Autore:
Ronny Mengo

Non cambia lo scenario: Detroit. Volvo opta per la prima kermesse dell’anno per presentare al mondo l’ultima creazione, un po’ Sport Utility Vehicle – un debutto per gli svedesi – un po’ station wagon. Sarà il vertice della gamma XC, nata con la Cross Country nell’estate dello scorso anno per dar fastidio all’Audi Allroad.

La XC90 è massiccia e cattiva ("un design maschio, ma non macho: muscoloso ma senza essere aggressivo" le parole di Peter Horbury, vice presidente e Chief Designer di Volvo Cars), ma anche levigata ed elegante: la calandra tradizionale con la diagonale cromata è sempre lì, in fondo alla nervatura a V del cofano. Ampi e puliti i gruppi ottici anteriori, inusuali e sviluppati in verticale quelli posteriori. Rimangono poi le spalle possenti riprese dalle versioni borghesi (vedi la V70 o la S60), le barre sul tetto e i parafanghi pronunciati e di colorazione differente della XC.

Il motore è montato in posizione trasversale a garanzia di versatilità di utilizzo, mentre all’interno trovano posto sette persone. E poi c’è il cocpit forward, ossia il design caratterizzato dall’abitacolo avanzato con il parabrezza, spiccatamente inclinato, a sua volta in posizione più avanzata rispetto alla norma – e alla concorrenza.

Sotto il cofano ci saranno dei benzina a cinque e sei cilindri, di fianco al nuovo cinque cilindri turbodiesel common-rail costruito per intero da Volvo. Tutti sovralimentati. Il sei cilindri di 2900 cc di cilindrata eroga 272 cavalli (200 kW) con una coppia massima di 380 Nm a partire da 1800 giri; il 5 cilindri di 2.5 litri e turbo a bassa pressione assicura 210 cv (154 kW) e 320 Nm a 1500 giri, mentre per il turbodiesel di 2.4 si tratta di 163 cv (120 kW) e 340 Nm di coppia da 1750 a 3200 giri.

Quasi inutile parlare di sicurezza visto il nome sulla coda. La tecnologia si fa in quattro per garantire il meglio sia dal punto di vista attivo sia passivo. Particolarmente sviluppati i dispositivi contro i rischi di ribaltamento della vettura. Tre lettere, RSC (che stanno per Roll Stability Control), per scongiurare l’incubo dell’alce: il sistema rivela costantemente la velocità e l’angolo di rollio della vettura attivando, in caso di valori eccessivi, il sistema anti-sbandamento DSTC di controllo della stabilità.

Non solo, la ricerca del massimo livello di sicurezza che rima con la Casa di Svezia, guarda anche alla protezione delle altre vetture: il telaietto ausiliario cui sono attaccate le sospensioni è completato infatti da una traversa, che riduce i danni in caso di scontro frontale con un auto di altezza inferiore. Volvo è poi il primo costruttore europeo a offrire (a richiesta) il dispositivo Night Vision per la visione notturna: i raggi infrarossi permettono al conducente di vedere a una profondità fino a cinque volte superiore rispetto ai normali fari anabbaglianti.

Il cambio montato di serie sarà l’automatico a quattro rapporti Geartronic con funzione sequenziale: sarà invece opzionabile per la sola versione 2.5 litri la trasmissione manuale. La trazione integrale AWD a controllo elettronico "pensa" invece al trasferimento della coppia tra asse anteriore e posteriore, con lo scopo di ottimizzare in qualunque situazione la motricità: nella guida normale, dunque, si avrà a che fare con una trazione anteriore a tutti gli effetti.

Abitacolo spazioso e curato, con tutto e pure di più

. Tipo il sistema Dolby Prologic II dell’impianto audio, che mancano i pop-corn e sembra di essere al cinema. Tanto che può essere installato uno schermo DVD a sette pollici nel tetto, per la gioia dei passeggeri di seconda e terza fila. Seduti: inizia.

Semaforo verde alla produzione nei primi mesi del 2002 nella fabbrica di Torslanda, Goteborg. Bmw X5, Lexus RX e Mercedes Classe M sono avvisati. Il gioco si fa duro. Da ottobre si aggiunge un posto a tavola. Prezzi a partire da 44 mila euro, centesimo più centesimo meno.


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