Autore:
Davide Varenna

DA NON PERDERE Sono tante, tantissime le novità esposte al Salone ginevrino: dalle concept futuristiche alle vetture pronte per il mercato. Talmente numerose che alla kermesse svizzera risulta quasi impossibile dedicare ad ognuna la giusta attenzione, dovendo così soffermarsi sulle proposte più significative. In un rapido tour tra gli stand, vediamo dunque quali meritano un’analisi approfondita, e cosa dicono di nuovo dal punto di vista del design.

PRIMA DELLA CLASSE La nostra prima tappa non può che essere dedicata ad una proposta italiana, candidata a diventare la reginetta del Salone. Prima ancora di colpire per le sue forme, la 4C GTA di Alfa Romeo tocca il cuore degli alfisti per la meccanica, con il tanto amato motore centrale che scarica tutta la potenza sulle ruote posteriori. Architettura a parte, la nuova creazione del Centro Stile Alfa Romeo propone interessanti soluzioni dal punto di vista del design. Nella zona posteriore si ritrovano i bellissimi muscoli e gli stilemi della sorellona 8C Competizione, con le luci circolari che ora crescono in dimensione e presentano un’architettura molto elaborata.

GUARDA AVANTI Tutta nuova invece la vista laterale, caratterizzata dalla particolare intersezione tra i muscoli anteriori e quelli posteriori, che danno vita ad una piccola presa d’aria in carbonio. Il parabrezza avvolgente dona continuità al padiglione, mentre il profilo inferiore dei vetri si alza verso la coda, andando a raccordarsi con il lunotto posteriore. Nonostante la fedele ripresa degli stilemi Alfa Romeo, anche il frontale guarda molto al futuro. La nervatura a V viene come pizzicata dal cofano, mentre i gruppi ottici scivolano indietro verso il parabrezza. Il profilo a goccia della 8C è stato rielaborato in un disegno più spezzato, reso ancora più moderno dall’architettura tridimensionale del proiettore.

ABITO VELLUTATO La grande attenzione dei dettagli si ritrova anche nei bellissimi specchietti in carbonio, sorretti dal leggero lembo che fuoriesce dalla carrozzeria ed impreziositi dal tricolore italiano. Il carbonio si ritrova anche in alcuni elementi del frontale, che donano un po’ di personalità ad un trilobo altrimenti scontato. L’osservazione dal vivo permette poi di apprezzare pienamente la particolarissima finitura cangiante della carrozzeria, studiata per creare un effetto quasi vellutato.

RIVOLUZIONE ROSSA A pochi passi dallo stand del Biscione si può ammirare dal vivo la nuova FF del Cavallino. A dispetto di quanto visto nelle prime fotografie, la rivoluzionaria Ferrari appare ben più bassa e slanciata, facendo cambiare opinione anche ai più scettici. Il frontale trasmette maggiore cattiveria rispetto a quanto visto in foto, mentre la particolare coda risulta molto leggera e filante. Dall’osservazione diretta si può dunque apprezzare il lavoro svolto dalla Pininfarina, che è riuscita a gestire molto bene lo spazio dedicato ai passeggeri posteriori e al vano bagagli.

DEGNA EREDE Restando nella categoria delle sportive nostrane, il pensiero non può che andare anche all’altra grande novità di questo salone: la Lamborghini Aventador LP 700-4. Le sue forme complesse ma estremamente geometriche sono ideali per non invecchiare nel tempo, proprio come ha fatto la progenitrice Murciélago. Nonostante la sua forte aderenza agli stilemi del Toro, la nuova nata sfodera comunque dei volumi molto articolati e proporzioni uniche, che la differenziano nettamente dalla sorellina di famiglia. Dal vivo colpisce ancor di più il fortissimo sviluppo della zona posteriore, tanto lunga e bassa da farla quasi sembrare un’astronave.

SEMPRE PIÙ DETTAGLI Oltre all’attesissima supersportiva di S. Agata Bolognese, il gruppo Volkswagen attira le attenzioni dei visitatori con altre tre interessanti novità. La Casa degli Anelli sfodera la A3 Concept, versione tre volumi della prossima piccola di Ingolstadt. Seguendo la filosofia da anni utilizzata negli interni, la nuova compatta sfoggia una carrozzeria piena di dettagli curatissimi, sia dal punto di vista delle forme sia dei materiali. Ecco allora che la calandra utilizza dei listelli in fibra di carbonio, mentre gli specchietti, i cerchi e le prese d’aria anteriori abbinano il composito a scultorei elementi in alluminio satinato. La grande cura dei dettagli si ritrova anche nei gruppi ottici, da anni ormai al centro delle attenzioni dei designer tedeschi. Le ciglia di LED sono ora più numerose e maggiormente sviluppate in profondità, donando grande tridimensionalità sia ai gruppi ottici anteriori sia a quelli posteriori. Merita attenzione anche lo studio delle proporzioni del corpo vettura, che fa apparire questa A3 ben più grande delle sue dimensioni reali.

PIACE A TUTTI Nello stand della casa madre spunta invece la seconda riedizione del mitico minivan Volkswagen, che segue il primo revival proposto nel 2001. Le sue forme sono ora molto più concrete, tanto da far pensare ad una futura produzione. Il nuovo Bulli miscela perfettamente elementi rétro con soluzioni attuali, piacendo sia ai più nostalgici che agli amanti delle forme contemporanee. Il grande logo e la verniciatura bicolore sono fedeli riprese del passato, mentre i fendinebbia dalla classica forma circolare integrano ora una moderna corona di LED. Decisamente anti rétro sono invece i sottili gruppi ottici e gli interni, dove un attualissimo iPad sostituisce la classica consolle centrale.

NOVITÀ GIÀ VISTA La terza interessante novità del gruppo tedesco è invece marchiata Skoda. Quasi nascosta nell’angolo dello stand, la concept VisionD mostra una possibile evoluzione del design della Casa, che sembra passare dunque da uno stile morbido e giocoso ad un’impostazione ben più geometrica e seria. La grande novità sta proprio nel cambio di direzione perché, per il resto, la compatta fastback mostra forme già viste. Nel frontale ritroviamo ad esempio la stessa impostazione delle ultime Volkswagen, con i gruppi ottici ed i fendinebbia che presentano un profilo estremamente geometrico. Anche alcuni dettagli sembrano poi parlare tedesco: i grossi cerchi bicolor, ad esempio, ricordano un modello montato sulle Audi RS.

MINI FUTURO Restando nella galassia tedesca, anche il gruppo bavarese sfoggia un’importante novità marchiata Mini. Come vi abbiamo illustrato nel precedente approfondimento, la nuova Rocketman Concept merita infatti un’attenta osservazione per le particolarissime aperture e per le interessanti soluzioni che sfoggia negli interni. Anche fuori, poi, l’inglesotta propone tante novità che caratterizzeranno i prossimi modelli di serie, dalle nervature dei passaruota alle superfici concave e convesse del posteriore.

TRE, DUE, UNO Proprio per far fronte a questa possibile futura concorrente e al numero sempre più alto di rivali, anche la Smart si rinnova, mostrando qui a Ginevra un’interessante anticipazione della prossima ForTwo. Dopo essere passata dai tre piccoli indicatori circolari della prima generazione ai due della seconda, la Forspeed sfoggia ora una singola luce, ripresa fedelmente anche nell’anteriore. Simili a degli occhioni, i gruppi ottici trasmettono molta simpatia, amplificata anche dalle superfici cicciotte che caratterizzano tutta la vettura.

VIRATA SVEDESE Se la Smart continua sulla strada tracciata dai modelli che l’hanno preceduta, nello stand di Saab si assiste ad una netta virata stilistica, voluta dal nuovo responsabile del design Jason Castriota. L’aria rinfrescata dai suggestivi blocchi di ghiaccio viene riscaldata dalle forme della nuova Phoenix, che abbandona le linee glaciali e pulite delle ultime concept della casa svedese. Seppure lo stile appaia ora meno personale, questa sportiva mostra soluzioni interessanti, come i particolari specchi che proseguono fino ai montanti posteriori, diventando delle appendici aerodinamiche.

SORELLE DI FRANCIA Tra gli stand in cui bisogna obbligatoriamente sostare c’è quello di Renault che oltre alle interessantissime proposte elettriche sfoggia ben due nuove concept car. Davanti alla sensuale e ormai conosciuta DeZir campeggiano infatti l’attesa Captur e la R-Space. All’indiscussa unicità delle forme esterne si affiancano degli interni estremamente originali, da cui è difficile staccare gli occhi. La Captur sfoggia dei bellissimi intrecci di corde fluorescenti, creando dei particolari effetti che variano a seconda del punto di osservazione. La R-Space presenta invece un abitacolo incentrato sul tema della famiglia, con i due sedili anteriori che sembrano abbracciarsi ed una zona posteriore dedicata ai più piccoli. Un insieme di cubetti morbidi dà infatti luogo al divanetto posteriore, facilmente trasformabile in un particolarissimo spazio di gioco.

PROPOSTE TORINESI Tornando a parlare di Italia, l’area riservata ai carrozzieri torinesi merita sicuramente un’attenta visita. Oltre allo stand Pininfarina, dove si possono osservare contemporaneamente la nuova FF e la Deauville (questo il nome definitivo della crossover di De Tomaso), alla Bertone brilla l’affascinante Jaguar B 99, accompagnata da una cattivissima versione da pista. Come ci ha spiegato il responsabile del design Mike Robinson in un’interessante chiacchierata che vi proporremo nei prossimi giorni, la berlina inglese coniuga egregiamente il classico DNA della Casa con soluzioni profondamente moderne, proponendo una possibile evoluzione stilistica per le future auto del Giaguaro.

RI-LANCIA Seppure il design sia stato messo in secondo piano nel rilancio del marchio, il vicino stand di Lancia cattura l’attenzione per le tante novità esposte. Tra le grosse auto di origine americana spunta la nuova Ypsilon, l’unica vera e propria novità del marchio italiano. A parte i gruppi ottici, la vista posteriore della best seller torinese ricalca quasi fedelmente la sorella Delta, nonostante il lunotto sia ora tirato verso l’alto, donandole maggiore leggerezza. Appare sicuramente più personale invece il frontale, con il particolare cofano a “coperchio” che ben si abbina alla verniciatura bicolore.

PROPOSTA PUNGENTE Dopo aver iniziato il nostro tour con la concept del Biscione, chiudiamo con una piccola sportiva del marchio Abarth che, secondo insistenti indiscrezioni, dovrebbe nascere in futuro proprio sulla base della cugina milanese. Ecco allora che gli studenti del’Istituto Europeo di Design hanno portato a Ginevra una futuristica interpretazione della due posti dello Scorpione, caratterizzata dalle forme molto morbide e dalla carenatura delle ruote posteriori. La presentazione svizzera ha mostrato finalmente la coda della vettura, sviluppata a partire dalla vistosa pinna del tetto. L’appendice aerodinamica sembra infatti tirare tutta la carrozzeria che, come fosse un drappo, lascia scoperto il lunotto ed il volume posteriore.


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