Autore:
Emanuele Colombo

SALTO GENERAZIONALE Elon Musk ha annunciato che tutti i modelli di Tesla prodotti d'ora in poi avranno di serie un nuovo hardware per gestire la guida autonoma di domani. Otto videocamere panoramiche forniscono la visione a 360 gradi attorno alla vettura fino a 250 metri di distanza. Dodici sensori a ultrasuoni integrano la visione individuando oggetti di ogni consistenza al doppio della distanza rispetto ai sensori precedenti. Un radar frontale con migliorate capacità di elaborazione del segnale fornisce ulteriori informazioni, scrutando attraverso la pioggia più fitta, la nebbia, la polvere e persino i veicoli che precedono (lasciando evidentemente ad altri sensori il compito di monitorare questi ultimi, n.d.r.).

CAPRA O CAVOLI? Per elaborare i dati provenienti dalla potenziata rete di sensori, anche il computer che gestisce il sistema è stato aggiornato: ora ha una potenza di calcolo di 40 volte superiore e sfrutta un nuovo software progettato da Tesla sul modello delle reti neurali. Tesla stessa, sul suo blog, chiarisce però che il nuovo sistema non è ancora maturo e ha bisogno di calibrazioni che verranno effettuate sulla scorta di “milioni di miglia percorse in condizioni di guida reali”. A raccogliere questi dati saranno le auto dei clienti, che in questa fase sperimentale verranno private di alcune funzioni salvavita come la frenata automatica di emergenza, il cruise control, l'allarme anti-collisione e il mantenimento automatico della corsia.


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