Autore:
Paolo Sardi

SEPARATE DALLA NASCITA Anche senza la stoffa del detective, basta uno sguardo per cogliere nelle forme della 9-2X qualcosa di sospetto. Dunque: linea sportiveggiante, montante posteriore spiovente, portellone con lunotto avvolgente e portiere senza telaio per i vetri. L’identikit è proprio quello di una Subaru, più precisamente di una Impreza Wagon. Eppure, là in mezzo al cofano, non vi è alcuna traccia delle Pleiadi: al posto delle stelle vi è la testa coronata di un volatile!

TRAPIANTI Insomma, anche se solo per adozione, è proprio una Saab! Le foto non smentiscono i disegni già circolati: la 9-2X sembra infatti frutto più di un’operazione di alta chirurgia che non di uno studio originale di ingegneria meccanica, visto che nasce dal trapianto dell’elegante frontale della 9.3 sul fisico asciutto, da atleta ben palestrato, della compatta giardinetta nipponica.

ECONOMIE DI SCALA Riproporre sotto altra veste prodotti già noti è una soluzione comune all’interno dei grandi gruppi dell’auto, dove a guidare le decisioni sono soprattutto le logiche economiche (o meglio di risparmio, per dirla tutta) piuttosto che la passione e lo stile. Politica rischiosa però, di quelle che possono fare storcere il naso dei puristi, pronti, come in questo caso, ad accusare la General Motors (nella cui orbita gravitano i marchi Saab e Subaru) di snaturare il nobile blasone svedese per propinare al pubblico poco più della proverbiale minestra riscaldata.

GIOVANI RAMPOLLI Critica comprensibile, ma fino a un certo punto. Se non altro, per il fatto che non di minestra si sta parlando, ma di un’auto di primissima qualità. L’Impreza è uscita trionfatrice dall’ultimo mondiale rally e ha tutti i numeri per dare una spolverata all’immagine un po’ “borghese” e ingessata delle Saab, cercando proseliti tra i giovani rampolli dotati sia di piede che di portafoglio pesante.

LINEAR E AERO Sotto la scocca delle due versioni che comporranno la famiglia 9-2X vi sono motori quattro cilindri boxer e trasmissioni che portano stampato su ogni molecola il DNA Subaru. Alla base della gamma vi è infatti la Linear, mossa dall’elastico 2.500 aspirato da 165 CV proveniente dalla Outback. Al top cè invece la Aero, ben riconoscibile dall’ampia bocca che si apre nel cofano per far respirare i 227 cavalli del motore 2.000 turbo, che la 9-2X condivide con la più vitaminizzata delle Impreza Wagon.

NUMERI Oltre alle motorizzazioni, anche le misure caratteristiche la dicono lunga sul legame di parentela tra 9-2X e Impreza, visto che il passo è esattamente lo stesso (252,5 cm) e che la differenza di lunghezza, di soli 4 cm (446 per la Saab e 442 per la Subaru), è dovuta solo alla forma più pronunciata dei paraurti.

4X4 I cambi sono meccanici a cinque marce, ma in opzione sulla Linear è disponibile anche un automatico a quattro rapporti. A fare da comun denominatore vi sono poi la trazione integrale permanente e le sospensioni a ruote indipendenti.

SCOZZESI Un po’ di mistero aleggia ancora sull’abitacolo, del quale sono state diffuse solo due immagini ufficiali. Colpisce l’estrema semplicità e “freddezza” di plancia e cruscotto, dove dominano plastiche scure di scuola giapponese, contrastate da tessuti “tecnici” chiari per sedili e portiere, a conferma che l’operazione 9-2X è stata realizzata con logiche più scozzesi che non svedesi, pensando quindi a ottenere la massima resa con la minima spesa. D’altro canto nessuno fa mistero della vocazione di questo modello: chi cerca una guida divertente e coinvolgente trova qui pane per i suoi denti; chi vuole invece una elegante compagna di lavoro ha probabilmente sbagliato indirizzo…

INCROCI Per ora si sa che anche le misure interne della 9-2X ricalcano fedeli quelle della Impreza, con una abitabilità e una capacità di carico buone ma non eccezionali. Solo il marchio al centro del volante ci ricorda che siamo su una Saab, ma è forse l’unico segno di appartenenza alla famiglia svedese. La plancia non è più la stessa inconfondibile plancia Saab, rivolta verso il guidatore e ricca di manopoline e pulsantini ben ordinati e bene in vista. Si è scelta invece una soluzione più anonima, tutta plastica simil-alluminio, con tre manopolone che tentano di dare un tocco di giovanilismo all’insieme.

STANDARD Ben più triste è poi la rinuncia a uno dei simboli della tradizione Saab, uno dei segni distintivi che ha accomunato generazioni di Saabisti dando a tutti quel tocco di intima esclusività e di appartenenza a una stessa famiglia: la chiave d’avviamento sul tunnel centrale. Sulla 9-2X non c’è più, sostituita da una più banale chiave sul piantone. Come tutte.

COSMOPOLITA Costruita in Giappone per una Casa europea (altra novità), per il momento la 9-2X sembra destinata esclusivamente al mercato nordamericano, dove sarà commercializzata a partire dal prossimo mese di luglio. Il prezzo della versione base dovrebbe collocarsi poco al di sotto della soglia dei 25.000 dollari, mentre non è ancora chiaro se mai la vedremo dalle nostre parti. Sembrerebbe di sì.


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