Autore:
Luca Pezzoni

CAMPAGNA DI FRANCIA Se non si hanno idee geniali e si vuole cantare fuori dal coro spesso basta guardare ai maestri del passato. E la grandeur automobilistica francese ha offerto la suggestione giusta ai mastri di Rinspeed per ricreare una formula tanto semplice quanto indovinata, tanto da diventare un fenomeno di costume. Chi ha superato (da un pezzo) i trenta e tutti gli amanti dell’auto indipendentemente da cavalli e prestigio non può non ricordare la Citroën Mehari, simbolo di un’epoca dove con poco si poteva avere comunque tanto, simbolo di ingegno e capacità costruttiva. Una via di mezzo tra il fuoristrada, l’auto da spiaggia e il Dune Buggy, con sotto il pianale della 2 Cavalli e, sopra, un vestito di vetroresina leggero e immarcescibile.

SVIZZERI Al genio francese ora si aggiunge il pragmatismo svizzero e, dopo quarant’anni la formula si aggiorna ma sembra ancora attuale. Si chiama Bamboo e offre semplicità condita con spirito ecologico e motore elettrico. Ecco i primi dettagli, mentre per ammirarla dal vero bisogna aspettare Ginevra 2010.

IL NUOVO CHE AVANZA? A partire dal nome la dichiarazione d’intenti è chiara: in un mondo dove ci sono ancora irriducibili tradizionalisti, all’inseguimento di esagerazioni alla voce potenza e lusso, c’è anche un’altra via. Che non è quella della ricerca tecnologica ad oltranza e delle nuove forme di mobilità, o almeno non solo. Ci sono anche alcune ricette, come quelle del passato, che possono trovare nuova linfa nelle nuove possibilità offerte dalle tecnologie costruttive contemporanee.

NOMEN AUTO Bamboo quindi, perché a partire dallo spirito, oltre che nel design, c’è un’apertura dichiarata al contatto con la natura. Proprio come la Mehari, che ha fatto da musa ispiratrice. Anche qui ci sono quattro ruote, un parabrezza, dei fari semplici e forme piegate alla funzione specifica. Ovvero quella di farsi guardare poco e interferire il meno possibile con chi sta a bordo. E poi ci sono i sedili. Due a guscio all’anteriore e una panchetta posteriore. Niente finestrini, ci sono solo due piccole porticine laterali.

BAMBOO ELETTRICO Il parabrezza e un mini-tendalino presumibilmente amovibile disegnano i contorni di un’auto che non attinge a nervature, cerchi extralarge e mascherine stilizzate ed extralarge per attirare gli sguardi. Alla Bamboo bastano quattro colpi di righello e via. Non ci sono ancora grandi dettagli tecnici, per quelli tocca aspettare. Ma oltre alle prime ricostruzioni fotografiche ci sono gli interni che presentano molti particolari in fibra di bambù. Un modo per ritrovare il contatto con la natura non solo quando ci si muove con il motore elettrico della Bamboo.

PASSATO E FUTURO Altro punto di stacco tra passato e futuro. Da casa Risnpeed fanno sapere di aver trovato anche lo spazio per un piccolo motorino aiutato, anche lui, da un motore elettrico per percorrere l’ultimo miglio, magari quello su un sentiero, dove non passa neppure un’auto minimalista come questa. A parte i lucciconi di nostalgia per chi ha visto e vissuto la prima Mehari, lo spirito basico della Bamboo sembra adatto ai tempi, quasi il giusto contrappasso dopo l’orgia di Suv e dimensioni extralarge. O forse solo una piacevole idea per sognare il mare d’inverno.


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