Autore:
Paolo Sardi

CARNEADE "Russo-cosa?! Russo-Baltique?!? Mi spiace, tabula rasa...". Sarà anche un marchio quasi centenario, essendo stato fondato nel 1907, sarà anche stato fornitore ufficiale di Sua Altezza Imperiale la Corte di Russia dal 1913 al 1917 ma devo ammettere che questo nome non l'avevo proprio mai sentito. Fortuna che non siamo a un esame di Storia dell'Automobile... Come penitenza per la mia ignoranza sono pronto a cospargermi il capo di cenere davanti all'ingresso del Museo della Scienza e della Tecnica, ma intendo invocare come attenuante il fatto che di esemplari completi di Russo-Baltique d'epoca ne esistono soltanto tre al mondo.

BELLE EPOQUE

A riportare in vita l'aquila bicipite della Russo-Baltique è oggi l'Impression, che ha fatto la sua prima uscita sulla passerella del Concorso di Eleganza di Villa d'Este. Realizzata dall'atelier tedesco Gerg in base alle istruzioni ricevute dal quartier generale di Mosca, questa coupé s'ispira chiaramente alle intramontabili Bugatti che facevano sognare negli Anni Trenta. Nella sua linea tecno-rétro si possono cogliere cenni alla Type 57SC Atlantic e ad altri miti a quattro ruote della Belle Epoque, come il padiglione a goccia e le ruote posteriori carenate. Anche le dimensioni sono d'altri tempi, con una lunghezza di 5.183 mm, una larghezza di 1.847 e un passo di 3.150. L'altezza è invece di 1.433 mm.

SCOLLO A V

Il frontale è lungo una Quaresima e spiove dolcemente, solcato da un ampio motivo a V. La mascherina è lunga e stretta, quasi schiacciata tra le due prese d'aria laterali sopra le quali si allungano i fari di forma triangolare. La fiancata ha un aspetto imponente e massiccio, mascherato appena dalla livrea bicolore che fa il verso ai parafanghi di una volta, ed è in chiaro contrasto con il taglio sfuggente del tetto. Dal parabrezza, molto inclinato, parte un arco quasi perfetto che culmina a sua volta in una V stretta, passando attraverso il tetto panoramico e il piccolo lunotto trapezoidale.

BRANCO SELVAGGIO

Molto suggestivo è anche lo scarico, annegato nel paraurti e minaccioso neanche fosse la tana di un serpente. Di rettili, comunque, non c'è traccia. Sotto il cofano della Impression ci sono invece 555 cavalli, quelli erogati da motore V12 biturbo accoppiato a un cambio automatico a sei marce. Le sospensioni sono pneumatiche, con altezza da terra regolabile, e vigilano sui movimenti delle ruote da 22 pollici, di disegno quasi lenticolare.

A STRISCE

L'abitacolo è a sua volta molto originale, a partire delle grandi porte che si aprono controvento e che dovrebbero consentire un accesso agevole anche ai due posti posteriori. La plancia mantiene uno stile neoclassico ed è interamente rivestita da un pannello finemente lavorato di legno, zebrano di nome e zebrato di fatto, con un'evidente alternanza di venature biancastre e scure. La stessa essenza è utilizzata anche per la corona del volante, le cui razze orizzontali sono invece realizzate con listelli di metalli cromato.

PER POCHI, A TANTO

Per il momento la Impression è un semplice prototipo ma perfettamente marciante e alla Russo-Baltique si dichiarano pronti a dare il via alla produzione di una piccola serie di una quindicina di esemplari al massimo. Trattandosi di una realizzazione artigianale, che consente infinite possibilità di personalizzazione, i tempi di consegna si annunciano lunghetti, dai 12 ai 18 mesi a partire dall'ordine, mentre per il prezzo si parla di 50 milioni di rubli, poco meno di un milione e mezzo di euro. Mica bruscolini...

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