità di risposta dei comandi e il climatizzatore.

CAMALEONTICA L'impianto di climatizzazione dovrebbe essere tra l'altro in grado di funzionare per diverse ore anche a motore spento e di mantenere a lungo la temperatura impostata anche con l'auto lasciata al sole o al gelo. Sotto i raggi solari, la carrozzeria della Natalia SLS 2 potrà anche cambiare colore, grazie all'impiego di una speciale vernice capace di variare la resa cromatica in funzione della luce e della temperatura, passando dal nero (al freddo) al bianco (sotto il sole cocente). Ad auto ferma, i fari sono pensati per trasformarsi in schermi o in proiettori video, pronti a mostrare a scelta programmi tv, DVD, spot pubblicitari o quant'altro.

DUBITARE E' LECITO A questo punto restano da chiarire due aspetti fondamentali relativi alla Natalia. Se per il prezzo alla DiMora Motorcar dichiarano senza arrossire o battere ciglio una cifra di due milioni di dollari, pari a oltre un milione e mezzo di euro (o a tre miliardi di lire del vecchio conio, se si preferisce), tutti tergiversano quando si tratta di indicare una data di consegna. Anche se alla DiMora Motorcar giurano di essere a buon punto con i lavori e di avere già in tasca un ordine per dieci esemplari firmato dalla catena alberghiera Luxury Resort Villas, viene da chiedersi su quest'auto arriverà mai davvero su strada. Alfred J. DiMora non ce ne voglia e faccia pure gli scongiuri ma il calvario Bugatti la dice lunga su come certi progetti faraonici possano farsi maledettamente complicati. A maggior ragione se non si hanno a disposizione il know-how e i soldi del Gruppo Volkswagen.