Autore:
Paolo Sardi

SI FARA' Questa volta più che di concept si potrebbe parlare di primo stadio evolutivo. Quella che sfilerà sotto i riflettori del Salone di Detroit non è infatti una semplice boutade o un esercizio di stile. Si tratta diun prototipo vero e proprio, magari vestito a festa come impone il galateo per le occasioni importanti ma pur sempre un prototipo. Qualcosa che insomma, per stessa ammissione dei vertici della Volvo, prefigura già un modello di serie prossimo venturo: la XC60 che arriverà sul mercato all'inizio del 2009. Con questa Suv compatta, la Casa svedese cerca di approfittare della crescita attesa per settore delle Suv compatte di lusso, stimata nell'ordine del + 75% nei prossimi tre anni.

MRS MUSCOLO Le forme della XC60 segnano un'importante evoluzione dello stile Volvo e dicono che la Casa svedese realizzerà una Suv dall'aspetto quanto mai atletico. Questa concept sembra addirittura una mezza coupé, con la parte finale del padiglione tagliata in obliquo, il parabrezza quasi orizzontale, la linea di cintura a cuneo e i finestrini che si assottigliano nella parte posteriore. Sono più o meno gli stessi ingredienti utilizzati anche con la recentissima C30, con cui la XC60 mostra un forte legame di sangue. Rispetto alla sorellina compatta, però, questo prototipo si spinge ancora più avanti, mostrando tratti più muscolosi, con le fiancate solcate due nervature, una all'altezza delle maniglie e una nella zona sottoporta. I passaruota sono molto marcati e ospitano cerchi da ben 20".

COLPO DI CODA Il frontale è dominato dalla grande mascherina, che si appunta a mo' di medaglia una versione oversize dello stemma della Casa. Secondo uno schema utilizzato all'interno del Gruppo Ford anche dalla nuova Mondeo, nella parte bassa c'è un'apertura trapezoidale, mentre i fari hanno un disegno slanciato e aggressivo. L'elemento tipico Volvo è però, per tradizione consolidata, la coda e sotto questo profilo la XC60 riserva molti effetti speciali. Le luci si sviluppano come prassi in verticale, anche se in loro andamento è più sinuoso del solito. Il vero pezzo forte è però il portellone, che è diviso in due parti. Quella inferiore può essere sollevata a ghigliottina e indipendentemente da quella superiore, per facilitare il carico di piccoli oggetti in spazi angusti. Il lunotto è inoltre molto esteso verso il basso, a tutto vantaggio della visibilità in manovra.

IPOD STYLE Sotto uno spettacolare tetto panoramico in vetro, sorretto da una struttura a Y, anche l'abitacolo sviluppa gli stilemi della C30. A fare da filo conduttore c'è la plancia sospesa, che qui ha però un inedito disegno asimmetrico. Il rivestimento della consolle è bianco e ricorda quello dell'iPod, con quattro manopole che si attivano all'avviamento, una serie di comandi a strisciamento e il cambio che si aziona come il cursore di un mixer. Lo schermo del navigatore è invisibile una volta spento, con tutte le immagini retroproiettate. I sedili hanno una struttura molto smilza, con cinture di sicurezza e poggiatesta integrati e una curiosa fenditura verticale, che favorisce l'aerazione e la visibilità. Molte di queste soluzioni non arriveranno purtroppo alla linea di montaggio, mentre il look, c'è da scommetterci, influenzerà lo stile anche di altri modelli Volvo del futuro.


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