DEDICATO AI GIOVANI Come noto, si è trattato di una manifestazione a carattere nazionale dedicata ai giovani automobilisti tra i 18 e i 25 anni, il cui scopo principale era quello di ribaltare il luogo comune che vuole il bullo al volante come simbolo di bravura e di coraggio ed elevare al ruolo di protagonista chi sa veramente guidare con la testa. Compito non facile quando le persone da plasmare sono giovani in età da patente ma ancora attirati come mosche dai cattivi maestri, peggio se coetanei.

CHI LO SA LI EVITA Inutile parlare di cifre, produrre materiale fotografico choc, fare ricorso al terrorismo psicologico: meglio convincere i giovani con l'esempio pratico, facendo capire loro quanto sia pericoloso per sé e per gli altri non avere il pieno controllo di un'auto. E proprio questo ha voluto fare il Campionato Italiano Guida Sicura: costringere gli aspiranti campioni (che hanno potuto iscriversi gratuitamente alle selezioni dopo aver superato un test via internet) a guidare correttamente. Solo così avrebbero avuto accesso alle qualificazioni e alle selezioni finali.

GUIDARE CON LA TESTA Il Campionato vuole infatti far sentire protagonista chi guida con la testa, con stile e sicurezza e non chi va più veloce. Giudicare cioè la capacità di controllo di un'auto e non le prestazioni, il tempo sul giro. Per fare ciò ogni concorrente ha dovuto sottoporsi a un esame sul campo (le piste di quattro autodromi nazionali) dove veniva "misurata" la capacità nel controllo dello sbandamento del retrotreno (a bassa velocità e su una vettura a trazione anteriore), oppure nella capacità di mantenere il controllo di una vettura dopo uno scarto improvviso, come potrebbe capitare quando si vuole evitare un ostacolo imprevisto.

L'ELEMENTO DEBOLE Il progresso tecnologico raggiunto oggi da un'auto consente di perdonare molti errori, ma alla fine, per quanto sicura sia una vettura è sempre l'uomo l'elemento debole del triangolo uomo-strada-auto. La speranza è che venendo a contatto diretto con le situazioni di pericolo in un ambiente sicuro come quello di una pista e con l'aiuto di istruttori esperti, anche questa iniziativa possa servire a diffondere consapevolezza tra i giovani e, magari, a salvare qualche vita umana in più.

DECIDE L'ELETTRONICA Per giudicare senza favoritismi si è fatto ricorso aun sistema di telemetria in grado di registrare cinque parametri differenti (velocità, giri del motore, angolo di sterzata, pressione sul pedale del freno e uso dell'acceleratore) e confrontarli immediatamente con quelli di un comportamento corretto già programmato. Chi si avvicinava di più alla linea ideale del diagramma superava l'esame.

TRE CAMPIONI Per la cronaca, il Vincitore assoluto del Campionato 2006 è Enrico Dante, un giovane venticinquenne di San Bonifacio (Verona) che conquista anche il titolo per la categoria Maschile. Campionessa della categoria femminile è invece Agnese Favaretto di Meolo (Venezia), stessa età del campione Enrico, mentre primo classificato nella categoria Juniores è Roberto Panzeri, un giovane ventunenne di Sesto San Giovanni (Milano).

TRE SUPER PREMI Per tutti e tre un premio speciale, oltre al bacio di Megan Gale, madrina del Campionato: una fiammante Alfa Romeo 147 1.9 JTD a testa. I premi non vanno solo ai piedi pesanti, ma qualche volta anche ai più virtuosi. E chi non ha potuto competere quest'anno avrà modo di poterlo fare in futuro: il Campionato Italiano Guida Sicura continua. Continuate a seguirci, vi terremo informati su date e modalità.