Autore:
Luca Pezzoni

TRICOLORE L'omaggio di stripes e specchietti tricolori, poco teutonico ma molto modaiolo, poteva far pensare solo ad un esperimento cromatico di puro tono estetico. Invece sotto il vestito della festa si intuiscono lineamenti e caratteristiche tecniche della prossima evoluzione Scirocco, conosciuta per ora con il nome in codice di R20T ma attesa dagli appassionati e vociferata fin dalla presentazione della gamma "tranquilla". Toglietele l'alettone in stile DTM e con pochi ma suggestivi ritocchi al tono muscolare ecco la Scirocco più esclusiva.

BOCCA APERTA Il frontale rimane quello conosciuto con la mascherina a sviluppo orizzontale, tratto distintivo del nuovo corso di Walter de' Silva per il design Volkswagen e proseguito da Flavio Manzoni, capo del Creative Design Vw Group, che ha firmato questa Scirocco. Gli occhi da mosca sono invece ereditati direttamente dal concept Iroc. A differenza che sulle Scirocco "misurate" qui brillano di azzurro, grazie ad un tocco di glitter composto da quindici piccoli led. Soluzione vistosa e in comune con le cugine Audi ma che non stona affatto sul modello di punta, donandogli un'identità visiva notturna riconoscibile al primo battito di ciglia. Rivisto anche il profilo inferiore del paraurti, con tre prese d'aria che - complice la colorazione candida della carrozzeria - sembrano buchi neri aperti verso l'asfalto.

SOLIDE CERTEZZE La cosmesi estetica ha riguardato poi il cofano anteriore, che pur mantenendo le proporzioni note si apre nel mezzo con un doppio sfogo per l'aria in stile muscle car,così come la fiancata, che ripropone il medesimo andamento delle Scirocco standard, con la linea di cintura tonica che si alza decisa all'altezza del piccolo finestrino posteriore. Fianchi alti e lamiere preponderanti sulle trasparenze delle vetrate completano un portamento solido.

PARENTELA Cerchi extralarge, magari ancora da definire nel format estetico ma almeno da diciannove pollici, appartengono al capitolo delle certezze. Mentre scommetteremmo (speriamo) sull'eliminazione dell'alettone posteriore: sicuramente racing, certamente esagerato e poco adatto per una sportiva di classe, come deve essere qualunque parente della mitica Golf GTI. Tolta l'appendice aerodinamica e di biancovestita, come nelle foto, la Scirocco cattiva potrà essere usata anche per la classica cena di lavoro senza vergogne.

BOCCHE DA FUOCO Del resto a donare tono sportivo al posteriore ci pensano già il paraurti ridisegnato con estrattore aerodinamico, che sbuca dal fondo carrozzeria, e due bocche da fuoco cromate di diametro considerevole, divise sul lato destro e sinistro. Il tutto inserito su un look che, grazie al tetto discendente con le gobbe delle cerniere del portellone, lunotto di dimensioni ridotte e gruppi ottici che esaltano l'andamento delle fiancate, sembra l'esempio perfetto di come disegnare con pochi tratti una due volumi compatta ma anche grintosa.

PULEDRI DA CORSA Ipotesi dei bene informati parlano di una Scirocco che continuerebbe ad affidarsi al due litri TFSI, opportunamente massaggiato nella respirazione e nell'elettronica per una cifra vicina ai 270 puledri pronti all'uso. Con un cambio DSG a sei marce pronto a snocciolare fulmineo i rapporti ma anche ad accompagnare dolcemente, come un buon automatico, nelle passeggiate cittadine.

SUPERGTI Sospensioni (probabilmente a controllo elettronico) e freni adeguati a contenere gli entusiasmi sportivi completeranno il quadro di quella che si potrebbe definire come la SuperGTI. Ma niente trazione integrale, perchè probabilmente nel quadretto di famiglia la Scirocco deve rimanere coerente con il DNA di sportiva semplice e verace, per coprire lo scalino mancante tra la Golf GTI, la stessa Scirocco con il due litri turbo standard e la Audi S3. In modo da evitare pericolose (e convincenti per i clienti...) sovrapposizioni low-cost intragruppo e accontentare tutti i gusti e tutti i portafogli.


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