Autore:
Andrea Rapelli

ROBA DA FORMULA Ai più, il KERS farà venire in mente le monoposto da F1. E invece, qualche Casa sta cercando di adattarlo – con successo – alle auto di tutti i giorni. Come Volvo, che ha condotto una serie di test su un inedito sistema di propulsione ibrida a volano: il Flywheel KERS.

60.000 GIRI Tanto per cominciare, il Volvo Flywheel KERS, che agisce sulle ruote posteriori, lavora in combinazione con un tradizionale motore termico, in questo caso un 4 cilindri turbo a benzina, che spinge davanti. Il cuore del sistema è costituito da un volano in fibra di carbonio, dal peso di 6 kg, che durante le frenate può ruotare (senza lubrificazione) ad un regime massimo pari a 60.000 giri/minuto.

FINO A 80 CV In questo modo, il Volvo Flywheel KERS immagazzina energia cinetica che restituisce alle ruote posteriori – sotto forma di ben 80 cv aggiuntivi e una trasmissione CVT – quando si torna a premere il pedale del gas. Con una logica di funzionamento che privilegia la guida cittadina, perché il surplus di spinta può essere utilizzato solo per brevi periodi, come i frequenti stop&go al semaforo. Inoltre, non appena si inizia la frenata il turbo benzina si spegne, a tutto vantaggio dei consumi: così, si risparmia almeno il 25% rispetto ad una S60 a propulsione tradizionale con un 6 cilindri a benzina.

NUMERI CHE CONTANO Vista la posizione e l'ingombro trascurabile – lo speciale volano ha un diametro di 20 cm – il Volvo Flywheel KERS potrebbe essere impiegato, in futuro, su tutte le auto a trazione anteriore della gamma. Garantendo anche prestazioni di un certo rispetto: la Volvo S60 usata per i collaudi riesce a raggiungere i 100 km/h da ferma in soli 5,5 secondi.


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