Autore:
Paolo Sardi

AVANTI UN ALTRO Di questo passo il segmento delle Suv compatte rischia di diventare tra i più popolosi del mercato. A cavalcare l'onda del successo, che sta portando quella che sino a poco tempo fa era una semplice nicchia a pesare quasi il 10% delle immatricolazioni, stanno arrivando quasi tutti i costruttori. Tra le molte novità che si contenderanno i riflettori di Ginevra c'è anche la versione definitiva della XC60, da tempo annunciata dalla Volvo e già ampiamente anticipata nelle forme dalla omonima concept.

A MUSO LUNGO Stilisticamente la XC60 appare subito come una Volvo Doc. I tratti tipici della stirpe svedese ci sono tutti, dal gradino che segna la fiancata, alle tipiche luci di coda allungate passando per la mascherina barrata e appena sporgente. Su questo schema collaudato s'innestano però anche elementi di novità, primo tra tutti il parabrezza molto inclinato che fa sembrare la tutto terreno svedese più imponente dei circa 450 cm di lunghezza attesi. A creare la stessa sensazione provvede anche la forma allungata dei fari e l'immancabile motivo a V che segna il cofano.

ONDA SU ONDA Inedite sono anche le nervature a onda che segnano i paraurti anteriore e posteriore. Nell'abitacolo la plancia ha un disegno molto pulito, con la consolle centrale realizzata con l'ormai tipico foglio "sospeso" e rivolta verso il pilota per rendere i comandi meglio raggiungibili. Da un punto di vista meccanico è abbastanza scontato l'impiego di una trazione integrale permanente, abbinata ai motori diesel e benzina già presenti all'interno dei listini Volvo e del Gruppo Ford.

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