Autore:
Luca Pezzoni

PROLUNGA Il Salone di Francoforte si tinge di verde e rispetto ambientale, uno dei trend del momento. E gli uomini del marketing Volvo dovranno probabilmente pagare un extracosto per la prolunga agli organizzatori. Perché la C30 splendente tra le luci non è solo un rimaneggiamento sportiveggiante e aerodinamico della conosciuta compatta, con estrattore posteriore in stile DTM e mascherina rivista, si intuisce appena una maggiore cura aerodinamica nel sottoscocca: le vere innovazioni, tecnologiche e concettuali, si nascondono sottopelle.

CONCETTI IBRIDI
Il Recharge concept ospita 4 motori elettrici nascosti, uno per ruota. Con cerchi dedicati che provvedono ad occultarli. Gli pneumatici sono studiati da Michelin per ridurre l'attrito.Mentre le batterie a lunga durata sono posizionate in prossimità del retrotreno. Tutto normale quindi. L'ennesimo prototipo elettrico o ibrido? Non proprio. La spina che parte dal cofano segna una differenza concettuale e caratterizza la via Volvo all'auto ecologica, che parte da sembianze conosciute, quasi in controtendenza rispetto a Prius e Volt, che puntano a differenziarsi anche nell'immagine dalle auto "sporche".

SPINA CON BOTTONE La differenza non si nota neppure all'interno. Solo un pulsante. Qui sono disponibili varie opzioni. Guidare in modalità solo elettrica ad esempio, per 100 km il viaggio nel silenzio è assicurato. La frenata è rigenerativa, ci mancherebbe. Se le batterie non dovessero bastare arriva in soccorso il motore a scoppio da 1,6 litri. Funziona con la conosciuta benzina ma anche con bioetanolo (meglio per l'ambiente ma le discussioni sono aperte) grazie alla collaudata tecnologia Flexifuel.

RICARICA LUNGA O BREVE A proposito. Obbligatorio ricordarsi alla sera di attaccarla alla presa del garage. La ricarica completa richiede tre ore buone. Ma anche con una sveltina da un'ora sono assicurati quasi 50 km di autonomia solo elettrica. Mentre dal punto di vista tecnico la C30 in mostra a Francoforte è un plug-in hybrid seriale. Ovvero il motore a scoppio serve a produrre altra energia elettrica per alimentare i motori nelle ruote, in caso di fine carica delle batterie. Plug-in perché ha la spina per ricaricare le batterie. Molti americani la montano aftermarket sulla loro Prius.

SCELTA LIBERA Alla fine l'arma della ricaricabile by Volvo sta tutta qui. Nella possibilità di scelta libera. Certo nel normale commuting cittadino il problema non si pone: 100 km di autonomia bastano quasi a tutti. Ma sono possibili anche utilizzi a proprio piacimento e secondo coscienza ambientale. Nessuno impedisce di fare i primi chilometri urbani in modalità elettrica, passare alla benzina in autostrada e ritornarne all'elettrico a destinazione. Magari per salvaguardare l'aria dei congestionati centri metropolitani.

INTEGRALE Volvo tiene poi a sottolineare come la soluzione dei 4 motori elettrici delocalizzati nelle ruote aggiunga piacere di guida. Coerentemente con la tradizione della Casa di "divertimento in sicurezza". Vero, anche se non si tratta di una novità assoluta. Le prestazioni, stando ai numeri, non dovrebbero lasciare rimpianti: lo zero- cento si copre in nove secondi secchi e la velocità massima si annuncia prossima ai 180 chilometri orari.

AUTONOMA E PULITA Ma sono i numeri alla voce consumi ed emissioni a segnare la differenza. Nel ciclo combinato si possono tenere medie inusitate (fino a 2,8 litri per 150 km ad esempio) anche se i valori dipendono ovviamente dalle percentuali di utilizzo del motore a scoppio. E purele emissioni segnano un taglio del 60% in comparazione con le ibride attualmente in commercio. Per non parlare delle auto tradizionali. Certo, poi bisogna aggiungere la bolletta dell'elettricità. E calcolare il costo chilometrico della propria auto, con lavatrici, hi-fi e climatizzatore casalingo tutto nello stesso calderone, diventerà più complicato. Il progresso, bellezza.


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