Autore:
Paolo Sardi

PAROLE NUOVE Il bello della sigle è anche questo, che si possono leggere in molti modi diversi. E così quel GTC portato con disinvoltura dall'Astra a tre porte viene ripescato e appiccicato all'Antara, concept che recita da primadonna nello stand Opel di Francoforte. Tre lettere che, nella nuova accezione, stanno per Gran Turismo Crossover.

ACQUA E OLIO Il termine, ormai strainflazionato, dice come al solito tutto e niente. D'altro canto, questa Opel è obiettivamente ben difficile da inquadrare secondo i criteri canonici. Lunga 453 cm, larga 197 e alta 164, l'Antara GTC è un po' coupé e un po' Suv e tenta quindi di fondere due concetti a prima vista difficili da mescolare, neanche fossero acqua e olio. Quale che sia la sua intima natura, che l'Antara sia una Opel doc lo dicono comunque subito i classici tratti distintivi delle ultime proposte di Rüsselsheim.

RIGA IN MEZZO La carrozzeria è pettinata con la riga in mezzo, con una linea che la divide longitudinalmente in due parti uguali. In coda si ritrovano luci appuntite e un portellone rastremato, dalla soglia alta, che in questo caso vanta un'inedita apertura a pantografo che lo fa avanzare facilitando le operazioni di carico. Anche la mascherina ha una foggia nota, con un grande listello cromato, qui sottolineato da tre barrette satinate. La stessa finitura si ritrova pure sull'ampia piastra di protezione inferiore. Le dimensioni molto generose della calandra mettono in secondo piano i fari a Led e i fendinebbia circolari che sporgono dal paraurti.

COLPO A EFFETTO La fiancata ha un'aria molto muscolosa, con un andamento a cuneo e un padiglione molto filante che spiove sulla coda bombata, degna di un'autentica sportiva. A dare slancio all'insieme contribuisce l'assenza del montante centrale, che in fase produttiva dovrà però probabilmente essere reintrodotto, per meglio figurare nei crash test laterali. Nella parte bassa tengono invece banco gli ampi squarci che si aprono dietro i passaruota per raffreddare il vano motore assieme alle feritoie ai lati del cofano e i grintosissimi scarichi laterali annegati nelle minigonne.

FUMO E ARROSTO Solo scena? Neanche per sogno: sotto il cofano c'è una versione ipervitaminizzata del 1.900 CDTi di origine Fiat capace di 212 cv grazie all'effetto dopante di due turbine. La coppia massima è di 400 Nm a soli 1.400 giri. Abbinato a un cambio automatico a sei marce, questo turbodiesel dovrebbe permettere all'Antara GTC di toccare i 210 km/h dopo essere transitata ai 100 in circa 8 secondi dalla partenza. Il condizionale resta per ora d'obbligo: le prove su strada non sono ancora "ufficiali" e non resta che fidarsi delle simulazioni al computer.

CON I PIEDI PER TERRA Sportiva fuori ma versatile dentro, l'Antara GTC dispone di quattro poltrone individuali. Quelle posteriori possono essere ribaltate per ottenere una superficie di carico perfettamente piana mentre quelle anteriori, montate su monorotaia, possono avanzare alla semplice pressione di un pulsante per agevolare la salita a bordo dei passeggeri posteriori. La plancia ha un aspetto futuristico, con una consolle centrale molto prominente, ampie superfici metalliche e strumenti illuminati di una intensa luce azzurra. Tutte soluzioni, queste, molto spettacolari ma destinate purtroppo a loro volta a sparire sulla vettura di serie derivata dall'Antara GTC e che arriverà alla fine del 2006.


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