Autore:
Luca Cereda

JET-LAG Mentre in Italia spuntano sui marciapiedi i primi (rarissimi) esemplari di Segway, nel Sol levante pensano già a come adattarli ai gusti dell'utente. Più alti o più bassi, più pratici o più sportivi, da guidare in piedi o seduti: fra qualche anno forse si potrà scegliere. Ammesso che questa rivoluzione abbozzata dal  Segway prenda effettivamente piede. E se l'Italia è un caso patologico di ritardo tecnologico, dall'altra parte del mondo ci credono e rilanciano con il Winglet.

FUTURO ROBOTICO Attualmente è solo un concept, nel 2012 sarà una realtà su scala industriale. Questo almeno si augura Toyota, madre di un progetto che intende rendere la mobilità personale ancora più personale. Il Winglet funziona come il Segway ma si declina in tre varianti con caratteristiche tecniche differenti. Caratteristiche al momento perlopiù ignote: è ancora tempo di sperimentazioni. Con lo sviluppo del Winglet, però, Toyota riapre un capitolo inaugurato da progetti come l'i-real e il Mobiro e reindirizza l'occhio verso un futuro più robotico.

SMALL, MEDIUM, LARGE Si tratta di una struttura monoposto mossa da un motore elettrico e da due ruote parallele. Una specie di monopattino elettrico, che invece di estendersi in lungo ha una pedana più larga e orizzontale. Nel caso del Winglet, l'impronta a terra non supera le dimensioni di un foglio da disegno: 46,5 cm di larghezza e 26,5 cm di lunghezza. L'altezza, invece, varia a seconda del modello, contraddistinto dalle lettere dell'alfabeto  "S", "M" e "L". Si va da un minimo di 46 cm ad un massimo di un 1,13 metri. Le differenze suggeriscono diverse posture e diverse esigenze d'utilizzo, che tuttavia devono ancora essere testate a fondo dagli stessi futuri clienti.

PROVE LIBERE Prima di lanciare il Winglet sul mercato, Toyota intende sottoporlo direttamente al giudizio di chi dovrà acquistarlo ed usarlo. Come sede dei test sono stati scelti l'interno dell'aeroporto "Centair" di Nagoya e un resort in riva al mare nella prefettura di Aichi. Due differenti ambientazioni che permetteranno ai giapponesi di valutare tutti i possibili impieghi e gli eventuali accorgimenti necessari a migliorarne il funzionamento. Le ruote incamerano due sensori che monitorano costantemente la posizione dell'utente. A seconda dei suoi movimenti, potenza e velocità sono regolate in modo tale da garantirgli stabilità e non farlo urtare con i passanti. Spostando il peso del corpo, invece, è il pilota a decidere se andare avanti, indietro oppure curvare: Winglet è addirittura in grado di girare su se stesso.

AUTONOMIA LIMITATA I dubbi sulla praticità di uno strumento del genere, sollevati da esperimenti precedenti e dalla prima apparizione del Segway, persistono tuttora. Soprattutto sull'effettiva comodità nel gestirlo in spazi pedonali stretti e affollati. Quest'ultima versione targata Toyota si spinge fino a un massimo di 6 km/h, con un'autonomia dichiarata che va dai 5 chilometri del modello "S" ai 10 degli altri due. Numeri da prendere con le molle: sulla durata incidono molto le condizioni del fondo stradale e il peso dell'utilizzatore, che potrebbero ridurre ulteriormente l'autonomia. Per una scampagnata in centro su un mezzo pulito e alternativo potrebbe comunque bastare. E dopo solo un'ora di ricarica, altro giro, altra corsa!


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