Autore:
Luca Cereda

QUA LA MANO Al Salone di Francoforte arriverà una Peugeot con le sembianze di una Mitsubishi i-Miev ma con l'effige del Leone. Trattasi dell'ennesima collaborazione tra Case volta ad aprire una breccia nel mercato europeo delle auto elettriche. Mitsubishi e Peugeot si sono strette la mano qualche giorno fa: i francesi potranno così produrre una propria EV sfruttando tecnologia jap. Se tutto andrà secondo i piani della Peugeot, la iOn (nome scelto per la i-Miev francese) verrà commercializzata a partire dalla fine del prossimo anno.

MARATONA O SPRINT Lunga 3,48 metri e dotata di un raggio di sterzo di 4,5 metri, viaggia grazie ad un motore elettrico da 64 cavalli e 180 Nm di coppia. Nemmeno il piede più pesante al mondo potrà spingerla oltre 130 km/h, numero magico sulla iOn perché equivale anche alla sua massima autonomia nel ciclo combinato europeo. Per ricaricare le batterie ha bisogno di una siesta di 6 ore allacciata a una presa da 220 Volt. In alternativa, si ricarica all'80% in mezz'ora di tempo da una colonnina di ricarica veloce.

DOPPIO STEMMA Inizialmente non si rivolgerà al grande pubblico ma a una clientela selezionata: enti locali, amministrazioni, commercianti al dettaglio, chiunque necessiti di una flotta per il trasporto a corto raggio e possa trarne vantaggio in termini di consumi e di libero accesso ai centri urbani (grazie alle emissioni-zero della iOn). Oltre alla versione "leonina", in futuro arriverà anche la variante con il "double Chevron”.

L'ION DU LION Tecnologia nuova, sì, idea vecchia però. Nel senso che Peugeot aveva già pensato a una compatta elettrica nell'ormai lontano 1994, quando presentò una concept con lo stesso identico nome della prossima ventura. Evidentemente  l'idea di giocare sull'assonanza tra "l'iOn” ("la iOn”) e "lion” (leone) circolava già da un pezzo nelle teste del marketing PSA. Ma in quindici anni ne è passata di acqua sotto i ponti…

RICORSI STORICI La vecchia Ion misurava 3,32X1,60 metri e poteva solo sognarsele le batterie agli ioni di litio montate sulla iOn di oggi: allora sui prototipi di auto elettriche montavano pile a NiCd (nichel-cadmio). Praticamente preistoria. I cavalli del motorino elettrico erano meno della metà (27), la coppia si limitava a 127 Nm e la velocità massima non superava i 105 km all'ora. Con una sola ricarica si potevano percorrere tra i 110 e i 150 km in area urbana. Adesso invece, a quindici anni di distanza, è tutta un'altra storia… che si ripete.


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