Autore:
Paolo Sardi

OUTING Fino all'ultimo a Stoccarda hanno cercato di negare anche l'evidenza, forse per risparmiare un colpo al cuore ai fan più integralisti che difficilmente avrebbero accettato l'idea di vedere un motore a gasolio sotto il cofano di una Porsche. Ora però che per il lancio della Cayenne Diesel è partito il conto alla rovescia - si parla di febbraio 2009 - i vertici della Casa hanno deciso di fare outing e di svelare al mondo le loro intenzioni.

OCCASIONE GHIOTTA Dopo l'ingresso nel capitale della Volkswagen, si è creata la possibilità di attingere a piene mani dalla banca organi (meccanici) del Gruppo VW. E siccome a Wolfsburg hanno alcuni tra i migliori turbodiesel in circolazione, montarne uno sulla Cayenne voleva dire rendere il modello appetibile anche per un'enorme fascia di clientela sinora trascurata. Commercialmente parlando, il ragionamento della Porsche non fa una piega: in epoca di crisi, più alternative si danno, più è facile vendere, fosse anche necessario tapparsi un po' il naso e chiudere un occhio sul passato e sulle tradizioni della Casa.

SPARA NEL MUCCHIO Proprio per puntare al bersaglio grosso sul mercato, in Porsche hanno deciso di concentrarsi subito sul V6 3.0di norma siglato TDI e dotato di 240 cv e capace di una coppia di 550 Nm. Il blasone della Casa avrebbe giustificato anche la scelta del V10 5.0, ben più sportivo e prestante, ma per fare cassetta l'ottimo tre litri è quel che serve. Abbinato al cambio Tiptronic S, promette una percorrenza media di circa 10,8 km/litro. Si tratta di un valore che si traduce in costi gestione tutto sommato ragionevoli anche se il prezzo d'acquisto resta fuori dalla portata di molte tasche. Per la Germania si parla infatti di un listino di 56.436 euro, mentre in Italia è probabile che alla fine ci si avvicini a quota 60.000, con un sovrapprezzo di circa 5.000 euro rispetto all'Audi Q7 spinta dallo stesso motore.


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