Autore:
Paolo Sardi

NEOCLASSICA A trentaquattro anni dalla nascita della capostipite, la Golf si rinnova e cambia ancora una volta pelle, anche se in questo caso non si può certo parlare di una vera e propria rivoluzione. La macchina che vedremo sfilare sulla passerella del Salone di Parigi segna infatti una svolta estetica ma mantiene un equilibrio tra i volumi piuttosto classico. In fondo, come si fa a dar torto a Walter de' Silva e Flavio Manzoni, i due italiani a capo dello stile VW assieme al tedesco Bischoff? Quando si devono fare grandi volumi, i colpi di testa sono da evitare con cura. Avessero seguito strade diverse, forse le precedenti generazioni non sarebbero mai arrivate a oltre 26 milioni di esemplari venduti, cifra che fa di questa Volkswagen l'auto europea più venduta di sempre.

VENTO IN POPPA La nuova Golf arriva con il vento in poppa, esattamente con un vento di Scirocco. Con la sesta generazione della compatta tedesca, infatti, a Wolfsburg hanno deciso di seguire la via stilistica aperta dalla recente sportivetta. L'influenza si nota soprattutto nel frontale, che ha ora un'aria più grintosa e importante, grazie allosviluppo orizzontale della mascherina, secondo uno schema che farà da ritornello in tanti modelli prossimi venturi. Anche in coda le matite si sono mosse nella stessa direzione, facendo sembrare la Golf molto ben piantata a terra. Qua e là si notano giochi di superfici concave e convesse, che rendono l'insieme più dinamico.

SALTO DI QUALITA' Quanto all'abitacolo, la nuova plancia si presenta massiccia e con la consolle raccordata al tunnel centrale. In attesa di toccarla con mano, si annota la promessa dei vertici della Casa di unpasso in avanti ulteriore sul fronte della qualità, percepita e intrinseca. Alcuni elementi, come la strumentazione con i bordi cromati, strizzano l'occhio alla Passat CC mentre altre innovazioni vanno a migliorare l'ergonomia. Ne sono un esempio i nuovi comandi degli alzacristalli e della regolazione degli specchietti, ora più comodi da azionare e i quattro ganci per fermare il carico nel bagagliaio.

MENU' RICCO Un cenno lo merita anche un nuovo tipo di pellame, optional, che tende a sporcarsi meno a contatto con i vestiti dei passeggeri. Sotto il vestito, la Golf VI si annuncia ricca di soluzioni tecnologiche raffinate. Tra gli altri accessori à la carte spiccano il cruise control adattivo ACC, le sospensioni "intelligenti" DCC e il Park Assist, che permette all'auto di parcheggiare (quasi) da sola. Sul fronte sicurezza tengono banco invece un Esp di ultima generazione, poggiatesta attivi WOKS e almeno sette airbag.

SILENZIO, SI VIAGGIA I tecnici Volkswagen hanno poi speso molto tempo anche per ottimizzare il comfort acustico, lavorando su molti particolari. Il parabrezza è ora dotato di un nuovo strato interno fonoassorbente, mentre nelle porte sono stati migliorati i pannelli. A preservare la quiete dei timpani pensano anche nuovi supporti del motore, un'inedita paratia isolante davanti all'abitacolo e specchietti più aerodinamici.

TURBO UBER ALLES In tema di motori il filo conduttore della maggior parte della gamma è la sovralimentazione. Per i discepoli di Rudolf Diesel c'è un quartetto di TDI common rail con potenze di 90, 110, 140 e 170 cv. Quattro sono pure le alternative a benzina. In questo caso le potenze sono di 80, 102, 122 e 160 cv. Gli ultimi due valori sono quelli ottenuti dal 1.400 TSI in versione a sovralimentazione singola e Twincharger, che rappresenta il fiore all'occhiello della gamma in ottica di downsizing e abbattimento dei consumi, che tocca anche il 28% rispetto alle versioni di potenza simile della Golf V. Quanto infine al reparto trasmissioni, tutti i motori, a parte quelli entry level, sono previsti in abbinamento anche ai cambi robotizzati a doppia frizione DSG a sei o sette marce.


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