Autore:
Paolo Sardi

AVANTI TUTTA In attesa di sviluppi sul fronte delle fonti energetiche alternative, l'ibrido continua a tenere banco nei vari Saloni, come in quello di Detroit, che apre i battenti in questi giorni. Tra le Case più attive nel settore c'è, neanche a dirlo, la Toyota, che in materia di doppia motorizzazione fa storicamente la parte della pioniera. Sotto i riflettori del Michigan la Casa dei tre ellissi porterà, tra le altre cose, la concept FT-HS. E' una sportiva che offre molti spunti, non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello stilistico. Al punto che potrebbe prefigurare l'erede della Supra, modello che da noi non ha mai sfondato ma molto apprezzato all'estero.

AMERICAN STYLE Rispetto all'Alessandro Volta, l'altra ibrida da sparo apparsa nel 2004 a Ginevra, lo stile cambia radicalmente. La carrozzeria della FT-HS non è più opera di Fabrizio Giugiaro, bensì di Alex Shen in forza al Calty, il centro californiano di ricerca e design della Toyota. La sua matita ha disegnato forme molto audaci e filanti. Ovunque abbondano linee tese, rientranze e fenditure, che segnano soprattutto le zone dei fari e delle luci posteriori. Lo spoiler anteriore si protende in avanti rasoterra, come se fosse stato pensato per svolgere anche la funzione di spazzaneve. In coda spicca invece un diffusore in carbonio, da cui fa capolino una doppia coppia di terminali di scarico.

LA TRASFORMISTA Sempre in carbonio sono le ruote da 21", che calzano pneumatici anteriori 245/35 e posteriori 285/30. Questi ultimi sono incaricati di scaricare a terra i circa 400 cv erogati dal V6 3.5 a braccetto con un motore elettrico e di garantire alla FT-HS uno scatto 0-100 in meno di 5 secondi. Lunga 432 cm, larga 186 e alta 129, questa concept ha però nel tetto il vero asso nella manica. Il curioso montante posteriore che si protende in avanti fino al parabrezza fa infatti da cornice a un pannello scorrevole che si sovrappone al lunotto e si abbassa trasformando questa Toyota da una coupé 2+2 in una scoperta a due posti secchi.

IL ROSSO E IL NERO L'abitacolo è schizzato da un altro designer del Calty, William Chergosky, ma con forme intonate alla carrozzeria. Il pilota è al centro della scena e non solo per il fatto di avere il sedile rosso anziché nero come tutti gli altri. La plancia si protende verso il guidatore, circondato anche dal tunnel centrale. L'ultimo colpo di scena viene lo regala lo sterzo. Il suo piantone è telescopico, dall'aria tanto futuristica quanto improbabile. Giusto a ricordare che per la FT-HS la strada dallo stand alla catena di montaggio è ancora piuttosto lunga.


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