Autore:
Davide Varenna

FESTA DOPPIA Alfa Romeo festeggia i suoi primi 100 anni di vita e coincidenza vuole che non sia l'unica a spegnere le candeline al Salone di Ginevra. Giusto 20 anni dividono infatti la nascita della Casa del biscione dal più noto carrozziere torinese, entrato nella storia per le sue auto da sogno e, in particolar modo, per le spider marchiate Alfa Romeo. Per festeggiare la ricorrenza ecco dunque un'altra meraviglia senza tetto, che dietro a forme futuristiche nasconde l'anima della indimenticabile Duetto.

PRENDE IL VOLO Basta uno sguardo per riconoscere i tratti della scoperta degli Anni 60, con il profilo slanciato e sottile che tanto ricorda la Osso di Seppia. I volumi sono molto snelli e fluenti, così che la vettura sembra prendere il volo, trasmettendo un gran senso di leggerezza come nella spider di allora. Ma i richiami si fermano qui, perché per il resto questa nuova 2uettotanta è una sportiva proiettata nel futuro, che propone soluzioni stilistiche che potremmo rivedere sulle Alfa del domani.

MARCHIO DI FABBRICA L'intera carrozzeria è dominata da superfici pulite e nervature dal grande slancio, che già nel frontale creano interessanti giochi tridimensionali. Un netto spigolo marca il confine tra muso e cofano, tagliando i sottili gruppi ottici e lo scudo triangolare, il marchio di fabbrica che per l'occasione è stato rivisitato in maniera molto originale. Il profilo in alluminio sembra infatti voler uscire dalla vettura, con le alette flottanti interne disposte in una posizione molto arretrata per esaltarne la profondità.

SPIEGA LE ALI Superati i passaruota anteriori, le due nervature orizzontali dell'anteriore scavano la fiancata, andando poi a definire gli spigoli della coda. Come nel frontale, anche qui i gruppi ottici presentano un disegno molto sottile, che amplifica la dinamicità ma soprattutto la leggerezza del corpo vettura. Le gobbe a ridosso dei due sedili incorporano i roll-bar per la sicurezza dei passeggeri, diventando allo stesso tempo un elemento formale di grande impatto, grazie al profilo ad ala che si raccorda alla linea di cintura.

VAI CON L'ALLUMINIO Come lo scudo anteriore, anche la cornice del parabrezza è realizzata in alluminio, così da staccarsi dalla carrozzeria senza spezzare il profilo superiore della fiancata. Lo stesso materiale costituisce poi i cerchi, che reinterpretano tridimensionalmente il classico tema a cinque tondi dell'Alfa Romeo. Cerchioni speciali che calzano una gommatura altrettanto unica, sviluppata con Dunlop appositamente per questa concept: la grafica del battistrada è coerente con quella dell'auto, mentre i profili laterali molto lisci si abbinano perfettamente alla pulizia delle superfici della vettura.

INTERNI DA FAVOLA Bella fuori e bella dentro: questa due posti non finisce di stupire neanche quando ci si siede al volante, con il cruscotto driver-oriented e la strumentazione di colore rosso che crea un gioco di profondità molto originale. Il volante a tre razze forate realizzato in fibra di carbonio reinterpreta in chiave moderna quello della Duetto, con l'aggiunta delle palette per il controllo del cambio automatico a doppia frizione. Il materiale composito viene poi utilizzato anche nel tunnel centrale, accostandosi perfettamente alla pelle nera e alle cuciture bianche.

VECCHIO CUORE Sotto il cofano si ipotizza il nuovo 1750 cc turbo (già montato su 159, Spider e Brera), con un chiaro riferimento a una delle svariate versioni della Osso di Seppia: la "1750 Veloce" del 1968. Un motore capace di ben 200 CV, così da garantire ottime prestazioni e un'agilità invidiabile, complici anche le ridotte dimensioni della vettura. Larga 1.797 mm, la 2uettottanta non supera in lunghezza la 147 (si ferma infatti a 4.212 mm) vantando anche una ridotta altezza da terra, con i suoi 1.280 mm dichiarati.


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