Autore:
Paolo Sardi

BANDIERE AL VENTO Dici Opel in Italia e ai più vengono in mente tranquille auto da famiglia. Nel Dna della Casa di Rüsselsheim c'è però anche una sportività che, alle nostre latitudini, non viene percepita come in Germania, dove - li ho visti con i miei occhi - orde di appassionati sventolano le bandiere saettate come se fossero quelle della squadra del cuore. Non c'è dunque da strabuzzare più di tanto gli occhi davanti alla Opel Astra OPC Extreme, versione messa giù da guerra della già cattivissima Astra OPC, che sfila sulla passerella di Ginevra prima di un suo probabilissimo ingresso in listino. Voci ufficiali dicono che la decisione verrà presa in base all'accoglienza che le sarà riservata dal pubblico ma l'impressione è che i giochi siano già fatti.

CARBONIO OVUNQUE Riconoscere la Opel Astra OPC Extreme sarebbe facile anche per Mr Magoo, viste le enormi appendici aerodinamiche che ornano la carrozzeria. Si parte dallo spoiler anteriore per arrivare all'alettone che sormonta il lunotto, entrambi realizzati in fibra di carbonio, un materiale che fa ritornello anche a livello del cofano motore, del tetto (per abbassare il più possibile il baricentro), del diffusore e anche delle ruote, da 19 pollici con pneumatici 245/35. Grazie anche ai parafanghi in alluminio, la Extreme pesa un quintale in meno rispetto alla OPC. Nell'abitacolo i riflettori sono invece tutti per la coppia di sedili Recaro a guscio e con cinture racing a sei punti.

LA CARICA DEI 300 Dulcis in fundo, il motore, che si presenta come il quattro cilindri più potente della storia della Casa: è un due litri turbo, con iniezione diretta di benzina e fasatura variabile delle valvole, che arriva a erogare oltre 300 cv. A fargli da spalla c'è un cambio manuale a sei marce, mentre a completare il reparto trasmissione c'è un differenziale autobloccante. Sapendo della sua presenza e di quella di un assetto completamente regolabile, viene anche a voi un po' di prurito alle mani e al piede destro?


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