Autore:
Luca Pezzoni

LETTERINE Ci sono alcune letterine che risvegliano pruriti sportivi e memorie del passato. GTI e R applicati alla rediviva Golf Cabrio sono gli omaggi decisi dagli uomini di Wolfsburg nell’occasione. Per ora si tratta di due concept pensati per solleticare le fantasie dei fedelissimi fan del marchio, radunati sul Worthersee. C’è da dire che in passato si sono visti alcuni prototipi tanto succulenti quanto lontani dalla realtà, vedi l’esagerosa Golf W12. Ma questa volta, in fondo, non c’è molto di strano se non la conferma del leitmotiv della Casa tedesca, ormai impegnata a coprire tutte le nicchie possibili. Ecco perché le due proposte hanno già un senso compiuto e sembrano pronte a trasformarsi da sogno in realtà. E poi la Golf Cabrio col motore della GTI esisteva pure trent’anni fa. E se negli Anni 80 la R non c’era, oggi invece c’è la base tecnica bell’e pronta della corrispondente versione chiusa. Perché non utilizzarla? Nell’attesa vediamone i dettagli.

GOLF CABRIO R Partiamo dalla R che, per il momento, sembra davvero una proposta fuori dall’ordinario, anche scorrendo il listino da cima a fondo e fuori dai marchi tedeschi. Che ci risulti non ci sono intorno ai quattro metri molte concorrenti a tetto scoperto, da 270 cavalli con quattro posti quasi comodi ed eventuale (non ci sono conferme) trazione integrale. Il propulsore è il conosciuto quattro cilindri turbo a iniezione diretta che, nel passaggio dalla quinta alla sesta generazione, ha preso il posto - non senza qualche rimpianto di chi ama i suoni pieni - del sei cilindri. Uguale la base tecnica, in comune con la sesta generazione Golf, e uguali, almeno secondo la nota stampa diramata dalla Casa, le prestazioni. Con 250 chilometri orari di punta massima e uno zero-cento bruciato in meno di sei secondi siamo in territori riservati a poche sportive. Inutile dire che questi numeri farebbero della R Cabrio la Golf scoperta più veloce di sempre.

VETRINE SOBRIE Prestazioni in ogni caso da cercare rigorosamente a capote chiusa, mentre per fare vetrina sui lungomare verrebbero comodi i 350 Nm di coppia disponibili a 2500 giri. Assetto ribassato di 2,5 centimetri, cerchi da 19 pollici con freni a disco e pinze specifiche marchiate R completano il quadro. Gli interni giocano su suggestioni sportive, con finiture e dettagli in carbonio e alluminio, o ancora con i sedili a guscio rivestiti in pelle blue e nappa grigia. Una robina sobria insomma, per mettere in chiaro le cose qualora si scoprisse la capote. Per la cronaca, oltre alla Cabrio sono state presentate nell’occasione anche due versioni speciali della R “chiusa”, che però non offrono novità di rilievo, se non allestimenti specifici all’insegna dell’accoppiata pelle e carbonio e altri dettagli da amanti del tuning d’immagine più che di sostanza.

GOLF GTI CABRIO Sarà per le suggestioni e le memorie del passato, o forse perché sulla carta ha molto più senso nell’utilizzo quotidiano, la Golf Cabrio GTI sembra non soffrire di complessi d’inferiorità rispetto all’ipervitaminizzata R. Prestazioni e cavalleria non mancano. Base tecnica di partenza rimane quella dell’attuale GTI che, a giudizio quasi unanime di stampa e appassionati, rappresenta un compromesso ideale tra divertimento e usabilità (consumi compresi). Sotto il cofano ci sono quindi il due litri turbo a iniezione diretta, in configurazione da 210 cavalli, ed eventualmente anche il cambio a doppia frizione, tutto quanto basta per raggiungere i 240 chilometri orari e archiviare la pratica dello zero-cento in meno di sette secondi. Numeri utili per perdere il parrucchino se si guida a capote aperta.
Non mancano poi tutti i segni tipici dell’immaginario GTI. Qui ci sono poi i cerchi con rifiniture in nero lucido da 19 pollici con pneumatici da 235, vistosi quanto basta o forse troppo. Ma, soprattutto, accompagnati da codolini neri affilati e sottili che riecheggiano i passaruota e si uniscono alle minigonne. Piccole reinterpretazioni che ai nostalgici faranno venire in mente la GTI del tempo che fu. Quella vera direbbe qualcuno.

ROLL BAR Se le pinze rosse dei freni e i led nei gruppi ottici anteriori parlano il linguaggio della GTI ultima generazione, sembrano invece pensati ad hoc altri particolari, come il fondo posteriore a mimare un ipotetico estrattore, ad esempio. O i due tubi di scarico trapezoidali che fanno capolino, uno per fianco, al posteriore. Cosa manca? Sulla carta niente, neppure le tre letterine sui poggiatesta dei sedili in pelle. Anche se, come detto, non ci sono ancora conferme su eventuali sviluppi produttivi. Forse, per i nostalgici, ci vorrebbe anche il roll bar, brutto, nero e ingombrante ma che ha caratterizzato inconfondibilmente il look della nonnina. Oppure la replica postmoderna della versione di Big Jim e Barbie, per i più piccini o per gli inguaribili nostalgici…