UNA RINFRESCATA Quello delle grandi berline di lusso è un segmento che in Italia è ormai da tempo ridotto a un lumicino ma che in alcuni Paesi Emergenti va a gonfie vele, al punto che, su scala globale, le vendite si possono considerare in crescita costante. Per consolidare il suo ruolo di best-seller nella fascia bassa della categoria, quella per intenderci poco sopra i 200.000 euro (si sa, tutto è maledettamente relativo…), la Rolls Royce Ghost si dà un’aggiustatina al trucco sotto i riflettori del Salone di Ginevra.

CITTADINA DEL MONDO Gli interventi non stravolgono certo la sagoma, che resta classicissima, ma danno un’aria ancor più moderna e importante all’insieme. Nella mastodontica linea della Rolls Royce Ghost II (540 cm x 195 x 155, con un passo di 330 cm nella versione corta e 347 in quella extended, che vede la lunghezza complessiva arrivare a 557 cm) spiccano soprattutto i nuovi fari a Led e i paraurti leggermente ristilizzati. Sotto il cofano, pettinato con la riga in mezzo, è confermato invece il motore V12 da 570 cv, che spinge la Ghost da 0 a 100 in meno di 5 secondi. Tra l’altro, a dare una mano alla centralina elettronica nella gestione della meccanica c’è il SAT, che sta per Satellite Aided transmission. Grazie a questo marchingegno e al GPS, la macchina sa sempre esattamente dove si trova e, conoscendo l’ambiente circostante, i chip sono sempre pronti, per esempio, a selezionare con tempismo la marcia giusta per una guida fluida ed efficace.

SEMPRE CONNESSI Dando uno sguardo invece in salotto… ehm… nell’abitacolo, tengono banco nuovi sedili e inedite essenze per la radica della plancia. Tra le chicche tecnologiche spiccano infine il nuovo schermo da 10.25 pollici del sistema d’infotaiment, che si comanda in punta di dita o con semplici comandi vocali, e il wifi di bordo.


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