Autore:
Paolo Sardi

IL CERCHIO SI CHIUDE Le rivoluzioni, si sa, spesso partono dal basso e quella in atto all'interno della gamma 911 non fa eccezione a questa regola. Dopo aver preso le mosse dalle versioni "base" della famiglia, l'ondata di novità tecniche introdotte nel corso dell'ultimo anno arriva ora a contagiare anche il model year 2010 della variante Turbo. La macchina sarà tra le più ammirate al Salone di Francoforte ma fermarsi alla sola estetica sarebbe davvero un peccato, perché le primizie succose vanno ben oltre le nuove luci posteriori a Led.

IL BELLO DELLA DIRETTA Il motore è infatti nuovo di zecca, con una cilindrata che sale fino a 3,8 litri (prima erano 3,6). Ad alimentare i sei cilindri, disposti - come vuole la tradizione - secondo lo schema boxer, provvede un impianto di iniezione diretta siglato DFI (sintesi di Direct Fuel Injection). Sul lato opposto, quello dello scarico, lavora invece una turbina a geometria variabile, caratteristica più unica che rara per un'auto a benzina.

BEVE MENO Il gioco di squadra della sovralimentazione e dell'iniezione DFI garantisce risultati eccellenti sotto tutti i punti di vista. La potenza massima tocca quota 500 cv tondi tondi, con un incremento di 20 cv nei confronti della Turbo attuale. Nel contempo, però, gli ingegneri della Porsche hanno ottenuto una drastica riduzione dei consumi (fino al 18%), che passano mediamente da 12,8 litri per 100 km a un valore compreso tra 11,4 e 11,7 l/100 km a seconda della configurazione della macchina. Ragionando in altri termini, si balla tra gli 8,8 e gli 8,5 km/litro: niente male per una sportiva che promette una velocità massima di 312 km/h e un crono di 3,4 secondi nello 0-100.

AGGRAPPATA A TERRA Per un tempo così basso nello spunto da fermo parte del merito va anche alla motricità garantita dalla trazione integrale permanente PTM (ovvero Porsche Traction Management), la cui centralina elettronica lavora a braccetto con i chip del PSM (dove la S sta per Stability). Per chi volesse qualcosa in più, sulla Turbo 2010 si può ordinare anche il Porsche Torque Vectoring (o PTV per gli amici), un differenziale posteriore capace di ripartire meglio la coppia per rendere la giuda sportiva più piacevole e coinvolgente.

DOPPIA FRIZIONE Nel reparto trasmissione i riflettori sono puntati però soprattutto sul Porsche DoppelKuplungsgetriebe, il cambio robotizzato a doppia frizione e a sette marce già provato sulla 911, sulla Cayman e sull'ammiraglia Panamera e che qui è offerto in opzione, in alternativa al manuale a sei marce standard. Ordinando il PDK, si riceve anche un nuovo volante multifunzione a tre razze con inedite palette che permettono la selezione manuale delle marce senza muovere i palmi dalla corona. Con la leva di destra si inseriscono le marce più lunghe mentre con quella di sinistra si scala in quelle più basse.

ENTRO FINE ANNO Tra gli accessori di questa 911 Turbo spicca anche lo Sport Chrono Package, che ha come fiore all'occhiello il Launch Control. Questo dispositivo sovraintende in automatico alle partenze a razzo, comandando a mo' di direttore d'orchestra trasmissione, motore e trazione integrale per bruciare la concorrenza ai semafori. Tra una storia e l'altra, pare piuttosto improbabile che si riesca a resistere alla tentazione di acquistare qualche gadget a pagamento. Chi ci riuscisse sappia comunque che il prezzo base fissato dalla Casa tedesca è di 122.400 euro per la versione Coupé e di 131.800 per quella Cabriolet, il tutto tasse escluse. In Germania, dove l'Iva è al 19%, i prezzi chiavi in mano sono fissati rispettivamente a 145.871 e 157.057 euro, con inizio delle vendite dal 21 novembre.


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