Autore:
Marco Rocca

NIKI LAUDA SA L’INGLESE Pensate alla lingua inglese, a imparala intendo. Ci si approccia prima traducendo parola per parola, si impara poi la costruzione della frase, finché, dopo tanto esercizio, ci si accorge di essere arrivati al punto di non pensare più in italiano ma di farlo direttamente in inglese. Potrebbe sembrare una paragone poco azzeccato ma infondo imparare a guidare bene non è poi così diverso. Alla base c’è lo stesso metodico approccio: fare tanti esercizi, ripetendoli al punto da farli diventare un vero e proprio automatismo. Già, perché, proprio come non viene spontaneo parlare inglese prima di conoscerlo, allo stesso modo al volante non viene istintivo eseguire certe manovre. E, proprio l’istinto, che il più delle volte è nostro alleato, al volante spesso ci porta a compiere azioni sbagliate quindi bisogna saperlo controllare

TUTTI A SCUOLA Non è da tutti sapere che basta poco angolo di sterzo per evitare una coda che si è creata all’ultimo momento, così come non tutti sanno che per scansare un ostacolo conviene tenere l’acceleratore costante invece che mollarlo così da evitare che l’auto subisca trasferimenti di carico e possa perdere aderenza. Già, perché quando si toglie gas, il peso si sposta sull'avantreno, innescando (a controlli disinseriti) una brusca sbandata: l'auto va in sovrasterzo e tanti saluti. Se invece si riesce a vincere l'istinto e si rimane costanti sull'acceleratore, la distribuzione dei pesi rimane ottimale e l'ostacolo viene superato agevolmente. E visto che nessuno nasce imparato, incluso il sottoscritto, ho deciso di frequentare un corso di guida sicura. Ce ne sono tanti in Italia ma uno dei migliori è quello offerto da BMW. Guardando la storia recente, fino al 2009 si chiamava BMW Motorsport Academy, tra il 2010 e il 2013 è diventata BMW Group Italia Academy, quest’anno ha cambiato ancora una volta nome per diventare BMW Driving Experience.

LA FILOSOFIA PRIMA DI TUTTO Posto che la filosofia della scuola di guida BMW Driving Experience è quella di prevenire l’incidente, le cose da imparare in una giornata di corso sono tante. La procedura prevede che dopo circa due ore di briefing con gli istruttori seguano ben 5 ore di pratica con un rapporto di 20 istruttori ogni 50 allievi e 18 auto impegnate.

UNO PER TUTTI Non tutti guidiamo allo stesso modo ecco perché c’è la possibilità di scegliere tra diversi corsi a seconda delle proprie esigenze. La BMW Driving Experience, insieme agli istruttori GuidarePilotare condotti da “un certo” Siegfried Sthor (ex pilota di Formula 1), fornisce un programma completo di corsi finalizzati al miglioramento delle tecniche di guida per i conducenti più esperti e un approfondimento degli elementi fondamentali della sicurezza stradale. Gli esercizi saranno quindi i più diversi, dal controllo del sotto/sovrasterzo, allo scarto di un ostacolo improvviso fino alla gestione di una frenata di emergenza sul bagnato. Non è finita qui perché ci sono inoltre le sessioni tra cordoli per individuare le traiettorie migliori, guidando l’auto nel modo più redditizio e pulito possibile.

GRAN BEL PARCO A proposito di auto, il parco mezzi della BMW Driving Experience è davvero ben fornito. Si parte dalla più piccola Serie 1 118d, per passare alla Serie 3 320d berlina, Serie 2 220d Coupé fino a quelle ad alte prestazioni come la Serie 2 M235i Coupé, la Serie 4 428i Coupé e 435i sino al top del top: la M4 Coupé (disponibile da giugno, pazientate). Visto che fin qui si è parlato solo di trazioni posteriori, sappiate che sarà introdotta per la prima volta a settembre anche la Serie 2 Active Tourer, la prima trazione anteriore del Marchio tedesco.

IN GIRO PER LO STIVALE Interessante sapere a questo punto che la BMW Driving Experience toccherà i principali autodromi italiani, da Nord a Sud, isole comprese, per dare a tutti la possibilità di conoscere le reazioni della propria vettura. Perchè se si ha bene in mente ciò che accade dopo aver impartito un comando alla vettura, si diventierà guidatori migliori. Insomma teniamo sempre ben a mente che il controllo di stabilità interviene quando l'aderenza è venuta ormai meno e, per quanto l'elettronica sia raffinata e super avanzata come sulle moderne auto, è sempre meglio non mettere in crisi l'aderenza.