Autore:
Paolo Sardi

SCUSATE IL RITARDO Del poker di concept elettriche schierate in parata nello stand Renault al Salone di Francoforte la ZOE Z.E. è sicuramente la più avveniristica. Ciò non toglie, comunque, che nel suo futuro ci sia lo stesso la catena di montaggio. Semplicemente il suo arrivo sulle strade avverrà in un secondo tempo rispetto alle altre compagne di passerella, visto che impiegherà un po' più di tempo a struccarsi e a togliersi il maquillage da show car. Per lei si parla dunque del 2012 come epoca di commercializzazione, un annetto circa dopo le altre proposte.

GRANDE ATTESA La curiosità attorno a quello che potrà essere il modello di serie definitivo è molta, anche perché l'auto che nascerà dalla ZOE sarà stata pensata sin dall'inizio per essere spinta da un motore elettrico. Con un'aerodinamica ottimizzata e un peso calibrato ad hoc, questa Renault prossima ventura offrirà probabilmente prestazioni migliori di quelle ottenibili con auto riadattate a una propulsione elettrica ma concepite per montare unità termiche. Ciò tanto in termini di spunto e di velocità quanto, soprattutto, di autonomia.

APRITI, SESAMO La ZOE Z.E. – con la sigla che sta come al solito per Zero Emissioni – sa comunque come far passare un po' l'attesa, sfoggiando un look dal grande potere ipnotico e soluzioni altamente spettacolari. Il pezzo forte della linea è il sistema di apertura delle porte. Quelle posteriori, molto piccole e che permettono anche di accedere al vano bagagli, sono definite "a farfalla", mentre per quelle anteriori, enormi, la similitudine suggerita dalla Casa è con le forbici. Lasciando perdere i paragoni, il risultato è comunque un'accessibilità da primato, con l'assenza del montante centrale a favorire la salita e la discesa dei passeggeri.

CE L'HA PROFUMATA Anche da chiusa, la ZOE ha ottimi argomenti per lasciare l'osservatore a bocca aperta. Il frontale è corto e massiccio, con forme levigate che trovano continuità nel disegno arcuato del tetto. Quest'ultimo è realizzato con pannelli fotovoltaici che creano energia utile poi a far funzionare l'impianto di climatizzazione senza rubare quella utile al motore. Il climatizzatore, tra l'altro, oltre a regolare la temperatura, agisce anche sul grado di umidità interno, purifica l'aria e la profuma, grazie a un inedito studio condotto assieme alla Biotherm. Sempre in tema di aria, quella calda che ristagnerebbe attorno alle batterie è invece eliminata grazie a particolari prese e ai relativi sfoghi con cui si chiudono in coda i 410 cm della carrozzeria.

A TUTTO TONDO L'abitacolo si presenta a quattro posti, con quelli posteriori pronti a scomparire per far eventualmente posto a oggetti particolarmente voluminosi. Quelli anteriori hanno invece la peculiarità di avere gli schienali fissati al tetto e la seduta di forma tondeggiante. Anche la plancia e la consolle contrale sono disegnate impiegando quasi esclusivamente linee curve. Tra gli highlight dell'interno va inserito anche lo schermo TFT che consente una sorta di dialogo tra il pilota e un avatar personalizzabile che fa da "assistente" di bordo. Anche la chiave elettronica si può avere su misura, con il microchip che dà il consenso all'apertura delle porte e all'avviamento che è inseribile in un oggetto personale.

CURA RICOSTITUENTE Quanto infine al motore, i vertici Renault parlano di una potenza massima nell'ordine dei 95 cv e di una coppia di 226 Nm. Bocche cucite, invece, sulle prestazioni, fatta salva l'autonomia, che, per il momento, è dichiarata di 160 km. Una volta percorsa questa distanza, al pilota si prospettano tre soluzioni: una ricarica da 4-8 ore con sistema plug-in in una presa elettrica, una rapida sosta presso una delle apposite colonnine che richiede meno di mezz'ora e la sostituzione della batteria con una carica, operazione chiamata Quickdrop e che si sbriga in soli tre minuti.


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