Autore:
M.A. Corniche

SOGNO AMERICANO Corvette all'europea, e in formato tascabile: uno choc allo stand Opel del Salone di Francoforte edizione 1965. Rispetto all'originale made in Chevrolet, mai uscito di produzione e in continua evoluzione, la piccola Opel GT ha avuto una vita molto più corta, quanto basta però perché ne fossero venduti più di centomila esemplari nei cinque anni dal '68 al '73.

MITICI ANNI 60

Della Chevrolet Corvette riprendeva la forma a collo di bottiglia, con fianchi e spalle larghi abbinati alla vita stretta e alla coda tronca. I fari erano a scomparsa grazie a un meccanismo originale che li faceva ruotare sul loro asse longitudinale grazie a una leva sul tunnel centrale, posta di fianco al cambio. Nei corsi e ricorsi della storia, quando ormai il nome Opel GT sembrava ormai dimenticato da tempo e destinato a rimanere nei ricordi, General Motors ha pensato di soffiare via la polvere al marchio e dare nuova vita alla Opel GT, seguendo la tendenza a riscoprire i mitici anni 60 e 70 che anche l'ultimo Detroit Auto Show ha rimarcato.

FALSI STORICI

Il debutto è previsto per il Salone di Ginevra, ma si tratta di un falso storico: la nuova GT sarà una roadster, mentre la GT originale si è sempre tenuta sempre ben stretta in testa il cappello di lamiera. Se roadster sarà, viene subito da pensare a quella graziosa famigliola di spiderine proposte negli USA che condividono la genetica pur dividendosi tra la casata Pontiac, con la Solstice, e quella Saturn, con la Sky.

SPIDER

La capote è in tela, dura e pura da azionare a mano, senza pesanti marchingegni e origami di lamiera a coprire i due posti secchi. Sotto il cofano trovano posto i motori a quattro cilindri di famiglia, ma la gamma non è ancora stata definita e la trazione è rigorosamente al posteriore, da sportiva DOC.

SETTE VELI

Per ora, della Opel GT si vede davvero poco, nascosta com'è nelle prime immagini da un telo che lascia intravedere soltanto la silhouette. Non sembra proprio aver ereditato la coda tronca, ma da mammà ha preso i parafanghi muscolosi e le proporzioni classiche da spider DOC: cofano lungo, abitacolo minimal, coda corta e sbalzi minimi, una ricetta collaudata come il canonico 90-60-90 femminile.

OPEL SKY

Guardando bene le pieghe che tendono il velo, sembrano fotocopia di quelle della Saturn Sky, presentata al Detroit Auto Show 2006: luci posteriori scavate nella coda, tagli decisi per i parafanghi, paraurti anteriore pronunciato e spigoloso. Eh sì, è proprio la Sky, con un bel marchio Opel luccicante che, probabilmente, modificherà un poco lo stile della calandra. Tra le due, Solstice e Sky, è stata scelta la versione Saturn, più vicina allo stile spigoloso delle Opel di ultima generazione, ma la Solstice ha una linea decisamente più gradevole e personale.

TAGS: opel gt 2006 Motor Show 2006: di tutto, di più