Autore:
Luca Cereda

SENZA PILOTA Si chiama come un celeberrimo scrittore francese ma il nome è, in realtà, l’acronimo di altro: “Safe Road Trains for the Environment”, in italiano: “convogli sicuri per l’ambiente”, altrimenti detto SARTRE. Rappresenta il futuro del trasporto su automobile secondo Volvo e i suoi partner, impegnati in un progetto che potrebbe rivoluzionare il nostro modo di viaggiare in auto. Perché se è vero che gli italiani passano al volante un tempo lungo quanto metà delle loro ferie (ricerche del 2009 parlavano di circa 2 settimane all’anno), tanto vale che possano svagarsi invece di patire gli stress della guida e del traffico. Tra qualche anno, ciò potrebbe essere possibile grazie all’auto che va da sola.

IN FILA INDIANA Cosa c’entrano i convogli, allora? Il segreto del SARTRE sta proprio lì: un tot di auto che viaggiano nella stessa direzione: invece di procedere autonomamente, si accodano l’una all’altra in una sorta di trenino al seguito di un mezzo capofila. E avanzano automaticamente a una velocità di 90 km orari, senza che nessuno le guidi, fatta eccezione per il mezzo “locomotiva”, al volante del quale c’è un driver professionista, istruito apposta per gestire questa situazione, nonché munito di tutti gli strumenti necessari a svolgere il compito in totale sicurezza.       

COLAZIONE AL VOLANTE Alla base del sistema SARTRE ci sono una serie di tecnologie, la maggior parte concernenti la comunicazione wireless da auto a auto e, ovviamente, i sensori. Ai sensori spetta il compito di visualizzare il mezzo di riferimento (quello che sta di fronte e che li guida), di calcolare le distanze e di tenere l’auto in carreggiata mentre il suo proprietario è intento, ad esempio, a leggere il giornale o a bersi un cappuccino.

PULIZIA, ECONOMIA E SALUTE In tutto ciò, per il pilota guardare la strada non è più necessario, perché nel frattempo lo sterzo intelligente muove le ruote da solo in base al movimento del veicolo di fronte, fino a comandi contrari. I benefici del viaggiare in convogli sarebbero diversi: dal risparmio di carburante a una riduzione delle emissioni di CO2, stimata da Volvo attorno al 20%. Ma è per i flussi di traffico (così, molto più scorrevoli) e per la vita a bordo dell’automobilista che il SARTRE porterebbe una rivoluzione.

GIOCO DI SQUADRA Sbrogliare il traffico, pulire l’ambiente e risparmiare denaro, dunque, grazie a plotoni di automobili che marciano in fila indiana come soldatini: per il momento il progetto somiglia tanto a un sogno, ma a lavorarci sopra alacremente per trasformarlo in realtà sono in tanti. Assieme a Volvo fanno parte del progetto, finanziato dall’Unione Europea, anche il Gruppo SP (un importante aggregato di istituti specializzati nella ricerca, nell'innovazione e nello sviluppo sostenibile dell'industria e della società), la Ricardo plc (un'azienda indipendente specializzata nella fornitura di tecnologie e consulenze strategiche per il settore dei trasporti e delle energie pulite) e il Centro tecnologico svedese Robotiker-Tecnalia.

TEMPI LUNGHI Quali i tempi della rivoluzione? Secondo gli esperti ci vorrà un’altra decina d’anni almeno, probabilmente di più. La realizzazione del SARTRE, infatti, non passa solo attraverso lo sviluppo delle tecnologie, che a dir la verità sarebbero già a buon punto visto che alcune (si pensi ai sensori di distanza o alla frenata automatica) ricalcano tecnologie già di serie. Il trasporto a convogli implicherebbe anche una revisione delle leggi del Codice della Strada (da uniformare in tutta Europa), un parziale adeguamento delle infrastrutture e un protocollo di formazione specializzato per l’autista del mezzo che guida i convogli. Oltre a un cambiamento di mentalità dell’autista, che dovrebbe imparare a fidarsi della tecnologia.

PRIMA FASE Dal canto suo, Volvo con i suoi partner ha appena concluso la prima fase dei test, ovvero la sperimentazione del SARTRE con un convoglio formato da due veicoli: quello “guida”, più una vettura al seguito (vedi gallery e video). I test hanno fornito alla Casa svedese buoni risultati, ma la vera prova del nove per il SARTRE arriverà al prossimo step, quando nei test verranno impiegati in tutto cinque veicoli.


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